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22.11.21 - 14:43
Aggiornamento: 30.11.21 - 20:50

Federer e Serena, da assenze di peso ad attesi protagonisti

Il 2021 del tennis si è chiuso con i titoli di Zverev e Muguruza, ma ha dovuto fare a meno a lungo di alcuni tra i protagonisti più attesi

Ats, a cura de laRegione e Marzio Mellini
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I trionfi alle rispettive “Finals” di Garbine Muguruza (Guadalajara) e Alexander Zverev (Torino) hanno mandato agli archivi una stagione segnata da alcune assenze di peso che giocoforza hanno impoverito un po’ l’offerta, al netto delle emozioni regalate dai protagonisti. Non è così difficile evocare i nomi più altisonanti, visto che parliamo di grossi calibri: Roger Federer, Rafael Nadal, Naomi Osaka e Serena Williams. Quattro prime firme (tre figure quasi mitologiche) e la giapponese che ha scoperchiato il calderone della pressione che grava sugli sportivi, anche quelli ai massimi livelli. La loro uscita di scena a stagione in corso, nonché le rispettive prolungate assenze, hanno tolto moltissimi motivi di interesse a un’annata vissuta sulla caccia di Novak Djokovic all’oro olimpico e al cosiddetto Golden Slam, vanificata dalla sconfitta in semifinale a Tokyo contro Zverev. Scherzo del destino lo stesso avversario che lo ha privato del Masters al quale ambiva per “consolarsi” per il mancato Grande Slam, il riconoscimento che lo avrebbe promosso a “eterno” negatogli in finale degli Us Open da Danill Medvedev. Meno intrigante, per contro, la stagione in ambito femminile, se non appunto per le questioni extrasportive che hanno privato il tennis della classe di Osaka, per quelle più legate alla politica relative a Peng Shuai e, fortunatamente, anche per un’impresa sportiva di marca rossocrociata firmata Belinda Bencic, medaglia d’oro alle Olimpiadi.

Detto delle prolungate assenze e delle ripercussioni sulla stagione appena conclusa, cosa è lecito attendersi nel 2022, l’anno che dovrebbe segnare il grande rientro dei protagonisti citati? Noblesse oblige, partiamo da Roger Federer. Lo scorso marzo, quando fece il suo attesissimo rientro alle competizioni, dichiarò di avere la sensazione che la sua storia non fosse ancora giunta al termine. Da quel giorno, però, ha disputato solo tredici incontri, è stato operato una terza volta al ginocchio e in agosto ha compiuto 40 anni. Lo rivedremo in campo, così almeno ha anticipato lui stesso, soltanto in estate, concetto un po’ vago che potrebbe anche precludergli la partecipazione all’amato Wimbledon, realisticamente l’unico Slam che può ancora pensare di vincere. Più volte il basilese ha ricordato che vuole essere lui a determinare i tempi della fine della sua carriera, dicendosi certo che capirà quando sarà il momento di dire basta.

Wimbleodn sì o no?

Non è troppo azzardare ritenere che stia pensando a una tournée mondiale di addio al tennis giocato, ben sapendo che resterà legato al tennis per sempre. Non fosse che come ambasciatore della Laver Cup che ha organizzato e promosso con il suo staff. O come tennista, ammesso che accetti l’idea di restare sul circuito senza più grandi possibilità di conquistare un trofeo. Meglio sarebbe chiamarsi fuori prima di trascinarsi alla ricerca dello spunto perduto, fermo restando che nessuno conosce meglio Roger di Roger stesso. Come detto, se ragioniamo in termini di Slam, solo a Londra gli si può oggettivamente riconoscere una chance di successo, altrove no. A 21 titoli, per intenderci, possono salire sia Nadal sfruttando Parigi, sia Djokovic, competitivo ovunque, difficilmente lo potrà fare Federer.

Rafa scalpita

Rafael Nadal è molto più prossimo al rientro di quanto lo sia l’amico ed eterno rivale. Costretto ad abbandonare il circuito in estate a causa di un infortunio al piede sinistro, Rafa annuncia l’imminente ritorno già in dicembre, ad Abu Dhabi «Ci sono giorni buoni e giorni meno buoni – ha commentato il maiorchino negli scorsi giorni –. Per lo più mi sento bene. Mi sento talmente bene da pormi ancora obiettivi molto importanti». Se il fisico ne sorregge ambizioni e velleità, Rafa è in grado di mettere le mani ancora su un paio di Slam, da contendere in primis a Djokovic, nella corsa al record di “major” che diventerà imbattibile. Tuttavia la salute, a 35 anni e dopo tanti guai, è un punto interrogativo. Sono ben undici gli appuntamenti Slam ai quali in carriera ha dovuto rinunciare per infortunio. Se sta bene, a Parigi resta il favorito.

Serena e il 24esimo Slam

Così come Federer, anche Serena Williams ha compiuto 40 anni la scorsa estate. È da quasi cinque anni, più precisamente dagli Australian Open del 2017, che l’americana non vince un titolo Slam (sarebbe il 24esimo di una carriera senza eguali). Per un po’ quel torneo mancante con il quale raggiungere un’icona quale Margaret Court è stato un assillo. Recentemente, però, le priorità di Serena sembrano essere altre. Innanzitutto, la figlia Alexis Olympia, poi anche gli svariati interessi che ha, ai quali dedica sempre maggiore tempo (è imprenditrice e appassionata di moda). Dalla nascita della primogenita, però, non è mai uscita di scena, se non per brevi periodi. Dei 15 appuntamenti “major” in calendario, ne ha disputati 13. La sua presenza o meno a Melbourne dipenderà dalle condizioni di soggiorno che l’Australia e gli organizzatori potranno garantire a lei e alla sua famiglia.

Contrariamente a quanto accade in ambito maschile, nel quale il tennista più forte di sempre è un tema aperto con più pretendenti al trono, tra le donne la questione è regolata da tempo. Ossia da quando Serena ha staccato Steffi Graf nel numero di vittorie. Che raggiunga Court a quota 24 cambia poco alla sostanza. Anche perché la leggendaria australiana vinse la maggior parte dei suoi Slam prima dell’avvento del professionismo (1968), in un’era quindi difficilmente paragonabile a quella moderna.

Osaka, il tennis è tornato al centro

Da Naomi Osaka, vittima della depressione e ai margini del tennis da molti mesi, giungono notizie confortanti: si sta allenando ed è prossima al rientro. I suoi problemi affiorarono nell’ottobre 2020, al terzo turno degli Us Open (sconfitta al terzo turno). Un anno dopo (ottobre 2021) è uscita dalla Top-10 che aveva occupato per 140 settimane, molte delle quali trascorse in vetta alle gerarchie della Wta. Il 2021 si aprì in maniera clamorosa, con il trionfo agli Australian Open, ma al Roland Garros emersero nuovi problemi di salute che per un po’ fecero presagire il peggio, circa la carriera di un’atleta appena 24enne che “postava” foto da luoghi esotici nei quali diceva di aver trovato una nuova dimensione di vita. Come detto, il tennis sembra essere tornato al centro dei suoi interessi. E della sua vita.

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