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28.09.21 - 05:30

I comunisti e il contagio rivoluzionario

Il Partito comunista ticinese contesta il Covid pass, che a suo dire dividerebbe i lavoratori a vantaggio del capitale. Boh

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(Soviet Visuals)

C’è una foto curiosa pubblicata sui social dal Partito comunista ticinese. Vi si scorge una decina di compagni con la faccia severa. Sullo sfondo una lavagna illustra la caduta tendenziale del saggio di profitto, affascinante shibboleth della dottrina marxista. Sul tavolo, un cospicuo numero di bottiglie di Coca-Cola: l’assaggio di profitto, vien da pensare, sempre che non intendano far la rivoluzione a rutti. Leggiamo che “il Comitato Centrale” ha deciso – dopo “cinque ore di dibattito, una dozzina di emendamenti, quattro voti per corrispondenza” – di approvare “una risoluzione che critica l’estensione del certificato Covid”. Alimenterebbe infatti “un conflitto orizzontale tra cittadini, che divide la comunità e aliena i lavoratori e i ceti popolari dal conflitto sociale, il tutto a beneficio di chi da queste dinamiche ha sempre tratto giovamento: il grande capitale!”. Insomma: la lotta di classe non deve cedere al Covid pass. La salute dei lavoratori, si sa, è un subdolo divide et impera in mano alla borghesia. E pazienza se così fai il gioco degli agit-prop Udc e rischi pure di ammalarti. A rovesciare i padroni ci penserà il contagio rivoluzionario.

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