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FORMULA 1
25.03.22 - 17:53
Aggiornamento: 18:11

In Arabia Saudita prima occasione di rivincita per le Red Bull

Max Verstappen pronto a raccogliere la sfida della Ferrari, mentre la Mercedes per ora sembra ancora in ritardo

di Paolo Spalluto
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Questo è il Mondiale di Formula Uno più lungo di sempre e come spesso afferma Stefano Domenicali, potrebbe nei prossimi anni estendersi ancora di più con Kyalami in Sudafrica dove tornare dopo lungo tempo, Las Vegas e altri luoghi ancora. La lotta della stagione scorsa tra Verstappen e Hamilton ha riacceso l’interesse della massima formula, a scapito di una Formula E che invece ha perduto lo smalto della partenza e probabilmente è alla ricerca di un profilo coerente e di successo.

La recente vittoria della Ferrari, con una doppietta che ha travolto i media di tutto il globo in questi tempi difficili, è stata un ulteriore elemento corroborante di energia verso uno sport che sta cercando di cambiare, con coerenza e nuovi spunti. Cercare di non tradire il passato glorioso, ma pur’anche interpretare i nuovi gusti dell’appassionato è sfida complessa e ardua, ma ci sentiamo dire che lo stile e la competenza di Stefano Domenicali e tutto il suo team sapranno dare i giusti frutti.

È apparso evidente in Bahrain che le nuove scie sono meglio pulite grazie al cambio di disegno aerodinamico e il risultato immediato è che abbiamo assistito a un numero maggiore di sorpassi, ad avvicinamenti con Drs ancora più efficaci e un avvicinamento di talune prestazioni. In particolare, il propulsore Ferrari ha saputo gestire meglio della concorrenza le potenze di erogazione nel lento: i risultati inattesi di Sauber e Haas sono lì a confermare questa affermazione. Ma anche il problema del saltellamento in rettilineo alle alte velocità, sulle monoposto di Leclerc e Sainz è stato risolto più rapidamente ad esempio della rivale Mercedes-Benz.

Dobbiamo tutti essere prudenti nel narrare il de prufundis della squadra che ha scelto un sistema di pance laterali unico e semplicemente rivoluzionario. Possiamo immaginare che dalla Spagna in poi, quando per ogni team arriveranno i pacchetti di miglioramento frutto delle evidenze della pista delle prime gare, proprio il team che ora ci appare così indietro saprà forse ritrovare lo smalto smarrito. La gara di Imola potrebbe essere troppo vicina per cambiamenti radicali in tal senso.

Il tema sarà il riscatto pressoché certo della Red Bull e di Verstappen in particolare: entrambe le monoposto hanno subito l’onta del pressoché contemporaneo ritiro la scorsa settimana e questo per problematiche meccaniche e non centralmente elettriche. Oggi il campione del mondo in carico con le mescole dure ha staccato tempi prodigiosi, anche grazie al fatto che in Arabia Saudita c’è un lungo rettifilo e in questo aspetto tecnico la sua monoposto è la migliore del lotto. Dove per ora la Ferrari domina è il misto lento, qui davvero guidabilità e prontezza di erogazione hanno strabiliato tutti.

Hulkenberg continua a sostituire Vettel tuttora alle prese con il Covid, mentre Hamilton prosegue la sua teoria del lamento sul grado di competitività della sua macchina. Rottura nelle prime libere di Magnussen per un problema idraulico e poco altro.

La classifica della gara non dovrebbe differire in modo importante rispetto ai valori espressi nella prima corsa della stagione, anche se abbiamo appreso come e quanto tutto possa accadere, specie all’inizio. Da tenere presente in particolare la tenuta del propulsore che sul circuito arabo ha un’apertura della piena potenza assai perdurante rispetto all’usuale.

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