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18.02.22 - 15:16
Aggiornamento: 15:44

‘Testa e intelligenza per fronteggiare una squadra in salute’

Mattia Croci-Torti alla vigilia di Lugano-San Gallo: ‘Sono una squadra diversa rispetto all’andata. L’affrontiamo con rispetto ma senza timore’

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«Se vogliamo vincere la partita di stasera contro una squadra che da quando c’è Zeidler mette sempre in campo questo "Teamgeist" (spirito di squadra) non possiamo pensare di essere meno gruppo di loro. I miei sentimenti circa il mancato rinnovo del contratto di Custodio e Lavanchy sono quelli di una persona che vive questo gruppo e che conosce il calcio. So che queste dinamiche succedono ogni anno, ovunque. Sono cose che fanno parte del gioco. A volte sono piacevoli, altre meno, ma bisogna saperle accettare e andare avanti. Il gruppo viene prima di tutto. Le mie riflessioni dei giorni scorsi sono state rivolte a fare in modo che ogni singolo pensasse soprattutto al bene del gruppo, in qualsiasi situazione».

Mattia Croci-Torti lancia così la sfida di Cornaredo contro il San Gallo, compagine che ha attinto al mercato invernale nel tentativo, apparentemente riuscito, di svoltare e cambiare ritmo e registro. «Hanno operato molto bene sul mercato – dice il mister riferendosi ai biancoverdi – prendendo giocatori che conoscono molto bene il nostro campionato. Elementi che hanno sempre fatto bene come Thoma e Quintillà o giovani di talento come Jankewitz o lo stesso Von Moos. Sono giocatori che conoscono e sposano l’idea dell’allenatore. La squadra è cambiata, ha un’altra faccia. Assomiglia al San Gallo degli anni passati. Anni in cui però il Lugano ha spesso fatto bene, negli scontri diretti. Dunque, grande rispetto ma niente paura».

La rosa del Lugano può finalmente dirsi al completo. «È stata la prima settimana nel corso della quale ci siamo allenati in tanti. È un piacere anche se per la prima volta dovrò fare scelte vere e qualcuno non sarà contento. Come ho sempre ribadito, più siamo, meglio è. Abbiamo quasi tutti gli effettivi a disposizione, ne sono molto contento».

Con la semifinale di Coppa lontana, l’obiettivo in campionato qual è? «Non è mai cambiato. È da quando sono in panchina che ripeto che siamo una squadra che deve pensare partita per partita. Dobbiamo cercare di vincere ogni incontro. La settimana scorsa abbiamo dimostrato di voler vincere la sfida contro lo Zurigo. Non ci siamo limitati a difendere, ci abbiamo provato. A livello di efficacia lo Zurigo è nettamente migliore di noi, in questa stagione, anche se non abbiamo mai sfigurato. Stasera affrontiamo una squadra che propone un calcio diverso, basato sulla filosofia del "pressing gegen pressing" cara a Zeidler. È un allenatore intelligente ma i suoi principi di gioco sono sempre i medesimi. Noi abbiamo lavorato sui diversi loro sistemi, sappiamo come possono venire a giocare. Dobbiamo creare superiorità in mezzo al campo. Va attaccato in un certo modo, a dipendenza di come difende. Abbiamo preparato più alternative. Sarà una bella sfida, da affrontare con grande intelligenza, perché nasconde molte insidie. La testa farà la differenza».

Particolare attenzione la meritano anche le situazioni da palla inattiva. A Zurigo da questo punto di vista qualcosa non ha funzionato. «Accusiamo un gap di centimetri. L’unico che supera 1 metro e 90 è Maric. Devo però fare in modo che questo non diventi un alibi. Dobbiamo aumentare il livello di concentrazione. La rete di Zurigo l’abbiamo incassata perché abbiamo perso quattro duelli, abbiamo dormito nella marcatura, non eravamo convinti sul primo rimpallo e non siamo stati sicuri di poter andare a prendere quella palla. Non è possibile commettere quattro errori su una palla inattiva. Per quell’episodio, domenica ero molto contrariato».

Ziegler a Zurigo ha sbagliato il rigore. Sarà confermato dal dischetto? «Deciderò all’ultimo. I rigori li sbagliano tutti. In Champions è toccato nientemeno che a Messi. Non è mai un problema, quello del rigore. Spiace averne falliti alcuni, in stagione, ma non intendo certo colpevolizzare Reto levandogli la fiducia. Vediamo se se la sente ancora lui».

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