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25.10.21 - 18:02
Aggiornamento: 18:33

‘È la consistenza quella che dobbiamo trovare’

Un solo gol all’attivo nel weekend per l’Ambrì. Ma per Rocco Pezzullo, ‘non è lì che dobbiamo focalizzare i nostri sforzi’

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‘Pronto a lottare ogni giorno per un posto in squadra’ (Keystone)

È ora di voltare pagina. Dopo i due passaggi a vuoto (almeno da profilo dei punti raccolti, perché come prestazione, tanto venerdì contro lo Zurigo, quanto sabato a Friborgo, di cose positive ce ne sono comunque state), quella che si apre domani con la sfida contro il Langnau dovrebbe essere una settimana più abbordabile, completata poi dalla trasferta a Zugo (venerdì) e dal match casalingo contro l’Ajoie. «Questa deve essere la settimana del nostro riscatto – esordisce con convinzione Rocco Pezzullo –. Vogliamo dimostrare il nostro carattere, quello che ci aveva un po’ tradito nel weekend che ci siamo appena lasciati alle spalle. Avremo di fronte squadre che portano in pista tanta intensità, perciò dovremo essere bravi a fare altrettanto. Soprattutto nei duelli: è lì che si decidono gran parte delle partite. In particolare, col Langnau, mi aspetto una partita dove a fare la differenza, più che le abilità personali, saranno le reti sporche».

Sempre facendo riferimento al weekend che ci si è appena lasciati alle spalle, i biancoblù l’hanno chiuso con cinque reti al passivo contro un solo gol all’attivo (quello siglato da Heim sabato a Friborgo): è allora nell’attacco che la vostra squadra può e deve ancora crescere? «Non penso che queste due partite in cui abbiamo raccolto una sola rete stiano a indicare che l’attacco sia il nostro limite. A mio modo di vedere è sulla consistenza, nelle singole partite e tra una partita e l’altra, che dobbiamo insistere con il lavoro. A volte giochiamo da ‘top-level’, mentre altre facciamo decisamente più fatica. Per cui è su questo margine che dobbiamo ancora lavorare. Sono persuaso che una volta trovate intensità e consistenza, i risultati arriveranno per conseguenza».

Il rientro di alcuni infortunati, e non da ultimo quello di D’Agostini, ha comunque permesso a tutta la squadra di tirare un po’ il fiato: «Ci voleva. Matt, in particolare, è tornato in piena forma, e questo era importante per lui ma anche per tutto il gruppo. In queste prime partite da quando è rientrato in squadra ha dimostrato di aver recuperato bene dall’infortunio. Sicuramente, col rientro di diversi infortunati, potremo gestire meglio le energie in partita».

‘Matricola’ ad Ambrì, leader a Biasca

Al gruppo di Cereda, il 20enne difensore dei leventinesi si è aggregato solo alla settima di campionato, a Davos, dopo aver iniziato la stagione con i Rockets. Di cui anche settimana scorsa ha vestito la maglia per due partite. Ma Pezzullo sembra non risentire di questo ‘ping-pong’ tra Ambrì e Biasca: «So benissimo qual è la mia condizione, ossia quella di un giovane che deve lottare ogni giorno per meritarsi un posto in prima squadra. La concorrenza è tanta e la qualità pure. Se una volta o l’altra mi ritrovo escluso dai selezionati, non ne faccio comunque un dramma: essere mandato a giocare a Biasca, in Swiss League, non la vivo come una penitenza. La prendo con filosofia: personalmente la interpreto come l’occasione per dimostrare di poter meritarmi il salto di categoria». È ancora così marcato il divario tra campionato cadetto e massimo campionato? «Le due rive un po’ si stanno avvicinando. Avendo alle spalle una stagione giocata praticamente tutta in National League, quando mi ritrovo a dare man forte ai Rockets, squadra con un’età media piuttosto bassa, noto comunque ancora un sensibile divario. Per questo a Biasca il mio compito è anche quello di portare la mia esperienza, quella maturata in un campionato superiore, mettendola al servizio dei giovani del gruppo agli ordini di Landry, cercando anche di insegnare loro qualche trucchetto in più». Se ad Ambrì sei una sorta di ‘matricola’ al cospetto dei più navigati, a Biasca ti ritrovi nei panni di una sorta di leader: e come ti trovi in questo ruolo? «Già quando ero negli Juniores, mi piaceva fare un po’ il leader del gruppo. Anche con la Nazionale, con la U20, mi ero ritrovato in questi panni, per cui mi ci trovo piuttosto a mio agio. Mi piace aiutare gli altri e reputo di avere le caratteristiche ideali per essere un buon leader. Ad Ambrì, ovviamente, i leader sono altri, per cui mi va anche benissimo il ruolo di matricola, per ora».

Parliamo adesso del prossimo avversario, il Langnau: che squadra è? «Sebbene la prima volta che l’abbiamo affrontato questa stagione non fossi della partita, il complesso di Jason O’leary bene o male lo conosciamo, per averne studiato nel dettaglio lo stile. È una squadra che pratica un gioco duro, con forecheck e backcheck intensi, che ha in ripartenze e contropiedi i suoi punti forti, per cui dovremo stare particolarmente attenti a queste situazioni». Come? «Giocando nel modo più compatto possibile».

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