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La Nigeria, la Costa d’Avorio e il fantasma di Sinner

Dopo un percorso rocambolesco, la Costa d’Avorio ha conquistato l'accesso alla finale della Coppa d’Africa, dove affronterà la Nigeria

8 febbraio 2024
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Come esperti e bookmaker avevano pronosticato alla vigilia del torneo, la Nigeria – autentica corazzata a livello continentale – ieri sera ha conquistato l’accesso alla finalissima della Coppa d’Africa.

Chissà se, insieme all’euforia per il successo ottenuto ai rigori contro il Sudafrica, nello spogliatoio delle Aquile c’è stato un po’ di spazio pure per il rimpianto – o il rimorso – di non aver provveduto, quando vi fu l’occasione, a provocare l’eliminazione prematura della Costa d’Avorio organizzatrice della kermesse.

Gli altri finalisti, infatti, sono proprio gli Elefanti, ed è fin banale ricordare che disputarsi un trofeo contro la formazione che gioca in casa è impresa assai difficile, specie se anch’essa rientra nel novero delle grandi squadre. A salvare i padroni di casa da una precoce e clamorosa estromissione nell’ultimo turno della fase a gironi furono – oltre al Marocco che in un altro gruppo batté in extremis lo Zambia – proprio i nigeriani che, benché già certi della qualificazione agli ottavi (fra le migliori terze, nel peggiore dei casi), vollero comunque impegnarsi al massimo e vincere contro la Guinea Bissau.

Si fossero invece lasciati superare, magari con un paio di gol di scarto, avrebbero come detto decretato l’estromissione degli ivoriani, togliendo di mezzo un avversario assai temibile nella corsa verso il titolo. Invece, come detto, a contendere domenica la Coppa alla Nigeria ci saranno proprio i padroni di casa, che godranno di innegabili vantaggi ambientali.

Definire rocambolesco il percorso della Costa d’Avorio in questa Coppa d’Africa è il più classico degli eufemismi, dato che ne ha combinate davvero di tutti i colori. Dopo un faticoso successo all’esordio contro la Guinea Bissau (2-0), la sconfitta di misura proprio con la Nigeria (0-1) e la folle débâcle (0-4) subita contro la Guinea Equatoriale, l’eliminazione pareva ormai certa, e così i dirigenti hanno provveduto a cacciare il Ct Gasset – cosa mai vista in un grande torneo –, nemmeno immaginando che, invece, una lisergica combinazione di risultati avrebbe infine comunque portato la qualificazione.

Costretti dalla classifica ad abbandonare Abidjan e il suo stadio da 60mila spettatori (20mila a Yamoussoukro e 40mila a Bouaké, ma non c’è stato il sold out né qui né lì), non è che per gli Elefanti le cose siano poi migliorate nella fase a eliminazione diretta. Il successo sul Senegal campione in carica negli ottavi, infatti, è giunto solo ai rigori e dopo aver trovato l’1-1 soltanto all’87’, mentre ai quarti gli ivoriani hanno avuto la meglio sul Mali ai prolungamenti, e anche in questo caso pescando l’1-1 al 90’ e siglando il gol della vittoria nientemeno che nei recuperi del secondo supplementare (122’).

E pure ieri sera per la verità, nel penultimo atto della competizione continentale, non è che sia stata proprio una passeggiata di salute: per un’abbondante ora di gioco, infatti, la Repubblica democratica del Congo ai padroni di casa ha dato parecchio filo da torcere, e ha tenuto a lungo sulle spine il pubblico sugli spalti dell’Alassane Ouattara (1-0).

Ora, l’abbiamo detto, sulla strada verso la gloria degli Elefanti ivoriani ci saranno le Aquile nigeriane, che probabilmente si staranno sbranando le mani – per non tirare in ballo altre parti anatomiche che qui sarebbe sconveniente nominare – per aver generosamente salvato la vita ai rivali un paio di settimane fa.

Lo scorso autunno, alle Finals di Torino, anche l’italiano Jannik Sinner aveva graziato Novak Djokovic quando avrebbe invece potuto comodamente decretarne l’eliminazione al primo turno – se solo avesse tirato un po’ i remi in barca contro il danese Rune – per poi pentirsene amaramente in finale, dove dal serbo venne annichilito.

Chissà se domenica sera capiterà lo stesso ai nigeriani, i quali oltretutto, al contrario di quanto accadde in Piemonte al tennista altoatesino, nemmeno avranno il sostegno del proprio pubblico…

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