Speciale Elezioni 23

Più Donne

Quali sono le vostre priorità per la prossima legislatura a livello federale?

La priorità della nostra lista apartitica è la Parità, in ogni sua declinazione.
Parità per le donne significa giustizia, dignità, sicurezza e benessere per tutti quanti, donne e uomini compresi.
In una Svizzera forte e democratica, con un sistema sanitario di qualità, con un’economia sana, che gestisce oculatamente le proprie risorse umane e naturali, fondandosi sul principio di solidarietà fra le generazioni e fra le varie regioni, ci aspettiamo che le donne non vengano (più) lasciate indietro.
Invece le statistiche, purtroppo, parlano chiaro: le donne hanno meno accesso al lavoro remunerato, meno opportunità di carriera e meno soldi in ogni fase della loro vita, inclusa la pensione. È come se le dipendenti in Svizzera lavorassero gratis per quasi due mesi ogni anno. Lo Stato dovrebbe garantire la parità salariale a parità di lavoro, dato che è prevista dalla legge; invece manca la volontà politica. I controlli “soft” introdotti per le grandi aziende nel 2020 vanno rafforzati nei contenuti ed estesi perlomeno alle imprese di medie dimensioni. Pari salari per le donne vuol dire anche maggiori entrate per le casse dell’AVS.
Va colmato il divario salariale che penalizza le donne rispetto agli uomini, ma anche il divario del Ticino rispetto al resto del Paese. I salari devono essere dignitosi. In generale, bisogna portare gli stipendi ticinesi al livello di quelli svizzeri, visto che il costo della vita per noi è lo stesso. Altrimenti continueremo ad essere i più poveri, soprattutto da anziani.
Per una maggiore qualità della vita vogliamo fare di più per le famiglie, i giovani e gli anziani: dagli asili nido (a prezzi accessibili) ai luoghi d’incontro, possibilmente intergenerazionali.
Per favorire la genitorialità servono una vera conciliabilità tra lavoro e famiglia e un’equa suddivisione delle cure per i figli. Urge un riconoscimento del lavoro di cura. Sì al congedo parentale. Basta ai licenziamenti a seguito della maternità. Una presenza paritaria nelle istituzioni, sui media e in tutti i luoghi dove si prendono decisioni è imprescindibile per combattere le discriminazioni e gli stereotipi di genere. Chiediamo attenzione al linguaggio e alla rappresentazione della donna nei media e nella società.
Sul fronte della violenza la situazione è sconfortante. Si va dagli stereotipi di genere alle molestie sessuali, dallo stalking ai femminicidi, senza dimenticare le violenze domestiche, con 3 interventi di polizia al giorno nel solo Ticino. Ma finché la violenza contro le donne non sarà trattata come una vera emergenza, lo Stato non metterà in campo le risorse necessarie per sradicarla dalla nostra società.
Manca un numero telefonico unico per la violenza domestica, per avere consulenza e aiuto al di là dei casi in cui si deve chiamare il 117.
Manca una norma specifica per il reato di stalking e le vittime di atti persecutori faticano a ottenere giustizia. In generale la tutela delle vittime va aumentata, e ce lo dice la Convenzione di Istanbul.
Al primo posto fra le nostre priorità c’è la lotta alla violenza domestica e a molestie e abusi sessuali: per avere sicurezza tra le mura di casa, sul posto di lavoro, a scuola e per strada. Per una Svizzera migliore per tutte e tutti.

Realisticamente e concretamente, quali sono i vostri obiettivi per il Nazionale e per gli Stati?

Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo più donne ovunque si prendono le decisioni. È una questione di giustizia sociale: le donne dovrebbero occupare metà dei posti, perché sono metà della popolazione.
La nostra lista è un’opportunità di candidarsi per quelle cittadine che non si riconoscono in un partito ma desiderano occuparsi di politica e impegnarsi per la parità.
Ci presentiamo alle elezioni con il duplice obiettivo di rafforzare la partecipazione delle donne nei processi democratici e di essere elette. La campagna elettorale è un’ottima occasione sia di portare i nostri temi in primo piano, sia di portare le nostre specifiche competenze individuali all’attenzione degli elettori e delle elettrici, a dimostrazione dell’importanza che ci siano più donne a fare politica.

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PIÙ DONNE

Numero lista: 21
Anno fondazione
2018
Temi importanti
  • Tutela per le vittime e lotta alla violenza domestica e di genere
  • Parità nella vita professionale e pubblica
  • Favorire la genitorialità
Posizionamento nello spettro politico
sinistra
destra
centro
Età media dei candidati
41.75
Schede dei candidati:

Anca Cefan Robbiani

29.12.1975
Docente scuole medie
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 1

Clarissa Iseppi

31.01.1974
Psicologa
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 2

Roberta Martinoli

24.06.1992
Impiegata
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 3

Tamara Merlo

23.01.1968
Avvocata
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 4

Daniela Mor Bianda

17.06.1970
Formatrice di adulti
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 5

Maura Moss Nembrini

10.01.1969
Architetta
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 6

Maristella Patuzzi

MARISTELLA
Violinista
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 7

Giada Untersee

14.01.2004
Studentessa
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 8