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A piede libero (Keystone)
Economia
05.02.18 - 07:580
Aggiornamento 10:18

Pena dimezzata al vicepresidente di Samsung

Accusato di corruzione, Lee Jae-yong è stato riconosciuto colpevole anche in Appello. Non è più agli arresti domiciliari, ricorrerà alla Corte suprema

Pena dimezzata a 2 anni e mezzo e sospesa per Lee Jae-yong, vice presidente ed erede della famiglia fondatrice del colosso sudcoreano Samsung Electronic: è l'esito del giudizio d'appello alla sentenza di primo grado di agosto che aveva condannato il manager a 5 anni di reclusione nell'ambito del grave scandalo di corruzione che ha portato nel 2017 all'impeachment della ex presidente della Repubblica sudcoreana Park Geun-hye. Lee, agli arresti dallo scorso febbraio, è stato quindi rilasciato, ha riferito l'agenzia Yonhap.

Lee, che può tornare alla guida del colosso dell’elettronica, ha visto cadere diversi addebiti, mentre i suoi legali hanno preannunciato ricorso alla Corte Suprema. Il 25 agosto, a fronte della richiesta di 12 anni di carcere della pubblica accusa, Lee incassò una condanna a 5 anni per aver dato 8,8 miliardi di won (8,1 milioni di dollari) a Park e alla sua confidente Choi Soon-sil, in cambio del sostegno del governo e del fondo pensione pubblico al riordino intragruppo al fine di assicuragli la leadership nella successione. La procura, impugnando la sentenza, ha rinnovato la richiesta a 12 anni di reclusione, che l’Alta Corte ha respinto osservando che non fosse chiaro la scopo della successione come obiettivo finale: per questo Lee non poteva avere in agenda qualcosa per cui si necessitava "una richiesta esplicita o implicita". Lee, 50 anni, è stato arrestato il 17 febbraio 2017 con cinque contestazioni, tra cui corruzione, truffa e fondi neri esteri, e l’accusa di aver offerto o promesso 43,3 miliardi di won a Park e alla "sciamana" Choi sponsorizzando anche le lezioni di equitazione di Chung Yoo-ra, figlia 22enne di Choi.

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