laRegione
23.09.22 - 11:37
Aggiornamento: 14:16

Tonfo Credit Suisse: le azioni crollano a poco più di 4 franchi

Da inizio anno il titolo ha perso il 48% del suo valore, il 16% solo nell’ultimo mese. L’apice l’aveva invece raggiunto nel 2000: 96,50 franchi

Ats, a cura di Red.Web
tonfo-credit-suisse-le-azioni-crollano-a-poco-piu-di-4-franchi
Keystone
In perdita di quota

Credit Suisse crolla ai minimi di sempre in Borsa: le azioni della grande banca sono arrivate oggi a perdere sino all’8% sul mercato di Zurigo, con il titolo che ormai vale poco più di 4 franchi. A pesare sono le voci relative a un prossimo aumento di capitale, che annacquerebbe significativamente il valore delle azioni in mano agli investitori.

Il titolo Cs è stato scambiato stamani a un minimo di 4,26 franchi, nel quadro generale di un mercato da diverse sedute in negativo, ma non in termini così eclatanti. A titolo di confronto Ubs perde oggi circa l’1%.

Nell’ultimo mese l’azione Cs ha lasciato sul terreno il 16% e dall’inizio dell’anno il 48%. Il punto più alto era stato raggiunto nell’agosto del 2000, con l’azione scambiata a 96,50 franchi. Era poi seguita una flessione sino a 19,10 franchi nel 2003, poi un nuovo balzo a 96,00 franchi nel 2007, immediatamente prima della crisi finanziaria. Da allora il titolo si è incamminato in una valle di lacrime, con una tendenza pressoché costante al calo. Nel 2015 il corso massimo ha sfiorato 29 franchi; poi 18 franchi nel 2018, 14 franchi nel 2020, 13 nel 2021 nonché meno di 10 franchi nel 2022.

Come noto, Credit Suisse è impegnata in una revisione strategica delle sue attività. In questi giorni varie voci si rincorrono in relazione a quello che potrebbe accadere e a intervalli regolari vengono diffuse anche notizie non confermate relative a piani per la soppressione di migliaia di posti di lavoro. La banca si è sempre limitata a dire che farà sapere i dettagli del suo piano di risparmio alla fine di ottobre, in concomitanza con i risultati del terzo trimestre.

Le difficoltà attuali – il portale Inside Paradeplatz non esita a parlare di una "banca in piena lotta per la sopravvivenza" – gettano un’ombra intensa su un’azienda di grande tradizione. Oggi in pratica in mani prevalentemente straniere, Credit Suisse – l’attuale ragione sociale del gruppo risale al 1997 – è infatti stato a lungo un simbolo della Svizzera moderna: la banca venne infatti fondata nel 1856 a Zurigo quale Schweizerische Kreditanstalt (Credito Svizzero, Cs) da Alfred Escher (1819-1882), l’imprenditore che come noto ebbe un ruolo di primissimo piano anche nella costituzione di altri pilastri epocali elvetici quali il Politecnico federale e la ferrovia del San Gottardo.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Economia
la banca in difficoltà
1 gior
‘I problemi di Credit Suisse risolti se venisse rilevata’
Secondo la SonntagsZeitung potrebbe essere acquisita dalla più piccola Julius Bär
Economia
1 sett
Profondo rosso all’orizzonte per Credit Suisse
Potrebbe raggiungere il miliardo e mezzo di franchi la perdita, ante-imposte, dell’ultimo trimestre dell’istituto di credito
Economia
2 sett
Splendori e miserie della globalizzazione
Il processo d’integrazione internazionale non è forse così malconcio come si dice. Ma si stanno formando nuovi ‘gruppi’ (e l’Ue potrebbe rafforzarsi)
Economia
3 sett
Ftx in bancarotta, trema il mondo delle criptovalute
Dalle stelle alle stalle: per Sam Banked-Fried, il ‘mago di Oz’ delle valute digitali, è il tramonto
Economia
3 sett
La Banca nazionale pensa ulteriori aumenti del tasso guida
Andréa Maechler anticipa le possibili mosse della Bns contro l’inflazione. E ricorda: ‘Il nostro compito non è fare utili’
Economia
3 sett
Costi dei sinistri compensati dall’aumento delle tariffe
Risultati in linea con le attese per Zurich Insurance per i primi nove mesi del 2022. Premi lordi cresciuti dell’8% nel ramo danni e incidenti
Economia
1 mese
Bce e Bank of England, linea dura anche con recessione
Avanti tutta col rialzo dei tassi d’interesse. La Banca centrale inglese li porta al 3%, ai massimi dal 2008.
Economia
1 mese
Elon Musk è ancora l’uomo più ricco al mondo
La posizione nella classifica del fondatore di Tesla e nuovo boss di Twitter nel Billionaires Index è stata confermata. Scivola invece Zuckerberg
Economia
1 mese
Microchip, come l’Europa cerca di risalire sul treno perso
La produzione è nelle mani di un manipolo di Paesi asiatici. Con il Chip Act ora l’Ue getta le basi di una politica industriale dei semiconduttori.
Economia
1 mese
La tesi controcorrente di George Muzinich sull’Italia
Il fondatore di Muzinich & Co. sostiene che ‘il Belpaese ha più di un buon numero da giocare’ e che è ben posizionata rispetto a Germania e Regno Unito
© Regiopress, All rights reserved