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22.06.22 - 08:20
di Antonia Boschetti, Chiasso

Festate… e le Ong?

Il Festival di culture e musiche del mondo sorgeva a Chiasso a inizio anni 90 con l’intento di promuovere valori quali l’incontro tra civiltà, lingue, culture, religioni e promuovere l’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati sul nostro territorio.

Nell’edizione del 2022 Festate ha perciò ospitato l’Organizzazione svizzera d’Aiuto ai Rifugiati, l’Associazione comunità afghana in Ticino, nonché la cucina tradizionale di famiglie residenti a Chiasso, ma di origine siriana, afghana, etiope, ecc. Tali premesse dovrebbero confortare la convinzione che Festate sia ancora capace di portare in piazza la realtà dei rifugiati e di presentare alla popolazione le Ong locali.

Alla luce di alcuni dettagli, però, questa convinzione non resta salda. Festate, anni addietro, ha saputo ospitare fino a 70 Ong le cui bancarelle erano situate sul Corso principale e nella piazza ospitante il palco, ovvero dove l’affluenza del pubblico è maggiore. Nel 2022, purtroppo, le Ong presenti si sono contate sulle dita di una sola mano e la cucina etnica, anziché trovarsi a pochi passi dalla piazza principale, è stata dislocata ben al di fuori dai festeggiamenti: in piazza Indipendenza.

La folta presenza di bancarelle iscritte alla società dei Commercianti del Mendrisiotto, il ruolo di Nebiopoli nell’assicurare buvette e griglie, e il loro posizionamento nelle zone più strategiche, hanno partecipato alla drastica diminuzione delle Ong. Alcuni, tra civili e associazioni, si sono chiesti fino a quando Festate potrà dirsi portatore di valori quali incontro e accoglienza e se non stia correndo il rischio di diventare un festival musicale tra i tanti.

L’edizione 2022 ha visto Ong e cucina etnica "al di fuori dalle mura"; è desiderio di molti che questi recuperino il loro ruolo centrale.

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