laRegione
Andy Rouse
Un cucciolo di gorilla
#gaia #wwf
15.07.17 - 08:150

Gorilla, il gigante vegetariano!

Sebbene sia davvero impressionante, il gorilla si rivela un tranquillo e pacifico vegetariano. Fa parte della famiglia degli ominidi e anche se non discendiamo direttamente da scimmie e gorilla, 55 milioni di anni fa avevamo gli stessi antenati.

Esistono due specie di gorilla nonché quattro sottospecie e vivono tutti in Africa. I gorilla orientali - ne fanno parte i gorilla di montagna - sono più scuri, più pelosi e più robusti e tarchiati rispetto a quelli occidentali. E purtroppo sono tutte in pericolo o a rischio di estinzione. Queste differenze nell’aspetto, trovano una spiegazione nell’ambiente nel quale vivono i gorilla orientali. Esso è infatti situato a un’altitudine più elevata rispetto alle pianure dell’ovest. Vi sono tuttavia anche delle differenze comportamentali. Tra i gorilla occidentali la struttura sociale è molto simile a quella di un harem. Un maschio dominante, dalla schiena argentata, vive con le sue femmine e i loro piccoli, e quando i giovani maschi si avvicinano all’età adulta, li caccia dal gruppo. I maschi solitari sono quindi costantemente alla ricerca di femmine e non è un fatto raro che tentino di spezzare l’autorità del capo di un harem. I gorilla maschi sono animali enormi: in piedi raggiungono i due metri, un vero record per le scimmie. Il muso imponente e i canini appuntiti hanno dato loro la fama di essere feroci. Ma in realtà sono animali estremamente pacifici - a parte quando proteggono la loro famiglia.

Tra i gorilla di montagna la situazione è diversa: quasi la metà dei gruppi comprende fino a 6 individui dalla schiena argentata che si spartiscono le femmine quando il maschio dominante comincia a invecchiare. Colpendosi il petto, il gorilla è in grado di emettere dei suoni che riecheggiano per un raggio di quasi 1 km. Alla base di questo fenomeno vi sono degli organi di cui noi umani siamo sprovvisti. Queste sacche vocali – cavità ben distinte dai polmoni situate subito sotto la pelle e che il gorilla può riempire d’aria a suo piacimento – fungono da vere e proprie casse di risonanza. Oltre al fatto di impressionare gli avversari e di sedurre le femmine, tale pratica consente anche di comunicare. I gorilla non fanno eccezione alla regola. Come le altre scimmie antropomorfe, essi fabbricano dei nidi per la siesta o per la notte servendosi di rami e foglie. Le abitudini cambiano a seconda dei gruppi: alcuni dormono sempre a terra, mentre altri prediligono riposarsi tra i rami degli alberi. A volte le femmine sistemano il loro nido ad addirittura 20 m dal suolo.

Il gorilla di montagna è in pericolo

Oltre la metà dei circa 780 gorilla di montagna ancora esistenti al mondo vive nel Parco nazionale di Virunga. Il parco deve il suo nome alla catena vulcanica di Virunga, una formazione montuosa coperta da una fitta vegetazione tropicale che si estende dal Congo al Ruanda, fino a raggiungere l’Uganda. Su queste vette e all’interno del Parco nazionale di Bwindi vivono gli ultimi gorilla di montagna. È l’unica specie di gorilla che vive a una simile altitudine (2000-4000 metri sopra il livello del mare) ed è dotato di un pelo setoso e lungo, soprattutto sulle braccia, che lo protegge dalle temperature rigide. Di tutti i gorilla è quello che si è meglio adattato a vivere a terra, dove trascorre la maggior parte del proprio tempo; la sua corporatura massiccia, infatti, non gli facilita l’arrampicata sugli alberi.

Il territorio di un gruppo si estende fino a 30 chilometri quadrati. Per procurarsi il cibo i gorilla coprono ogni giorno distanze da 500 a 1000 metri. Si tratta di animali erbivori che hanno una predilezione particolare per il cuore del sedano selvatico e per i giovani bambù.

E per quanto siano ammirati - e anche studiati - nello scorso secolo i gorilla di montagna sono stati quasi completamente sterminati, inoltre si è sacrificato gran parte del loro habitat naturale per ottenere legname e bambù. Molti primati sono morti di malattie contratte a causa del contatto con l’uomo - infatti chi li studia deve mantenere una certa distanza ed indossare mascherine - altri sono caduti vittima dei bracconieri. Non va dimenticato che il commercio di gorilla, sia morti che vivi, è sempre stato molto florido. I gorilla vengono uccisi per la loro carne, per strappare i piccoli alle madri, per commerciare teste e mani come trofei o per eliminare dei concorrenti alimentari.
Il WWF da anni collabora con le autorità responsabili dei parchi, le organizzazioni ambientaliste e gli istituti di ricerca locali. Le preziose scimmie antropomorfe vengono monitorate con metodo scientifico e protette efficacemente grazie al sostegno delle autorità dei parchi. Anche la popolazione locale è coinvolta nel progetto. La densità demografica attorno alle aree protette è molto elevata e la maggior parte degli abitanti dipende dai parchi per le materie prime e l’acqua. Il WWF si impegna a sensibilizzare la popolazione sull’importanza dei parchi naturali, creando al contempo nuove fonti di reddito grazie al turismo sostenibile. Purtroppo, vista la situazione politica del Congo, non è ancora chiaro il futuro di questi esseri incredibili.

Tags
gorilla montagna
gorilla
montagna
femmine
scimmie
parchi
metri
vive
parco
autorità
TOP NEWS #gaia #wwf
© Regiopress, All rights reserved