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04.07.22 - 19:44

Petra Vlhova, olimpionica di Slalom, si allena a Tenero

Il tecnico ticinese Mauro Pini: preparazione mirata, focus sulle discipline tecniche, all’orizzonte c’è Cortina 2026

Flessioni, trazioni, sollevamenti e salti laterali su un solo piede tenendo in mano dischi da 10 kg: vedere allenarsi Petra Vlhova è qualcosa che impressiona, oltre a suscitare invidia e ammirazione. Eppure, questi esercizi sono poca cosa rispetto al lavoro che svolge in una sessione standard. "Abbiamo iniziato in scioltezza – dice infatti la 27enne sciatrice slovacca – dato che è solo il primo giorno qui a Tenero". La campionessa olimpica di slalom è infatti giunta solo ieri sera sulla sponda nord del Verbano, accompagnata ovviamente dal ticinese Mauro Pini, che da due stagioni è il suo allenatore. "Il Centro sportivo nazionale è una struttura eccezionale, ci eravamo venuti già l’anno scorso", spiega il leventinese. "Inoltre è molto comodo per Marco Porta, il preparatore atletico di Petra, che vive a Milano e che, da quest’anno, si occupa di Petra a tempo pieno. E poi comunque a Petra fa bene, durante la preparazione, allontanarsi un po’ da casa sua, dove è più facile che si distragga e che perda, non per colpa sua, la giusta concentrazione". Petra Vlhova infatti, dopo il successo a 5 cerchi, nel suo Paese è diventata una superstar, come Hamsik o Sagan, tanto per intenderci. Da una parte è un bene, molti bambini infatti hanno iniziato a sciare grazie ai prestigiosi successi colti da Petra. Ma, da un altro punto di vista, l’eccesso di notorietà crea pure qualche disagio. "Vivere in Slovacchia per me ogni tanto è davvero difficile, non posso più passeggiare per strada", conferma la campionessa. "Posso farlo solo nella mia città, dove tutti mi conoscono da sempre e mi lasciano tranquilla. Ma altrove è diventato un problema: vorrei ad esempio poter uscire a cena con gli amici, ma tutti vogliono parlarmi o fare un selfie. Mi fa piacere, certo, e so che fa parte del mio lavoro, ma rimpiango un po’ i tempi passati, quando avevo una vita normale". Mai pensato di trasferirsi? "Sì, più di una volta, ma non lo farei mai, amo troppo la mia città e la mia casa. Devo semplicemente accettare la situazione".

Gruppo coeso

Del team giunto a Tenero fa parte anche la fisioterapista Veronika Vnencakova. Mancano soltanto il fratello della Vlhova – che sarà però presente per l’intera stagione agonistica – e il suo skiman, che entrerà in azione solo fra qualche settimana. "Abbiamo ridotto gli skimen da due a uno", dice Pini, "perché quest’anno ci concentreremo quasi soltanto sulle discipline tecniche, e dunque non sarà più indispensabile avere un secondo addetto agli sci". "Correrò qualche Discesa e qualche SuperG", conferma la vincitrice della generale di Coppa del Mondo 2021, "ma le mie priorità sono lo Slalom e soprattutto il Gigante, specialità in cui vorrei vincere qualche gara in più". La ragazza è nel pieno della fase riservata alla preparazione atletica, che è iniziata a fine aprile e che durerà fino ad agosto. "Il grande volume di lavoro a livello atletico di Petra è stata fatto nei primi dieci anni della sua carriera, ora puntiamo più sulla qualità – sui dettagli di ogni singolo esercizio – che sulla quantità. Inoltre, a 27 anni, bisogna essere minuziosissimi col corpo degli atleti, che può iniziare a presentare qualche scricchiolio".

"Staremo a Tenero fino a venerdì", racconta l’allenatore, "alternando allenamenti in palestra ad altre attività. Martedì, ad esempio, faremo una giornata in bici, probabilmente in Val Bedretto. Poi, alla fine della settimana, Petra potrà rincasare per circa quindici giorni. A fine luglio torneremo a rivedere la neve a Saas-Fee, e lì cominceremo a seguire il programma tecnico, che proseguirà ovviamente in agosto. Dopodiché ci sposteremo in Sudamerica, dove resteremo in pratica l’intero mese di settembre. Poi, in ottobre, prima di Soelden, contiamo di tornare qui a Tenero per un’altra settimana di lavoro specifico". Programma fitto, dunque, e ottime relazioni fra tutti i membri dello staff, che si conoscono ormai sempre meglio. "Siamo come una famiglia", afferma la sciatrice. "Per me è importante potermi fidare delle persone con cui lavoro, e voglio che loro confidino in me. Con Mauro funziona tutto bene e sono molto felice". Infatti da un po’ di tempo ti è tornato il sorriso che negli ultimi anni avevi perso, le dice un collega giornalista. "Col mio vecchio allenatore (l’italiano Livio Magoni, ndr) c’erano troppe cose che non funzionavano, e non ero tranquilla. Non voglio raccontare i dettagli, ma con l’arrivo di Mauro tutto è migliorato e ora sto bene".

Traguardi

Il discorso, con Pini, vira verso gli obiettivi per la prossima stagione. "La medaglia d’oro di Pechino ha chiuso la prima fase della carriera di Petra, che ora è pronta per affrontare una fase successiva. Concretizzato il sogno della vittoria olimpica, sarà importantissimo concentrarsi sull’aspetto mentale, per riuscire a trovare stimoli e motivazioni. Il nostro è un programma a lungo termine, non pensiamo soltanto alla prossima stagione, ragioniamo già in termini di quadriennio. Petra infatti intende gareggiare almeno fino ai Giochi di Cortina 2026, ed è in base a questo desiderio che baseremo tutte le nostre prossime attività". La Vlhova, comunque, un’occhiata a traguardi più immediati la getta comunque. "Abbiamo disputato le finals a Courchevel e Méribel, dove l’anno venturo ci saranno i Mondiali. Ho trovato piste perfette, ho chiuso due volte terza, e sulle nevi francesi mi piacerebbe togliermi ulteriori soddisfazioni". Altri desideri? "Vorrei vivere finalmente una stagione più tranquilla rispetto alle ultime due, che sono state molto condizionate dalla pandemia. Specie il primo anno, faceva tristezza non vedere tifosi ai bordi dei tracciati. L’anno scorso, per fortuna, le cose sono un po’ migliorate, anche se prima di Pechino abbiamo dovuto passare 2-3 settimane di totale isolamento, una situazione davvero pesante. Ora mi piacerebbe davvero che si tornasse alla completa normalità, coi miei fans assiepati al traguardo. Sono ragazzi fantastici, quando potevano farlo mi seguivano ovunque. Qualcuno mi fa notare che sui social comunico spesso nella mia lingua invece che in inglese. Ma io, pur essendo ormai un’atleta internazionale, resto pur sempre slovacca e sono molto legata al mio paese, quindi parlare ai tifosi nella nostra lingua è il minimo che possa fare". Ottimo rapporto con gli appassionati, dunque. Ma con le avversarie? Può esserci amicizia fra rivali? "Non è impossibile, ma è molto difficile, specie fra le prime 4-5 delle graduatorie. Se c’è competizione, è dura immaginare di coltivare una vera amicizia. Forse potrà succedere quando tutte noi avremo terminato le nostre carriere. Per il momento, ho veri amici solo al di fuori dello sci".

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