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SCI DI FONDO
10.02.22 - 18:08
Aggiornamento: 18:39

Dario Cologna: ‘La medaglia è possibile’

Alla sua ultima Olimpiade il 36enne grigionese ha ridimensionato le aspettative. Ma i tre ori consecutivi nella 15 km rimangono un record

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Quattro medaglie d’oro (tante quante quelle di Simon Ammann con cui condivide il record nazionale, mentre nell’ambito dello sci di fondo solo il norvegese Björn Dählie ha un bottino superiore con sei ori) e ora un’ultima esibizione senza grandi possibilità di successo. Dario Cologna infatti ha annunciato il ritiro al termine della stagione, a 36 anni (da compiere a marzo) e con dei risultati che in questa stagione non sono più all’altezza del blasone del fondista grigionese, si presenta così ai suoi ultimi Giochi olimpici, che così tante soddisfazioni – ma anche qualche delusione – gli hanno regalato nelle tre edizioni precedenti.

È allora l’occasione buona per andare a ripescare nella memoria i successi olimpici di Cologna.

Sulle orme di Ammann

Il debutto a Vancouver 2010, ispirato dallo stesso Simon Ammann che in Canada colse due ori, il primo dei quali il giorno precedente la vittoria di Cologna, è da urlo: nella 15 km stile libero arriva immediatamente l’oro nella prima gara olimpica a coronare una stagione fin lì non eccezionale, si tratta del primo oro olimpico della storia nello sci di fondo per la Svizzera: «Un grande onore, sono felice per me e per lo sci di fondo svizzero, per essere una nazione tipicamente forte negli sport invernali due sole medaglie di bronzo nel fondo facevano una figura un po’ pallida. Inoltre ero il novellino della situazione e, sebbene avessi già vinto una Coppa del mondo e il Tour de Ski l’anno precedente, potevo sciare con la testa libera». Nelle altre gare arrivano però solo dei buoni piazzamenti: un decimo posto nella 50 km (nella quale una caduta all’ultima curva lo toglie dalla terza posizione parziale), un tredicesimo nell’inseguimento, un undicesimo nello sprint a squadre e un decimo nella staffetta.

La doppietta a Sochi

A Sochi nel 2014 arriva invece la doppietta: al secondo oro nella 15 km (in stile classico questa volta), gara in crescendo in cui arrivò a infliggere al secondo quasi mezzo minuto, in una gara per sua stessa ammissione perfetta, si aggiunge pure il primo posto nello skiathlon, precedendo di due decimi lo svedese Marcus Hellner: «Una vittoria molto emozionante, anche se tutte le medaglie sono speciali, perché qualche mese prima non avrei mai pensato di arrivare a Sochi e conquistare una medaglia, a causa di un infortunio. Oltretutto nello skiathlon nel momento in cui tagli il traguardo sai se hai vinto o meno». Gli altri risultati sono più anonimi: oltre a un quinto posto nello sprint a squadre arrivano un ventiseiesimo posto nello sprint e un ventisettesimo nella 50 km (in cui comunque nuovamente ci fu lo zampino della sfortuna, materializzatasi questa volta nella rottura di uno sci a 1,5 km dall’arrivo, quando Dario era ancora nel gruppo di testa).

Le lacrime di Pyeongchang

Pyeongchang 2018 è invece sinonimo di tripletta, la prima della storia, nella 15 km stile libero, a cui si aggiungono un nono posto nella 50 km, un sesto nello skiathlon e due undicesimi posti nello sprint a squadre e nella staffetta. «Un’altra gara perfetta e una gran bella cosa raggiungere Ammann a quota quattro medaglie d’oro» fu la reazione a caldo del grigionese dopo la gara dei 15 km, in cui, relegando il norvegese Krüger a 18 secondi, divenne il primo fondista a imporsi tre volte consecutive su tale distanza. E sebbene abbia sostenuto che «trovo peccato che la gente sia frustrata se le vittorie non si susseguono automaticamente. La pressione della conferma proviene principalmente dai media», sul traguardo coreano Cologna diede sfogo a tutte le sue emozioni con le lacrime.

A Pechino, però, tutto lascia presagire che Cologna potrà soltanto godersi un ultimo giro d’onore. Innanzitutto i risultati stagionali sono abbastanza deludenti con un quindicesimo posto nella 15 km di Oberstdorf, nel contesto del Tour de Ski, dal quale in seguito Cologna si è ritirato a causa di una tosse secca. Tuttavia il direttore dei fondisti rossocrociati Christian Flury ha ammesso che il ritiro era dovuto anche alla condizione insoddisfacente di Cologna. Inoltre già a inizio stagione la preparazione del quadruplice campione olimpico, infortunatosi a un ginocchio in ottobre, a causa di una caduta in ski-roller. Il suo ultimo rientro è avvenuto domenica scorsa nel contesto di una 30 km di Coppa delle Alpi a Oberstdorf, in cui Cologna si è classificato solo quattordicesimo, mentre si è imposto un altro elvetico, Jason Rüesch.

Intanto l’atleta della Val Monastero ha deciso (così come Nadine Fähndrich fra le donne) di rinunciare a prendere parte allo skiathlon, ma non rinuncia all’idea di conquistare una quinta medaglia olimpica: «La possibilità esiste, per cui rimane un obiettivo. Sono però anche realista che le mie attese non possano più essere le stesse che in passato. Come tutti sto invecchiando e infatti i miei rivali del passato non ci sono più. Abbiamo una buona squadra di staffetta, ma le stelle devono allinearsi affinché ciò accada». In effetti però, dietro a Norvegia e Russia, la lotta per il bronzo sembra essere aperta a più contendenti. Dopo la 15 km Cologna sarà infatti ancora in gara per la staffetta e per la 50 km: «Per me tutte e tre le gare hanno la stessa importanza. L’obiettivo per la 15 km è però quello di offrire la miglior prestazione secondo quanto la mia condizione mi permette. Non posso fare più di questo, vedremo cosa mi porterà. In generale mi attendo una gara con grossi distacchi a causa delle condizioni difficili, vedi freddo, dossi e altitudine» rimarca il grigionese.

La speranza è ancora viva anche nei suoi tifosi: «Alcuni di loro mi hanno scritto sui social network che se dovessi vincere un quarto oro nella 15 km si farebbero un tatuaggio che mi raffiguri. So che anche in Scandinavia si parla parecchio di me».

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