Calcio

Matteo Tosetti e il Thun, in un anno il ribaltone

Biancorossi e Lugano domani si ritroveranno di fronte in una situazione quasi opposta rispetto a esattamente 365 giorni fa

Ti-Press/Golay
8 febbraio 2020
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Esattamente un anno fa Lugano-Thun (1-3) inaugurava il girone di ritorno di Super League con i bernesi nientemeno che terzi in classifica (e i bianconeri terz’ultimi a –9). 365 giorni dopo, la situazione è capovolta, con la squadra di Marc Schneider che insegue i ticinesi a dieci lunghezze ed è ultima in Super League. «A pensarci effettivamente è incredibile, tanto che è pure difficile individuarne le cause precise – afferma il centrocampista ticinese Matteo Tosetti, alla quarta stagione con la maglia del Thun e ormai uno dei giocatori più rappresentativi della squadra –. Va detto che il declino è iniziato già nella seconda parte della scorsa stagione, ma il girone d’andata di questa è stato un vero disastro. Di sicuro ha inciso il fatto che in particolare nel reparto avanzato abbiamo perso elementi importanti come Spielmann (passato allo Young Boys, ndr) e Sorgic (Auxerre, ndr), senza dimenticare la lunga assenza per infortunio di Hediger. Per rimpiazzarli in estate sono stati presi ottimi giocatori (tra cui ad esempio il ticinese Rapp e l’ex Gc Munsy, ndr) ma che arrivavano da stagioni complicate, per cui non ci si poteva aspettare da subito un rendimento massimo. A questo vanno aggiunti i diversi infortuni che ci hanno impedito di schierare la stessa squadra per più partite e di trovare quindi una certa continuità, così come ci è mancata anche un po’ di fortuna in determinate occasioni. Tutto questo ci ha portato in una situazione dalla quale è difficile uscire, anche perché essere ultimi dalla nona giornata è mentalmente pesante e non ti permette di giocare in maniera spensierata, ad esempio anche quando vai avanti nel punteggio hai sempre paura che possa succedere qualcosa, ti tiri indietro e subisci troppo l’avversario».

Bertone e Hasler valore aggiunto

Come capitato anche nelle prime due partite dell’anno, il successo (il terzo stagionale) casalingo sul Sion (2-1) e il ko 2-0 in casa del Servette, partite nelle quali si è comunque visto un Thun più solido, anche grazie agli innesti di Bertone e Hasler... «Il loro arrivo rappresenta indubbiamente un valore aggiunto, hanno qualità ed esperienza ad alto livello, ma a prescindere dai giocatori è l’atteggiamento della squadra a fare la differenza. Si è visto chiaramente nelle prime due partite: con il Sion pur non incantando e non facendo una gran partita a livello tecnico, abbiamo messo in campo l’attitudine e il dinamismo giusti, riuscendo a difendere a denti stretti la vittoria, che in fondo è ciò che conta. Cosa che invece non abbiamo fatto a Ginevra, dove ci hanno dominato su tutti i fronti e il passivo avrebbe potuto essere molto più pesante. Non so, forse dopo la prima vittoria abbiamo pensato che il resto sarebbe arrivato da solo e ci siamo rilassati, ma sarebbe un errore gravissimo vista la situazione in cui ci troviamo».

Difficile giocare con la paura

Una situazione che in molte altre realtà (Ticino compreso) avrebbe portato da un pezzo a un avvicendamento in panchina, mentre Marc Schneider è ormai in carica dal luglio 2017... «A Thun è sempre stato così, anche con Jeff Saibene (il predecessore di Schneider, in carica dall’ottobre 2015 al marzo 2017, ndr), per portare la società a cacciare un allenatore la situazione deve davvero essere compromessa, con una squadra piatta, demotivata e che non reagisce più agli stimoli del tecnico e questo non è mai stato il caso nei mesi passati. Nonostante i risultati negativi, la squadra c’è sempre stata e ha disputato anche buone partite, la dirigenza lo ha notato e non ha ritenuto necessario cambiare. Trovo positivo che ci sia una politica societaria chiara in questo senso, in questo modo si evitano speculazioni e possibili alibi, anche se in realtà siamo solo noi che andiamo in campo a essere responsabili delle nostre prestazioni e ognuno deve assumersi le sue responsabilità, non è mica l’allenatore che sbaglia un passaggio o un gol. Se siamo ultimi è solo colpa nostra». A proposito di assist e reti, siglando il provvisorio 2-0 contro il Sion Tosetti ha realizzato il suo secondo gol stagionale (oltre ad aver sfornato 7 passaggi decisivi in campionato)... «È stato un bel gol che mi ha permesso di ripartire nel migliore dei modi. Poi chiaramente a Ginevra è stata una prova opaca da parte di tutti, però io mi sento bene e non sono molto lontano dal mio miglior livello che per più motivi da circa un anno non ho più raggiunto. Segnare e fornire assist fa bene alla fiducia in questo senso ed è anche il modo migliore per aiutare la squadra».

Gli avversari sanno leggerci, fatichiamo a sorprenderli

Quella di domani alla Stock­horn Arena sarà la terza sfida stagionale tra il Lugano e il Thun, con i padroni di casa che dopo il pareggio 0-0 colto a luglio a Cornaredo hanno da farsi perdonare il 3-0 subito a novembre davanti al proprio pubblico. Quella di domenica alla Stock­horn Arena sarà la terza sfida stagionale tra il Lugano e il Thun, con i padroni di casa che dopo il pareggio 0-0 colto a luglio a Cornaredo hanno da farsi perdonare il 3-0 subito a novembre davanti al proprio pubblico. «In realtà abbiamo ben altro da farci perdonare dai nostri tifosi – fa notare il quasi 28enne (tra 9 giorni) di Losone –. Indubbiamente è una partita importante, nella quale per entrambe le squadre, ma per noi in particolare, conterà di più conquistare punti piuttosto che l’estetica. Il Lugano lo soffriamo parecchio, anche perché è una squadra intelligente che riesce a leggere bene la nostra tattica e di conseguenza spesso ci sorprende. Oltre a ciò è molto valida tecnicamente, per cui non è mai facile da affrontare, dovremo trovare il modo di essere noi per una volta a sorprenderli».Uno scontro che può ancora considerarsi diretto visto che in caso di vittoria riporterebbe i bernesi a 7 lunghezze dai ticinesi... «È vero ed è abbastanza strano dopo un’andata così disastrosa, ma soprattutto siamo a 3 punti dal penultimo posto, che al momento rappresenta il nostro obiettivo. Bisogna essere realisti, se poi dovesse arrivare qualcosa in più meglio ancora, ma per ora è allo spareggio – che oltretutto non sarebbe garanzia di salvezza, anzi – che dobbiamo puntare. Poi lo sappiamo, dopo la pausa invernale inizia praticamente un altro campionato e le cose possono cambiare in fretta, ma dobbiamo essere noi a provocarlo. E per farlo ognuno di noi dovrà andare oltre i propri limiti, altrimenti l’anno prossimo non saremo più in Super League, questo è garantito».

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