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(Keystone)
15.10.21 - 08:13
Aggiornamento: 08:52
Ansa, a cura de laRegione

L’Italia in bilico nel primo giorno del Green Pass al lavoro

Presidi ai porti a Genova e Trieste, code per il controllo all’Ex Ilva di Taranto

In Italia da oggi scatta l’obbligo di presentare il Green Pass (l’equivalente, ricordiamo, del nostro certificato Covid svizzero) sui luoghi di lavoro, e si temono disagi e proteste per quanto riguarda i servizi pubblici, in particolare i trasporti e la logistica. Si rischia il caos nel trasporto merci perché molti autisti a lunga distanza, soprattutto dai paesi dell’Europa orientale, non hanno il Green Pass - anche perché le loro vaccinazioni non sono riconosciute, ad esempio quelle con il vaccino Sputnik. Secondo i media, dovrebbe arrivare un’esenzione a breve termine proprio per questi camionisti stranieri, ciò che a sua volta ha fatto arrabbiare l’associazione italiana dei trasporti Unatras, che ha parlato di una procedura “imbarazzante” e di distorsione della concorrenza.

Le aziende che non controlleranno il Green Pass ai loro dipendenti saranno punite con multe fino a 1000 euro. Attesa per la manifestazione dei NO Green Pass a Roma al Circo Massimo dopo gli scontri del fine settimana scorso.

Porti, blocco delle operazioni a Genova, presidio a Trieste, situazione tranquilla a Venezia e Napoli

Nel porto di Genova un presidio di lavoratori sta bloccando le operazioni portuali al varco Etiopia. Al momento l’operatività dello scalo è nulla. Al terminal nessun particolare problema. All’esterno della palazzina che ospita gli uffici permane il presidio dei lavoratori senza green pass mentre una cinquantina di camalli, che stamani stazionavano davanti ai cancelli, sono entrati

Al porto di Trieste, dove i lavoratori portuali riuniti sotto la sigla sindacale del oordinamento dei lavoratori portuali avevano annunciato un blocco totale delle operazioni, sono già circa un migliaio le persone raggruppate davanti al Varco 4, luogo di ritrovo della manifestazione. Non si tratta solo di portuali, molti riconoscibili dai giubbotti gialli, ma anche di tanti che non operano nello scalo. L’accesso fino a questo momento è stato consentito ma i camion che arrivano, magari da oltre confine, si scoraggiano per la folla e tornano indietro. Sono tante comunque le persone che stanno arrivando dalle 7.00 in poi.

Situazione tranquilla al Porto di Venezia: i lavoratori dello scalo marittimo lagunare si sono tutti presentati al lavoro. “E’ una giornata normale - conferma all’ANSA Mauro Piazza, presidente della Nuova compagnia dei lavoratori portuali di Venezia - da noi non ci sono scioperi né blocchi ai varchi di ingresso". Dei 180 lavoratori che operano nello scalo marittimo (120 dipendenti, 30 portuali di Chioggia e 30 esterni) tutti, con una sola eccezione, sono regolarmente in servizio. Anche Chiara Bottazzo, presidente dell’Associazione agenti e mediatori marittimi della provincia di Venezia, parla di una situazione al momento regolare. "Le navi stanno entrando regolarmente in Porto - dichiara - al momento non abbiamo sentori di problemi. Vedremo se cambierà qualcosa dopo le 8”.

Non si segnalano, al momento, problemi relativi all’introduzione dell’obbligo di Green pass al porto di Napoli. Situazione sotto controllo in uno scalo dove, come confermano le sigle di categoria, "la grande maggioranza dei lavoratori è vaccinata”. Al momento nessun disagio e nessuna protesta.


Controlli del Green ass, code all’ex Ilva

Lunghe code di lavoratori questa mattina ai due tornelli dello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia (ex Ilva) di Taranto per il controllo del Green pass. Ci sono due varchi separati per i possessori di Green pass e per chi si reca al lavoro munito di certificato temporaneo, ma proprio l’attività di controllo dei certificati sta creando ritardi nell’avvio dell’attività lavorativa. Ci sono stati inoltre problemi per l’ingresso dei lavoratori delle ditte terze che hanno trovato al loro arrivo il badge disabilitato per un errore di comunicazione. Per i vaccinati il Green pass dovrebbe infatti essere associato al tesserino personale. Non mancano i disagi e i sindacati hanno espresso il proprio disappunto contestando la decisione di riservare solo due varchi per i controlli. Allo stato sono circa 7mila i dipendenti diretti del Siderurgico che hanno completato il ciclo vaccinale e circa 1200 i “non immunizzati”. Per questi ultimi è stata stipulata una convenzione con una farmacia del rione Tamburi che assicurerà l’effettuazione del tampone gratuito e il costo dei test è a carico dell’azienda. Le prenotazioni avvengono anche tramite un’App dedicata. Sarebbero circa 1800 i dipendenti di ditte dell’indotto non vaccinati. Intanto, su disposizione del prefetto di Taranto, Demetrio Martino, le forze di polizia stanno attuando uno specifico dispositivo di vigilanza e controllo sia nell’area industriale che in quella portuale in considerazione dell’entrata in vigore dell’obbligo di green pass sui luoghi di lavoro. Lo ha disposto il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito ieri. La Prefettura afferma che "sarà riservata specifica attenzione per prevenire eventuali, possibili occasioni di intemperanze o disordini”.

Un centinaio ai cancelli della Fiat nel Torinese, nessun disagio a Pomigliano d’Arco

Un centinaio di persone, tra lavoratori privi di certificazione, No Green del movimento ‘La Variante Torinese’ e I Si Cobas, si sono dati appuntamento questa mattina all’alba per un presidio davanti ai cancelli della Fiat Avio a Rivalta, alle porte con Torino, all’entrata del primo turno. “Sono 32 anni che lavoro qui - sostiene Francesco - e oggi non posso entrare perché non sono vaccinato. Ci stanno privando della libertà. Solo in Italia bisogna pagare per entrare al lavoro“. "A casa ho tre figli - aggiunge Roberto impiegato in un’azienda alimentare del territorio - ho bisogno di lavorare, ma vaccinarsi o tamponarsi è un vero e proprio ricatto perché non si tiene conto che per molti non è solo un costo, ma un problema psicofisico”. "Non capisco perché non usano i tamponi salivari invece di rovinarci i nasi”, commenta Enrico, che non ha nessuna intenzione di vaccinarsi "perché fa male e non serve a nulla”. Ai cancelli della porta 10 sono affissi alcuni striscioni con scritto “No al ricatto del Green Pass nei luoghi di lavoro” e "Il lavoro è un diritto, tamponi gratis”. Altri presidi sono stati annunciati alla Pirelli di Settimo Torinese, all’Iveco di Torino e alla Gallina di La Loggia.

“Essere qui alle 6 del mattino è un successo", sostiene Marco Liccione leader del movimento No Green Pass ‘La Variante Torinese’, davanti ai cancelli della Fiat Avio di Rivalta (Torino), in presidio con i lavoratori privi del Green Pass. "Qui in mezzo a noi ci sono anche dei vaccinati - aggiunge Liccione - ma non crediamo più a questo Governo. I cittadini sono esasperati, la violenza non è mai giustificata, ma non ne possiamo davvero più. Hanno toccato le fondamenta, l’articolo 1 della Costituzione, dimenticando che la gente sopravvive con il lavoro”. "Chiediamo la revoca immediata di questa misura anti operai - spiegano i SI Cobas durante il presidio - il governo, in sintonia con i padroni e con la complicità dei Sindacati Confederali, con l’obbligo del ‘Green Pass’ impone un vergognoso ricatto per lavorare, comunque costringendoci ad andare a lavorare in condizione di rischio”. "È una grave discriminazione l’attacco che come lavoratori stiamo vivendo”, concludono.

La rappresentanza sindacale interna dello stabilimento di Susegana (Treviso) di Electrolux ha risposto con uno sciopero stamane all’avvio dell’obbligatorietà del green pass per i lavoratori. La quota dei non vaccinati tra i 1.100 dipendenti diretti nell’impianto, è del 20%. L’adesione allo sciopero, nel primo turno, iniziato alle 5, riferisce la stessa Rsu, è stata tale da consentire l’attivazione di una sola linea di produzione sulle 4 totali. Fra i partecipanti alla protesta vi sarebbe una parte consistente dei 250 dipendenti con contratto a termine.

Nessun disagio per i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco (Napoli). Le tute blu addette al primo turno di lavoro, infatti, hanno varcato i cancelli muniti di certificazione verde da poter esibire in caso di richiesta. I controlli sono stati effettuati a campione ed i lavoratori selezionati sono stati fatti accomodare in un’apposita sala interna dove hanno potuto esibire il proprio green pass in completa privacy. Nessun disagio nemmeno al varco 1, riservato agli autotrasportatori e ai grossi fornitori, obbligati a esibire la certificazione verde al pari dei dipendenti.

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