laRegione
La transizione da un modo analogico a uno digitale va governato (Ti-Press)
Commento
13.10.18 - 06:300

Le riforme sociali ai tempi della digitalizzazione

Il processo di automazione dei processi produttivi richiede fantasia ai politici per ripensare i sistemi pensionistici e la formzione professionale

Siamo alla quarta rivoluzione industriale e altre ne seguiranno. Nel corso della storia umana, l’innovazione tecnologica è una costante. Ci sono stati però dei momenti topici, di rottura netta con il passato, tanto che si usa il termine di ‘rivoluzione’ per indicare tali episodi. Negli ultimi duecento anni ci sono state quindi una prima rivoluzione industriale, una seconda, una terza e una quarta, quella di questi anni.

Ad ogni svolta tecnologica ne è seguita anche una sociale lasciando sul terreno perdenti e vincenti. Nel medio-lungo termine i vincenti sono stati più numerosi dei perdenti. Per intenderci, i nuovi posti di lavoro creati sono sempre stati superiori a quelli distrutti dall’innovazione. Succederà la stessa cosa con la quarta rivoluzione industriale, quella della numerizzazione e della robotizzazione spinta al limite dell’umana comprensione? Per la prima volta sorge più di un dubbio sul fatto che la storia – almeno dal punto di vista economico – possa ripetersi come nei precedenti due o tre secoli. Ad avvalorare questi timori non manca, a dire la verità, e a cadenza più o meno regolare, chi avanza ipotesi piuttosto apocalittiche. L’ultima risale alla scorsa settimana e la immagina la società di consulenza McKinsey, molto attiva in questo campo. Un suo report sull’industria 4.0 un paio di anni fa è diventato la pietra angolare, fatta propria dal World economic forum di Davos, sul tema del progresso tecnologico e della rapida distruzione di posti di lavoro non compensata da altri impieghi generati dall’innovazione. Stando sempre a uno studio di McKinsey, entro il 2030 in Svizzera sparirà un milione di posti di lavoro proprio a causa della crescente digitalizzazione e automatizzazione dei processi produttivi. I nuovi impieghi ammonterebbero solo a 800mila. Il saldo sarebbe quindi negativo. I settori più colpiti, o meglio le mansioni sostituibili da macchine, sono quelli del commercio al dettaglio, della manifattura e dei servizi finanziari. In pratica tutti i comparti dell’economia.

Sempre McKinsey ha elaborato un modello predittivo per capire se un mestiere o mansione possa essere svolto da una macchina invece che da un uomo. Il modello si basa su 18 caratteristiche di base per ogni attività lavorativa per altrettanti settori produttivi. Queste caratteristiche compongono a loro volta una serie di abilità di base, come le capacità cognitive, il linguaggio, la sensibilità sensoriale e via dicendo. Quando un software è in grado di compiere la maggior parte di queste abilità allora c’è il rischio concreto che la mansione sia eseguibile interamente da una macchina. E se l’investimento finanziario per l’acquisto di questa macchina – aggiungiamo noi – è minimamente sostenibile (ovvero conveniente in termini di costo-opportunità) da parte dell’imprenditore, è certo che quel compito, svolto fino allora da un uomo, sarà fatto da un robot. La storia è sempre andata così e frenare il cambiamento è utopico e anche un po’ ingenuo. Governarlo è però possibile.

È qui che dovrebbe entrare in gioco la politica, la quale dovrebbe usare un po’ più d’immaginazione per cercare di limitare il più possibile i danni sociali causati dalla transizione tecnologica. Rivedere i modelli di welfare (non smantellarli, s’intende), come pure i sistemi formativi, pensati per una società ancora di stampo novecentesco, dovrebbe essere quindi un punto fermo di qualsiasi piattaforma, se non ideologica – che non si usa più –, almeno programmatica. Tassare i robot per finanziare i sistemi di protezione sociale non dovrebbe essere giudicata un’idea di stampo luddista, ma una proposta di buonsenso per evitare il disgregamento della società.

Potrebbe interessarti anche
Tags
rivoluzione
digitalizzazione
macchina
posti lavoro
innovazione
rivoluzione industriale
sistemi
storia
mckinsey
società
TOP NEWS Opinioni
© Regiopress, All rights reserved

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile