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25.02.19 - 07:490
Aggiornamento : 09:31

La Sardegna stoppa Salvini e i 5 Stelle

Il voto sull'isola premia il centrodestra, ma rallenta la Lega. Dimezzato il Movimento, cresce il centrosinistra grazie a un estraneo al Pd come Zedda

Se ogni elezione regionale in Italia è accolta come possibile indizio della tenuta del governo giallo-verde di Luigino Di Maio e Matteo Salvini, dal voto in Sardegna di ieri nessuno sembra uscire vincitore. Ma qualcuno perde, a dispetto delle dichiarazioni di circostanza. La conferma arriverà oggi con lo spoglio dei voti, ma le ultime proiezioni delineano un quadro piuttosto chiaro.

Non vincono le grandi coalizioni: il centro-destra (in cui correvano insieme anche Lega e Forza Italia) arriva primo, ma il suo candidato, Christian Solinas, dovrà vedersela all'ultimo voto con Massimo Zedda, amatissimo sindaco di Cagliari che è riuscito nell'impresa di resuscitare il centro-sinistra, ma imponendo una campagna elettorale in cui nessun esponente del Pd comparisse al suo fianco... Se da un lato Solinas dovrebbe superare la soglia del 40% dei voti, dall'altroZedda si attesterebbe fra il 36 e il 39%. All'interno delle coalizioni non sfonda la Lega, nonostante i richiami con cui Salvini, in totale disprezzo del proprio ruolo istituzionale, è tornato a violare il silenzio pre-elettorale: il partito del ministro dell'Interno non va oltre il 13-16%, mentre Forza Italia non supera il 10%. A sinistra il Pd contende alla Lega il ruolo di secondo partito, anch'esso attorno al 16%.

Quello perdente, paradossalmente, è proprio il primo partito. Il Movimento 5 Stelle, con il suo candidato Francesco Desogus, è attestato al 15-18%: se è vero che 5 anni fa, alle precedenti regionali, non era nemmeno in corsa, lo scorso alle Politiche il movimento ispirato da Beppe Grillo in Sardegna aveva raggiunto il 40% dei voti. 

Insomma, a urne chiuse, la fotografia degli exit poll annuncia uno spoglio elettorale molto combattuto per la presidenza della Regione Sardegna. Da Roma, comunque, i pentastellati si dicono soddisfatti e i leghisti aggiungono che il governo nazionale non subirà ripercussioni. Eppure, i toni della campagna elettorale promettono di accendersi ancor più in vista delle europee a maggio.

Se la Lega dell'onnipresente e onniparlante Salvini non è riuscita a ripetere sull'isola gli ultimi exploit,  “l'effetto Zedda” temuto dal M5s ha avuto il suo effetto: candidato forte del centrosinistra anche per l'esperienza da sindaco di Cagliari, catalizzatore di voti in quella galassia di sinistra che aveva dato fiducia ai cinque stelle (e in grossa parte delusa dalla virata a destra a braccetto con Salvini), grazie a lui il centrosinistra si è ripreso una parte dei voti che alle politiche erano andate al Movimento. 

Se anche per queste ragioni il voto sardo si delinea come un caso a sé, esso conferma che in Italia tutto è in perenne movimento quanto a equilibri politici. E, a dispetto delle dichiarazioni ufficiali, la tenuta della strana alleanza giallo-verde (sempre meno redditizia soprattutto per il Movimento) e del governo che ne è scaturito pare sempre meno certa. 

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