Speciale Elezioni 23

Avanti Ticino&Lavoro

Quali sono le vostre priorità per la prossima legislatura a livello federale?

Le nostre priorità sono quelle che, già alle Cantonali, erano alla base del nostro agire politico. In primis il lavoro. Se è vero che a livello federale i salari, la ricerca di un posto di lavoro e la disoccupazione sembrano non essere un problema, in Ticino invece le cose sono diverse. Qui risentiamo in modo pesante delle conseguenze indesiderate della libera circolazione delle persone. I problemi sono legati alla sostituzione del personale residente, alla pressione sui salari, al difficile ricollocamento delle persone che perdono il lavoro in età matura e alle opportunità di lavoro per i giovani. In parte queste questioni vanno risolte a livello federale. La nostra priorità sarà chiedere che Berna si occupi di cosa succede in Ticino come conseguenza della libera circolazione di cui beneficia soprattutto il resto della Svizzera.
Va anche sottolineato il tema della difesa del potere d’acquisto. Con quello che si guadagna lavorando si riesce sempre più a fatica a far fronte alle spese, specialmente se consideriamo che i nostri salari sono tra i più bassi in Svizzera, mentre certe spese sono come quelle degli altri Cantoni o addirittura più alte. Sto pensando alle spese per la cassa malati, per gli affitti, per l’energia, per i carburanti ecc. Ecco, in questi settori c’è bisogno dell’intervento pubblico, a livello federale. Questo è un problema per i giovani, che guadagnano ancora meno e per gli anziani in pensione che vivono di rendite troppo basse e che non vengono indicizzate all’aumento dei prezzi, perdendo quindi inesorabilmente valore con il passare degli anni.
Infine, non possiamo non pensare alla sicurezza: i cittadini, specialmente gli anziani e le donne, hanno il diritto di sentirsi sicuri come si è sempre stati in Svizzera. Oggi, invece, le fasce più esposte della popolazione danno chiaramente l’indicazione di avere più timori relativi alla propria sicurezza, e non solo nella fascia di confine. Un tema che non può essere nascosto con narrazioni tranquillizzanti. La gente si sente meno sicura che in passato e noi non possiamo girarci dall’altra parte.
Tutto questo senza dimenticare le tematiche legate alla protezione dell’ambiente che però devono assolutamente avere uno sguardo locale e concreto. Inquinamento, protezione delle acque, traffico sono questioni che la Svizzera può e deve affrontare localmente. E in Ticino sappiamo quanto ci sia da fare. Ognuno di questi pilastri richiede una strategia multiforme che combini misure locali e azione a livello federale.

Realisticamente e concretamente, quali sono i vostri obiettivi per il Nazionale e per gli Stati?

In primo luogo, desideriamo proseguire con l’energia e l’entusiasmo che ci hanno portato al successo nelle recenti elezioni cantonali. Riuscire a far eleggere tre deputati al nostro primo tentativo è un risultato notevole per la nostra lista.
In secondo luogo, aspiriamo ad arrivare con Amalia al secondo turno nelle elezioni del Consiglio degli Stati. È un obiettivo ambizioso, ma crediamo nella nostra capacità di agire come un catalizzatore per il cambiamento. In questo caso politicamente, il nostro intento è di rafforzare una visione socialdemocratica nel panorama politico ticinese, che al momento è polarizzato. Da un lato abbiamo una destra che tende al populismo e che offre una visione riduttiva dei problemi sociali ed economici. Dall’altro, una sinistra sempre più estremista, concentrata su questioni ideologiche più che sulle necessità pratiche dei cittadini.
La nostra missione politica è quella di fornire un equilibrio in questo contesto polarizzato. Vogliamo presentare una visione che coniuga in modo efficace economia e coesione sociale, sicurezza e giustizia salariale. Questa combinazione di obiettivi costituisce la ragione fondamentale del nostro impegno politico.
In sintesi, con il sostegno acquisito nelle elezioni cantonali come trampolino di lancio, puntiamo a influenzare sia le elezioni del Consiglio degli Stati che il panorama politico ticinese più in generale. Vogliamo essere la forza che manca attualmente: senza dogmi e ideologia, ma pronta a rispondere ai bisogni dei cittadini e delle cittadine.

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AVANTI E TICINO E LAVORO

Numero lista: 02
Anno fondazione
2023
Temi importanti
  • Lavoro
  • Potere d’acquisto
  • Sicurezza
Età media dei candidati
50
Schede dei candidati:

Amalia Mirante

18.05.1978
Docente universitaria
Consiglio degli Stati nr 8Consiglio Nazionale nr 5

Giovanni Albertini

08.09.1986
Fisioterapista
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 1

Davide Buzzi

31.12.1968
Fotografo
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 2

Bruno Cereghetti

25.01.1950
Consulente
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 3

Patrizia Gaggero

16.11.1977
Responsabile Risorse Umane
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 4

Matteo Muschietti

09.01.1949
Pensionato, sentinella dell’ambiente
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 6

Luca Paltenghi

30.09.1985
Giurista
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 7

Everisto Roncelli

31.07.1989
Economista e docente
Consiglio degli StatiConsiglio Nazionale nr 8