laRegione
Le lodi attribuite alla Stelvio acquisiscono un valore ancora maggiore se pensiamo che si tratta del primo Suv mai realizzato da Alfa Romeo
Auto e moto
05.03.18 - 17:170

Alfa Romeo Stelvio

Debutto in grande stile per il primo Suv firmato Alfa Romeo. Se il design fa voltare gli sguardi, le sue qualità stradali la piazzano dritta al vertice tra le concorrenti più sportive anche scegliendo ‘solo’ una delle motorizzazioni d’ingres­so. E la

Ci sono scelte che possono sembrare poco naturali e che taluni faticano a comprendere, soprattutto se chi le fa è un marchio automobilistico dalla traduzione sportiva presente sulla faccia della terra da oltre un secolo. Eppure proprio queste sono le scelte più logiche che un costruttore come Alfa Romeo potesse fare, riferendomi in questo caso al fatto di produrre un Suv. Che nel caso in cui ancora non lo sapeste hanno deciso di chiamare Stelvio, proprio come il celebre passo alpino.
La Stelvio è una parente stretta della Giulia, che su queste pagine abbiamo apprezzato in più occasioni. Lo si può forse intuire già dal notevole impatto estetico che riesce a esercitare su chi la guarda, specialmente di notte quando le luci di posizione riprendono il celebre scudetto. Traslare le linee di una berlina su un corpo vettura come questo non è stata certo un’operazione semplice, ma in Alfa Romeo ci sono riusciti dando forma ad un’automobile armonica, imponente come tutti i Suv ma dal taglio decisamente dinamico come suggerisce il lunotto inclinato. Scelte stilistiche che non hanno compromesso la praticità, tanto che lo spazio interno è abbondante per quattro occupanti ed il bagagliaio offre 525 litri di capienza, oltre ad essere ben organizzato con prese 12 V, occhielli di fissaggio e manopole per l’abbattimento rapido degli schienali.
A non mentire ci sono le forme dell’abitacolo, anche in questo caso ereditate pienamente dalla Giulia e adattate alla Stelvio. Come già detto la plancia trae ispirazione delle migliori concorrenti (con particolare riferimento ad Audi e BMW) restituendo al conducente una posizione di guida piacevole e materiali di buon livello, con solo qualche lieve sbavatura in fase di assemblaggio. Niente di grave, ovviamente: si tratta in ogni caso dell’Alfa Romeo meglio rifinita di cui si abbia memoria. Quanto all’Infotainment possiamo anche in questo parlare di un sistema complessivamente accattivante e completo, non sempre velocissimo, a cui per essere al top mancano solo alcuni servizi di connettività. Ma siamo comunque sicuri che chi acquisterà una Stelvio lo farà principalmente per le sue qualità di guida e sarà di riflesso meno sensibile a questo aspetto.
Il più grande pregio della Stelvio è senz’ombra di dubbio la leggerezza: questa le permette di accelerare con brio, frenare in spazi ridotti ed essere agile in curva come nessun’altra. E non stiamo par-lando della Quadrifoglio, bensì di un esemplare – quello in prova – equipaggiato con un “normalissimo” quattro cilindri turbodiesel. Un motore ricco di coppia, che spinge già in basso e sfoggia un temperamento vivace pur non avendo un grandissimo allungo. Questo è abbinato al noto cambio automatico ad otto rapporti marchiato ZF che sulla Stelvio, in particolare grazie all’estrema velocità di cambiata, trova forse una delle sue migliori interpretazioni. Anche da un punto di vista tecnico la Stelvio eredita tutto ciò che può dalla Giulia, incluso l’albero di trasmissione in carbonio. Che siano parenti te ne rendi conto al più tardi alla prima curva, quando ti ritrovi tra le mani uno sterzo e un avantreno talmente pronti che ti permettono di infilarti in curva più velocemente che con qualsiasi altra concorrente, peraltro ben sostenuti da un retrotreno che non si scompone nemmeno sul veloce. Il bello in tutto ciò è che lo sterzo non diventa irrequieto alle alte velocità; in termini di messa a punto è davvero impossibile muoverle una qualche critica. O forse solo una al capitolo controlli elettronici. Questo perché la Stelvio si avvale della trazione integrale Q4 che – in particolare se dotata del differenziale posteriore autobloccante – preserva il comportamenti genuino di una trazione posteriore chiudendo la curva con il retrotreno. Il problema è che l’elettronica non disinseribile (nemmeno parzialmente) smorza il potenziale divertimento.
Ma ad esclusione di ciò la Stelvio è realmente il Suv più agile e capace – da un punto di vista dinamico – rispetto a tutta la concorrenza. E il tutto restando morbida nel quotidiano, godibile e maneggevole senza mai trasmettere una sensazione di ingombro o pesantezza, accontentandosi peraltro di appena 7 litri di carburante ogni 100 chilometri percorsi.

Scheda Tecnica

Modello Alfa Romeo Stelvio
Versione 2.2 JTDM Super Q4
Motore 4 cilindri, turbodiesel, 2.2 litri
Potenza, coppia 210 cv, 470 Nm
Trazione integrale
Cambio automatico a 8 rapporti
Massa a vuoto 1’750 kg
0-100 km/h 6,6 secondi
Velocità massima 215 km/h
Consumo medio 4,8 l/100 km (omologato)
Prezzo 55’250 Chf prezzo esatto
di motore/allestimento
La compri se… cerchi un Suv per distinguerti dalla massa. Oppure se a un Suv richiedi una dinamica senza compromessi.
Tags
alfa
alfa romeo
romeo
suv
stelvio
trazione
litri
motore
giulia
velocità
TOP NEWS Auto e moto
© Regiopress, All rights reserved