laRegione
laR
 
08.02.22 - 05:30
Aggiornamento: 17:20

Fucilare e poi interrogare (da Lubitsch ai social)

Chissà se Tuto Rossi si è ispirato a ‘To Be or Not to Be’ quando ha deciso di usare la sua bacheca Facebook per gettar fango su un disabile senzatetto

di Roberto Antonini, giornalista Rsi
fucilare-e-poi-interrogare-da-lubitsch-ai-social
Wikipedia

Chissà se Tuto Rossi si è ispirato a ‘To Be or Not to Be’, l’esilarante pellicola del 1942 firmata da Ernst Lubitsch e ambientata nella Varsavia occupata dai nazisti? Ce lo siamo chiesti l’altro giorno vedendo quanto l’avvocato bellinzonese aveva postato su Facebook. Lungi da noi l’idea che si sia deliberatamente immedesimato nel colonnello Ehrhardt. Ma ne ha a modo suo ricalcato forma mentis e, mutatis mutandis, le gesta, quando il goffo comandante della Gestapo, colto da un’irrefrenabile stizza e con voce infarinata di astio ordina ai suoi di fucilare e in seguito interrogare il partigiano appena catturato. L’inversione di sequenza logica è grottesca: la rabbia travolge la ragione, il sarcasmo evidenzia la tragicomica violenza dell’oppressore sull’oppresso.

La fucilazione metaforica, l’esecuzione capitale fast track, in corsia preferenziale, senza inutili interrogatori e verifiche, il consigliere comunale Udc l’ha decretata contro un mendicante senzatetto, un disabile, snidato a Bellinzona, che nel video girato dallo stesso avvocato si alza brevemente in piedi dalla sua sedia a rotelle. La sentenza è inappellabile: un falso invalido, un infido nomade che viene qui a truffare la nostra gente, e che dietro l’angolo nasconde la classica Mercedes, emblema della doppiezza e dell’opulenza dei rom. Inutile chiedere, interrogare. Senza por tempo di mezzo i follower hanno rovesciato l’immancabile fiume di fango antistranieri, la colata xenofoba che travolge tutti gli argini, pietas, dubbi, umanità. Con qualche eccezione: una manciata di indignati oltre a un manipolo di reazioni sarcastiche.

E poi arriva lei, Neva Spreng, la giovane dal volto solare immortalata nella sua bacheca di Facebook su una sedia a rotelle, che in molti hanno piacevolmente scoperto grazie allo sconcertante post di Tuto Rossi: con squisita femminile eleganza e fermezza, gli ricorda che non tutti i disabili sono paraplegici e che hanno bisogno di umanità, comprensione; le ferite di chi è deriso e insultato sono profonde, dolorose. L’autore del post rinsavisce un po’: la delazione è rimossa, mancano ancora solo le scuse. Intanto Claudio, con la sua faccia da straniero, girovago disadattato, emarginato e affetto da disabilità motoria, è stato salvato dal linciaggio mediatico e dal freddo polare (dormiva all’addiaccio in un consunto sacco a pelo) grazie alla comunità di Emmaus che gli ha offerto un tetto e pasti caldi.

Il caso di cui stiamo parlando è solo una delle infinite tracimazioni sui social. Messaggi dettati in fretta e furia sullo sfondo del frenetico onanistico ticchettio delle tastiere nell’attesa spasmodica del raggiungimento dell’estasi (che si materializza nell’agognata pioggia di like), sono l’espressione di una cultura dell’immediatezza, banale e perniciosa, che sacrifica la riflessione, il rispetto della verità, l’empatia. Giudizi sommari, pregiudizi e porcherie buttati lì per titillare il branco. La velocità fa la differenza tra una carezza e una sberla, sosteneva uno psicanalista. Neva Spreng, con la sua luminosa pacatezza e la sua serena difesa del diseredato, ci ricorda il valore rivoluzionario del rispetto e dell’ascolto, premessa da cui non si può prescindere per dialogare anche grazie ai social (e malgrado i social).

TOP NEWS Opinioni
Commento
8 ore
Plr, la candidatura di Alessandra Gianella è un guanto di sfida
Una lista forte da parte liberale radicale è uno sprone per tutte le forze politiche, perché la crisi morde e fuori dal Palazzo i timori si moltiplicano
Commento
1 gior
Troppe segnalazioni cadute nel vuoto: serve un filo diretto
Ex direttore delle Medie arrestato e molti altri casi di disagio: perché non pensare a un numero WhatsApp per gli allievi?
Commento
1 gior
L’ingrato compito di doversi accollare i costi della crisi
Senza i milioni della Bns il Preventivo 2023 del Cantone balla male: tuttavia il contesto richiederebbe un’azione agli antipodi da parte dello Stato
Commento
2 gior
Referendum grotteschi, ‘cristallini’ esempi di democrazia
Messa in scena perfetta per un leader militarmente alle strette, dopo aver sperato di occupare la capitale nemica con un blitz di una manciata di giorni
Commento
4 gior
L’arte della supercazzola, dal Mascetti a TiSin
L’associazione padronale Ticino Manufacturing si sfila dalle sue stesse oscenità, con un comunicato piuttosto surreale
Commento
4 gior
Ueli Maurer, lo statista riluttante
Da artefice dell’ascesa dell’Udc a consigliere federale e rispettato ‘tesoriere’. Il suo ritiro chiude un cambio generazionale nel primo partito svizzero.
Commento
5 gior
Quando la bomba scoppia in mano all’artificiere
Tutti i non sentito dire dei piani alti dell’amministrazione cantonale: dall’ex funzionario del Dss al direttore di scuola media
Commento
6 gior
La rivoluzione contro il velo
Le donne in piazza con coraggio dopo la morte di Mahsa Amini, colpevole di avere un hijab messo male. Il regime però ha risposto con il pugno duro
Commento
1 sett
Cassa malati, sogno (o chimera) di un pomeriggio autunnale
L’annuncio dei premi 2023 è senz’altro un brutto risveglio. Abbondano le motivazioni che spiegano la stangata, mancano le soluzioni
Commento
1 sett
Con la candidatura di Marchesi, a destra parte la bagarre
Se il presidente Udc verrà eletto in governo, sarà a scapito di un seggio leghista. La Lega dovrà difendersi anche dagli ‘amici’, che però corrono veloce
© Regiopress, All rights reserved