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Tennis
11.08.20 - 06:000

Susan Bandecchi, decisiva tanto quanto Belinda

La 22enne ticinese ha apposto il proprio sigillo sul titolo interclub di Lega nazionale A del Tc Chiasso

«Papà Bencic (Ivan, coach storico della sangallese, ndr) alla fine mi ha salutato dicendo ‘ci vediamo in giro per il Tour’. Parole che mi hanno fatto molto piacere. Anche a Belinda è piaciuto il mio modo di giocare. Mi ha detto ‘continua a lavorare, arriverai in alto’. Detto dalla numero otto al mondo, è tanta roba». Il giorno dopo il titolo interclub di Lega nazionale A conquistato dal Tc Chiasso al quale ha contribuito con un “en-plein” in semifinale e finale, Susan Bandecchi è stanca, acciaccata, ma soprattutto raggiante e orgogliosa. Dell’esperienza con la squadra di Pedro Tricerri, titolata per il secondo anno consecutivo, serberà un grande ricordo, per i punti conquistati - decisivi - e per aver giocato a fianco di Belinda Bencic, numero 8 al mondo, tennista dalla quale ha avuto modo di imparare cose che le torneranno molto utili nel prosieguo della sua carriera.

‘Umile, simpatica, disponibile’

«Avere Belinda a fianco - commenta la ticinese con ammirazione - è un valore aggiunto, ti infonde tranquillità, sa darti i giusti consigli, è sempre stata molto positiva, anche nei momenti complicati delle partite. Ho imparato a conoscere meglio una persona squisita. Me la immaginavo così, ma non pensavo fino a questo punto: è umile disponibile, simpatica, gentile, fa gruppo. In semifinale mi sono accomodata un attimo in panchina durante il suo singolare. Nemmeno lei è immune alle difficoltà, le capita di avere bisogno di un po’ di sostegno. Stare a contatto con la numero 8 al mono, vedere come ragiona, come si comporta, è stata una bellissima esperienza. Mi sono trovato molto bene, sia con lei sia con suo padre Ivan (il quale ha funto da coach della squadra, ndr)».

Un crescendo senza macchia

Susan ha fatto di più che averla come punto di riferimento: come la sangallese, anche la ticinese ha centrato un eccellente en-plein nel weekend di semifinali e finale di Winterthur: due singolari e due doppi (con Bencic) vinti, due tie-break di spareggio vinti (sempre con Belinda a fianco). Insomma, se Bencic era attesa ad altissimi livelli, in una competizione senza grandi stelle del firmamento tennistico in cui era lecito chiederle di vincere tutte le partite, Susan si è superata, contribuendo al successo della squadra di Tricerri con punti rivelatisi tutti fondamentali, in singolare o doppio che fosse. La sua è stata una crescita, incontro dopo incontro, con il culmine delle prestazioni in quel di Winterthur. «Dopo il match contro Svenja Ochsner (2° turno, ndr) - ricorda Susan - mi ero buttata giù, non mi aspettavo grandi. Avevo perso un po’ di fiducia. Contro il Grasshopper ho perso contro Kathinka Von Deichmann. Pur lottando e cedendo solo al terzo, ho giocato maluccio. Contro il Kreuzlingen (quinto e ultimo impegno prima delle finali, ndr) ho disputato una buona partita, vinta 6-1 6-1. Ale finali volevo fare bene, volevo vincere, È come se avessi tirato fuori al momento giusto tutto quello che avevo dentro. In semifinale ho vinto il singolare 6-3 6-0. inizialmente, non ero io quella deputata a giocare il doppio con Belinda, avrebbe dovuto essere Conny Perrin. La neocastellana, però, non era la meglio per un problema alla spalla e ha rinunciato. Ero felice di poter giocare anche il doppio. Lo volevo, stavo bene, volevo vincere. Inoltre, non capita tutti i giorni di giocare a fianco di Belinda. Ero contenta che toccasse a me. È andata benissimo».

Spalla all'altezza

Il problema fisico di Perrin, numero due della squadra (in finale ha giocato per onor di firma) ha investito Susan Bandecchi della responsabilità del secondo punto in singolare, posto che Belinda garantiva il primo. E del peso derivante dal fungere da spalla della sangallese nel doppio forte, quello da vincere. Quello che poi è da schierare in caso di spareggio, come successo con esito molto positivo sia in semifinale sia in finale. «Entrare in campo sullo 0-2 in entrambe le occasioni non è stato semplice, ma io volevo proprio vincere, volevo arrivare fino in fondo e ho dato tutto quello avevo per riuscirci. In finale, poi, ero felice di affrontare nuovamente Von Deichmann in singolare: ero certa che stavolta l’avrei affrontata nel modo giusto. È andata molto bene (successo in due set 6-4 6-1, ndr). Pensare che non l’avevo mai sconfitta prima: quattro incroci, quattro sconfitte».

Ora, per Susan Bandecchi un po’ di vacanza, in attesa di riprendere la stagione sul circuito. «Mi riposo un po’, anche perché nemmeno io ero fisicamente al cento per cento, ho stretto i denti. Passerò qualche giorno al mare, poi tornerò in Svizzera per la fisioterapia, per poi riprendere a giocare quando starò di nuovo bene. Non ho poi tutta questa fretta, alla luce della situazione attuale. I miei piani prevedono la partecipazione ai tornei Itf in calendario in settembre. Ho ancora tre settimane per rimettermi a posto».

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