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LIVE CONCLUSO - 21.03.2022 00:32
Speciale Ucraina

Zelensky: ‘I russi contro di noi come i nazisti con gli ebrei’

Lo ha affermato il presidente ucraino nel discorso al parlamento israeliano. ‘Mosca cerca la Soluzione finale come la Shoah’

In attesa che riprendano i negoziati e che si trovi un accordo per la pace, in Ucraina si registra una nuova escalation. Per il secondo giorno di seguito, Mosca avverte di aver usato "un missile ipersonico contro obiettivi militari ucraini". Lo riferisce Interfax. Dopo quasi due settimane passati in un bunker, poi, sempre secondo ‘The Kyiv Indipendent’, 71 orfani "sarebbero stati evacuati da Sumy e trasferiti in zone più sicure". "Si tratta di bambini che per varie ragioni non hanno i genitori e la gran parte di loro ha bisogno di costante assistenza medica".

Nel frattempo la Turchia si è offerta di ospitare un vertice trilaterale fra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, quello russo Vladimir Putin e il leader turco Recep Tayyip Erdogan, secondo quanto scrive l’agenzia russa Tass, che cita un’intervista del ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu al quotidiano Hurriyet.

Zelensky, intanto, ricorre alla censura politica: nel suo nuovo video, nel quale dice che i "crimini commessi dai russi a Mariupol dai russi passeranno alla storia", annuncia anche che "sarà limitata e posta sotto controllo l’attività di 11 partiti politici ucraini, alcuni dei quali avrebbero legami diretti con Mosca". Fra questi, la Piattaforma d’opposizione-Per la Vita, uno dei maggiori partiti filo-russi presenti nel Parlamento di Kiev. Le restrizioni dureranno "finché durerà la legge marziale".

Ma da Mosca non sembrano arrivare solo bombe. Secondo quanto afferma il ministero della Difesa russo, i militari avrebbero consegnato "più di 75 tonnellate di aiuti umanitari a Kherson" fra cui "cereali, pasta, zucchero e altri generi alimentari".

‘Dobbiamo usare qualsiasi formato, qualsiasi chance per parlare con Putin. Se questi tentativi falliscono, vuol dire che questa è la terza guerra mondiale’, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensy in un‘intervista alla Cnn. ’Sono pronto a negoziare, come sono stato negli ultimi due anni. Senza i negoziati non si può mettere fine a questa guerra’, ha aggiunto, mentre arriva dalla Tass la notizia che riprenderanno domani con un incontro online i negoziati tra le delegazioni russa e ucraina. L’agenzia di Stato russa cita Ukrainiskaya Pravda che fa riferimento a fonti di alto livello.

Le autorità municipali di Mariupol, citate dai media locali e dalla Bbc, dicono che le forze russe hanno colpito "con armi pesanti" la città "da 4 navi" e che è stata distrutta una scuola dove "avevano trovato rifugio 400 persone". "Stiamo cercando di far evacuare da Mariupol 10mila persone", spiegano da Kiev. Il ministero della Difesa russo rivendica, invece, l’attacco contro una base militare nella regione di Zhytomyr "dove si addestravano mercenari stranieri", assicurando di aver ucciso "oltre 100 membri tra forze speciali ucraine e mercenari".

Dopo i bombardamenti diretti nella notte contro "62 obiettivi militari", i responsabili della Difesa russa ammettono di aver diretto il "missile ipersonico Kinzhal" e altri "missili da crociera Kalibr" contro "un deposito di carburante e di lubrificanti a Kostiantynivka, nella regione di Mykolaiv, che riforniva le forze armate ucraine nelle aree ove si sta combattendo". Mosca aggiunge che i missili cruise Kalibr sono partiti da navi nel Mar Caspio, mentre il missile Kinzhal dal mar Nero, nella zona della Crimea. L’agenzia ucraina Unian parla di un "possibile attacco" che potrebbe venire sferrato a breve dalle forze della Bielorussia e della notizia secondo la quale l’élite russa starebbe pensando a "un piano per eliminare Putin" e considererebbe il direttore dell’Fsb Alexander Bortnikov, l’uomo che "recentemente sarebbe caduto in disgrazia per errori di calcolo nella guerra contro l’Ucraina", come il possibile successore.

Ansa / Ats, a cura de laRegione
22:44

Mariupol, la Russia concede agli asserragliati una resa e l'uscita dalla città


Da Mosca arriva una proposta di temporaneo "cessate il fuoco temporaneo" alle truppe ucraine che ancora resistono tra le macerie di Mariupol. Il ministero della Difesa ha chiesto alle formazioni militari ucraine della città portuale di "esporre domani bandiere bianche per mostrare di essere pronti a un cessate il fuoco temporaneo" che partirebbe alle 9.30 di Mosca, vale a dire le 7.30 in Svizzera. Da quel momento gli assediati avranno due ore per deporre le armi e abbandonare la città, evitando ulteriori spargimenti di sangue.

20:54

Russia, ancora ufficiali di alto rango uccisi

Il comandante in seconda della flotta russa del Mar Nero, Andreï Paliï, è stato ucciso durante uno scontro a fuoco tra forze russe e ucraine nei pressi di Marioupol. La notizia è stata confermata in giornata da fonti russe. Figlio di ufficiali della marina, Paliï era stato protagonista anche della guerra in Siria, dal 2015, in supporto al regime di Bachar al-Assad.

L'esercito di Kiev ha inoltre annunciato di aver ucciso il comandante della compagnia di ricognizione delle milizie di Donetsk, Sergei Mashkin, noto come "il cannibale". Lo rende noto il gruppo operativo-tattico 'Skhid'.

20:26

Europa, il presidente Biden presto in visita


Quando l'Ucraina sarà arrivata alla sua quarta settimana di guerra, il 24 marzo, Stati Uniti ed Europa serreranno di nuovo i ranghi per valutare come rafforzare la risposta dell'Occidente alle bombe e alle minacce di Vladimir Putin, come tagliargli le fonti di approvvigionamento, come facilitare la fuga dei civili e risolvere, per alcuni Paesi europei in particolare, il problema della dipendenza energetica da Mosca.

"Dobbiamo essere, collettivamente, meno dipendenti a livello energetico", ha ribadito il presidente del Consiglio europeo Charles Michel a "Mezz'ora in più" su Rai3, in vista del vertice del 24 e 25 marzo cui parteciperà anche il presidente americano Joe Biden, che sbarcherà a Bruxelles per confermare il sostegno di Washington al Vecchio Continente e prendere parte al summit della Nato. Con Biden "parleremo di sanzioni alla Russia, di unità europea, di percorsi per arrivare al cessate il fuoco. Ma anche di piani strategici e partenariato in campo energetico", ha riferito Michel.

Una volta in Europa il capo della Casa Bianca potrebbe fare anche una tappa in Polonia, mentre è stata esclusa una sua visita a Kiev. Varsavia, oltre a dover gestire il più massiccio flusso di rifugiati, sente nitido il fischio dei missili russi, e insieme ai Paesi baltici preme, più di altri, per un quinto pacchetto di sanzioni contro Mosca nel tentativo di fermare gli attacchi contro l'Ucraina sempre più vicini ai suoi confini.

L'Ue si dice "pronta" e "unita" a imporre eventuali nuove misure contro Putin e ribadisce il sostegno "finanziario, umanitario e militare" all'Ucraina, ma sulla questione sanzioni i 27 arrivano divisi all'appuntamento: a questo punto infatti nel mirino dovrebbero finire il carbone e il petrolio russi, settore finora risparmiato per le gravi conseguenze che un embargo comporterebbe sui Paesi energeticamente vulnerabili, come l'Italia. Il governo italiano ha già varato un pacchetto di interventi contro il caro energia, ma Roma proporrà all'Ue di "fissare un tetto massimo ai prezzi del gas, mitigare i costi dell'energia e creare un fondo compensativo per gli Stati membri", ha sintetizzato il ministro Luigi Di Maio nei giorni scorsi. "Va assolutamente" creato un fondo "per rispondere all'emergenza energetica", aveva detto il premier italiano Mario Draghi.

Domani intanto i ministri degli Esteri e Difesa riuniti a Bruxelles daranno il via libera a un "accordo politico" sulla bussola strategica e la difesa comune per rafforzare la capacità dell'Ue di "agire in modo più rapido e deciso davanti alle crisi, preservare i propri interessi e proteggere i suoi cittadini". Accordo che sarà poi sottoposto al Consiglio di giovedì. I 27 discuteranno anche dell'aumento delle spese militari, che vede i diversi Stati membri procedere ancora in ordine sparso di fronte alle richieste della Nato.

Ai vertici dell'Ue e dell'Alleanza, la Polonia sembra ancora intenzionata a rilanciare la controversa proposta di dispiegare una missione di pace sul terreno, nonostante il parere contrario già espresso dagli alleati - e ribadito anche oggi dagli Usa - per il rischio di entrare direttamente in guerra con la Russia. E se il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sembra ormai aver preso atto che Kiev non entrerà nella Nato e sotto la sua ala protettiva, il percorso di adesione all'Ue è "iniziato", ha ricordato Michel. "L'Ue sosterrà la libera e democratica scelta dell'Ucraina di definire il proprio destino".
 
 

17:47

Zelensky: La Russia distrugge l'Ucraina come i nazisti con gli ebrei, cercano Soluzione Finale

I russi "stanno utilizzando di nuovo queste parole, 'la soluzione finale', in relazione a noi, alla nazione ucraina, è stato detto in un incontro a Mosca". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un intervento alla Knesset, il Parlamento israeliano. Esortando Israele ad aiutare la resistenza del popolo ucraino contro l'esercito russo.

"È una guerra su vasta scala mirata alla distruzione del nostro popolo, alla distruzione dei nostri bambini, famiglie, stato, città, culture e tutto ciò che ci rende ucraini", ha denunciato Zelensky.

Il presidente ha chiesto nel suo discorso ai deputati della Knesset, trasmesso anche in piazza Habima a Tel Aviv, che Israele "deve fare una scelta". "Sono sicuro - ha detto - che sentite la nostra pena, ma potete spiegare perchè vi stiamo ancora chiedendo aiuto'?

Poi ha chiesto perchè Israele non abbia ancora fornito armi all'Ucraina e non abbia imposto sanzioni alla Russia.

L'invasione della Russia "è diretta a distruggere il popolo dell'Ucraina ed è per questo che assomiglia a quello che i nazisti fecero al popolo ebraico durante la Shoah", ha proseguito Zelensky in collegamento con i deputati della Knesset nel suo discorso trasmesso in diretta in piazza Habima a Tel Aviv.

Poi ha aggiunto che i russi "usano la terminologia del partito nazista, vogliono distruggere tutto. I nazisti chiamarono questo 'Soluzione finale' della questione ebraica".

17:14

Raid russo sfiora un condominio a Kiev, 5 feriti

In uno degli ultimi bombardamenti russi su Kiev un proiettile è esploso fuori da un condominio. Si segnalano cinque feriti.

Un edificio di dieci piani nel distretto nord-occidentale di Sviatoshyn è stato gravemente danneggiato, con tutte le finestre esplose e la facciata annerita a causa di un incendio scoppiato sul luogo del cratere del proiettile.

Il sindaco Vitali Klitschko ha dichiarato su Telegram che "gli attacchi aerei del nemico" hanno ferito cinque persone, due delle quali sono state portate in ospedale.

"E' stata una fortuna" che non ci siano state altre vittime, ha detto Sviatlana Vodolaga, portavoce del servizio di emergenza statale, aggiungendo che sei persone sono state tratte in salvo. Danneggiato anche un asilo nido, che al momento dell'attacco era vuoto.
 
 

16:35
Zelensky proroga ancora legge marziale, fino a 25/4

Zelensky proroga ancora legge marziale, fino a 25/4 KIEV (ats ans) - Il presidente Zelensky ha prorogato la legge marziale in Ucraina di altri 30 giorni, a partire dal 26 marzo. Lo ha annunciato il servizio stampa della Verkhovna Rada, il Parlamento, che ha adottato il disegno di legge sull’estensione della legge marziale il 15 marzo. Lo riporta la Tass. La legge marziale è entrata in vigore in Ucraina il 24 febbraio, giorno dell’invasione russa.

Per Volodymyr Zelensky le dichiarazioni di Vladimir Putin che la guerra in Ucraina ha lo scopo di “denazificare” il Paese sono “ridicole”. “Chi sono i veri nazisti?”, ha detto in un’intervista alla Cnn il presidente ucraino. “Se l’Ucraina fosse stata un membro della Nato, questa guerra non sarebbe cominciata”, ha affermato Zelensky chiedendo agli stati membri “se ci volete vedere all’interno dell’Alleanza atlantica fatelo subito perchè qui ogni giorno muoiono persone” “Voglio garanzie per la mia gente”, ha insistito. “Se non ci volete, invece, non potete costringerci a stare in questo limbo”, ha detto ancora il leader ucraino rivolgendosi alla Nato. Il presidente ha infine mostrato un video sulla guerra in Ucraina.

A differenza di quello drammatico trasmesso davanti al Congresso americano questo filmato presenta immagini della ricostruzione di una “grande Ucraina” dopo la guerra. Alle immagini di devastazioni, sofferenza e morte, si alternano quelle ricostruite al computer di città risorte, parchi, persone in piazza.

Per quanto riguarda eventuali concessioni che il governo di Kiev è disposto a fare al fine di mettere fine alla guerra, Zelensky ha chiarito che “su qualsiasi compromesso relativo alla nostra integrità territoriale e alla nostra sovranità ha parlato il popolo ucraino”. “Gli ucraini non hanno accolto i soldati russi con mazzi di fiori, li hanno accolti con il coraggio e con le armi”, ha sottolineato. “La Russia non può ingraziarsi i cittadini di un altro paese con la forza”, ha sottolineato il presidente di Kiev.

16:17

Secondo la Turchia Russia e Ucraina sono vicine a un accordo

La Turchia ha assicurato che la Russia e l'Ucraina hanno compiuto progressi nei negoziati per porre fine all'invasione e sono vicine ad un accordo. "Certo, non è facile arrivare a un'intesa mentre la guerra è in corso, i civili vengono uccisi, ma vorremmo dire che lo slancio negoziale sta progredendo", ha detto il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu. "Vediamo che le parti sono vicine a un accordo", ha aggiunto.

Ankara è in contatto con i team dei negoziatori dei due paesi, ha aggiunto il ministro, che non ha voluto dare i dettagli sui colloqui perché, ha puntualizzato, "stiamo svolgendo il ruolo di mediatori e facilitatori".

Cavusoglu è stato in Russia e in Ucraina questa settimana. La Turchia, membro della Nato, sta intensificando gli sforzi di mediazione tra Mosca e Kiev e ha rifiutato di allinearsi alle sanzioni occidentali contro la Russia.

Le autorità turche, mantenendo i contatti con le due parti, la scorsa settimana hanno accolto ad Antalya i ministri degli Esteri russo e ucraino Serghiei Lavrov e Dmytro Kuleba per il loro primo incontro dall'inizio del conflitto.

In un'intervista al quotidiano Hurriyet, il portavoce presidenziale turco Ibrahim Kalin ha spiegato che le parti stanno negoziando su sei punti: la neutralità dell'Ucraina, il disarmo e le garanzie di sicurezza, la cosiddetta "denazificazione", la rimozione degli ostacoli all'uso della lingua russa in Ucraina, lo status della regione separatista del Donbass e della Crimea, annessa dalla Russia nel 2014.

16:16
Kiev: i russi attendono rinforzi per attaccare la capitale
I russi stanno attendendo i rinforzi per attaccare Kiev. Lo riporta l’agenzia ucraina Unian, citando il ministero della Difesa ucraino. “Allo stesso tempo, c’è una minaccia di attacchi missilistici ad alta precisione a lungo raggio da parte del nemico, incluso il sistema ipersonico Dagger”, prosegue il ministero della Difesa.
16:00

Onu, almeno 902 uccisi e 1457 feriti da inizio guerra

Dall'inizio della guerra almeno 902 civili sono stati uccisi e 1.459 feriti in Ucraina, per lo più vittime dei bombardamenti e degli attacchi missilistici. Lo ha riferito oggi l'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr), come riporta il Guardian.

Si ritiene che il bilancio effettivo sia considerevolmente più alto poiché l'ufficio dell'Onu, che ha un ampio team di monitoraggio nel paese, non è ancora stato in grado di ricevere o verificare i rapporti sulle vittime da diverse città gravemente colpite, tra cui Mariupol.
 
 

15:16

Riprendono domani online i colloqui Russia-Ucraina

Russi e ucraini riprendono i colloqui domani con un incontro online. Lo scrive l'agenzia Tass citando Ukrainiskaya Pravda che fa riferimento a fonti di alto livello. "Un incontro online fra le delegazioni russa e ucraina è previsto per il 21 marzo", si legge.
 
 

13:37
Kiev: cerchiamo di evacuare diecimila persone da Mariupol

Dieci milioni di persone sono fuggite dalle loro case in Ucraina. Lo afferma l’Onu. Nel frattempo la vicepremier ucraina Olga Stefanishyna ha incontrato oggi i media internazionali a Leopoli. “Stiamo cercando di portar via diecimila persone dall’aerea di Mariupol”, ha affermato la vicepremier ucraina soffermandosi sulla situazione nel sud-est del Paese. “Stiamo verificando, assieme al Procuratore Generale”, le notizie di donne stuprate o uccise dai militari russo, ha aggiunto Stefanishyna.

Adesione all’Ue

“Io penso che nessun leader europeo, ora, possa prorogare più la discussione sull’ingresso del nostro Paese. Legalmente il percorso veloce" per l’adesione “non esiste” ma "negli ultimi otto anni l’Ucraina ha fatto molto. Abbiamo sincronizzato il sistema elettrico, abbiamo già solide basi, siamo tra i principali partner commerciali dell’Ue”, ha spiegato la vice premier ucraina con delega ai rapporto con Ue e Nato. “Il summit di Versailles dieci giorni fa è stato un vertice storico, come ha detto lo stesso presidente francese Emmanuel Macron. La lunga deliberazione sull’ingresso dell’Ucraina è stata significativa, tutto è possibile. Io sono molto ottimista”, ha aggiunto.

12:32
La guerra continua fra accuse e minacce

L’invasione russa in Ucraina continua fra accuse e minacce: Mariupol è stata colpita da armi pesanti sparate da quattro navi della Marina russa. Lo ha riferito il reggimento Azov sul suo canale Telegram, secondo quanto riporta l’agenzia ucraina Unian. “Il nemico continua a distruggere cinicamente la città ucraina, usando tutto l’arsenale disponibile. Dopo aerei, artiglieria, vari sistemi e carri armati, gli occupanti russi stanno distruggendo la città con armi pesanti di navi da guerra”, sottolinea il reggimento Azov.

Donne stuprate e uccise

La vicepremier ucraina Olha Stefanishyna dal canto suo oggi ha nuovamente ribadito le accuse di genocidio contro la Russia, ma accusa inoltre che donne ucraine sono state stuprate e uccise dai soldati russi. Parlando con Sky News Stefanishyna ha riferito di “storie orribili” che riguardano le donne, “che sono state stuprate e assassinate” da militari di Mosca. “Ogni singolo soldato che abbia commesso questo crimine di guerra verrà chiamato a risponderne - ha aggiunto - donne ucraine, noi rimarremo unite e prevarremo”. Si aggrava intanto il bilancio dei bambini uccisi dalla guerra in Ucraina: in oltre tre settimane sono 115 mentre altri 140 sono rimasti feriti. Lo riporta l’Ukrainska Pravda citando l’ufficio del procuratore generale. Il maggior numero si registra nella regione di Kiev dove hanno perso la vita 58 bimbi.

Minaccia bielorussa

Nel frattempo c’è una “alta minaccia” di un’offensiva della Bielorussia in direzione Volyn che potrebbe iniziare nei prossimi 1 o 2 giorni. Lo riporta l’agenzia ucraina Unian citando fonti di intelligence e dello Stato maggiore ucraini. “La minaccia di un’offensiva della Repubblica di Bielorussia in direzione Volyn è valutata alta”, ha affermato lo Stato maggiore.

Missile ipersonico

Il nuovo lancio di un missile ipersonico Kinzhal da parte dei russi insieme ad alcuni missili da crociera Kalibr hanno bersagliato un deposito di carburante e di lubrificanti a Kostiantynivka, nella regione di Mykolaiv, che riforniva le forze armate ucraine nelle aree dove si sta combattendo: lo afferma il ministero della Difesa russo, citato dall’agenzia Interfax. Mosca aggiunge che i missili cruise Kalibr sono partiti da navi nel Mar Caspio, mentre il missile Kinzhal dal mar Nero, nella zona della Crimea. I missili da crociera partiti dal Caspio hanno colpito anche un’officina a Nizhyn che riparava i veicoli blindati ucraini danneggiati in battaglia, sempre secondo il portavoce della difesa di Mosca, Igor Konashenkov.

11:52

Media ucraini, minaccia alta di un attacco dalla Bielorussia


C'è una "alta minaccia" di un'offensiva della Bielorussia in direzione Volyn che potrebbe iniziare nei prossimi 1 o 2 giorni. Lo riporta l'agenzia ucraina Unian citando fonti di intelligence e dello Stato maggiore ucraini. "La minaccia di un'offensiva della Repubblica di Bielorussia in direzione Volyn è valutata alta", ha affermato lo Stato maggiore.

10:28

Mosca, 'colpita base con mercenari stranieri'

Le forze armate russe hanno affermato di aver sferrato un attacco contro una base militare nella regione di Zhytomyr in Ucraina dove si addestravano mercenari stranieri. Lo riferisce Interfax citando il ministero russo della Difesa. Il portavoce dello stesso ministero. Igor Konashenkov, citato da Interfax, rende noto che "oltre 100 membri delle forze speciali ucraine e mercenari stranieri sono stati uccisi".

10:13
Neutralità della Svizzera, Cassis ora chiede un rapporto

Ma la Svizzera è ancora neutrale? Nonostante le affermazioni convinte di alcuni consiglieri federali negli scorsi giorni, la questione suscita sempre più controversie. Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha ora incaricato il suo dipartimento di redigere un rapporto sul tema, che dovrà essere presentato entro l’estate. È quanto scrive il SonntagsBlick, che nella sua edizione odierna dedica ampio spazio a questo argomento.

Le ultime decisioni del Consiglio federale, che ha ripreso tutte le sanzioni emanate contro la Russia dall’Unione europea, hanno messo in discussione la storica neutralità. A ciò si aggiunge la controversa candidatura al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che secondo l’UDC minerebbe totalmente tale peculiarità elvetica. Negli scorsi giorni tuttavia i consiglieri federali hanno più volte difeso la strada intrapresa: ieri lo stesso Cassis, in un articolo pubblicato oggi sui giornali Schweiz am Wochenende e Le Temps, aveva detto che tali decisioni “non mettono in discussione la neutralità del paese“, poiché la Svizzera non sostiene militarmente nessun belligerante, né fornendo truppe né inviando armi. A inizio marzo era invece stata la "ministra” della difesa Viola Amherd a giustificare l’operato del governo, sostenendo che “le sanzioni adottate sono compatibili con la neutralità” e "neutralità non significa che non si possa avere un’opinione”. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) analizzerà più a fondo la questione con un rapporto, conferma un portavoce al domenicale svizzero-tedesco.

Responsabile del progetto sarà la Direzione del diritto internazionale pubblico e l’obiettivo è soprattutto quello di contribuire “a una migliore comprensione della neutralità nel contesto attuale”. L’ultimo rapporto di questo tipo, scrive il SonntagsBlick, risale a tre decenni fa. Stando al domenicale, all’inizio del conflitto Cassis - e di conseguenza il Consiglio federale e l’intera Svizzera - si è trovato in un vortice e “ha dovuto affrontare venti contrari globali”. Le prime sanzioni emanate, che si allineavano a quelle dell’Ue ma senza riprenderle in toto, avevano fatto storcere il naso alle autorità dell’Unione europea e a quelle statunitensi. D’altro canto, sul fronte interno è stato l’UDC a condannare i successivi passi del governo. A loro avviso è stata compromessa la neutralità e anche su vari giornali internazionali la mossa dell’Esecutivo elvetico è stata bollata in questo senso.

09:35
Zelensky limita attività di 11 partiti filo-russi
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato che sarà limitata e posta sotto controllo l’attività di 11 partiti politici ucraini, alcuni dei quali avrebbero legami diretti con Mosca. Lo si legge su vari media, fra cui Bbc. Zelensky lo dice nel video postato durante la notte, nel quale li elenca per nome. Fra essi la Piattaforma d’opposizione - Per la Vita, uno dei maggiori partiti filo-russi rappresentato nel parlamento di Kiev. Zelensky ha detto che il ministero della Giustizia avrebbe attuato immediatamente le restrizioni, che rimarranno in piedi finché durerà la legge marziale. Fra gli 11 partiti colpiti dalle restrizioni decise da Zelensky ci sono anche Blocco d’Opposizione, Partito della Sharia, Nostro, Opposizione di Sinistra, Unione delle Forze di Sinistra, Stato, Partito socialista progressista ucraino, Partito Socialista dell’Ucraina, Socialisti, e Blocco Vladimir Saldo. La decisione di Zelensky viene criticata dal presidente della Duma russa, Viacheslav Volodin, che citato dalla Tass, afferma che “il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha commesso un altro errore, vietando il lavoro di 11 partiti, compresi quelli parlamentari: una decisione che comporta a una spaccatura nella società”.
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