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15.11.22 - 19:17

Fiscalità dei frontalieri, Zali: ‘Ratifica a breve un’illusione’

Una delegazione del Consiglio di Stato ha incontrato Attilio Fontana – presidente della Regione Lombardia – a Bellinzona. Diversi i temi affrontati

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Ti-Press

«È illusorio pensare a una ratifica dell’accordo sulla fiscalità dei frontalieri entro fine anno. Anche se il nuovo governo italiano fosse ben disposto non ci sarebbero i tempi tecnici necessari. Il termine sarà quindi successivo». Non ha lasciato aperte grandi speranze Claudio Zali, presidente del Consiglio di Stato ticinese, al termine dell’incontro di questo pomeriggio a Palazzo delle Orsoline con Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia. Diversi i temi d’interesse comune – oltre ovviamente a quello "principe" dell’imposizione fiscale – sul tavolo e indicati già quattro anni fa quando i due esecutivi hanno firmato una "roadmap". Tra questi: mobilità transfrontaliera, ambiente e lavoro. «Vediamola comunque in maniera positiva – ha proseguito Zali –, questo tavolo Ticino-Lombardia ha prodotto un impulso importante e presto potrebbe arrivare un risultato importante». Tra gli obiettivi presentati c’è sicuramente quello di «ridurre l’attrattività del mercato economico ticinese e l’assalto degli operatori transfrontalieri. Al momento si vedono imporre una fiscalità sostanzialmente nulla».

Zali: ‘Sbagliato pensare che agendo da soli avremmo successo’

Un’iniziativa esclusivamente ticinese, visti i buoni rapporti tra le autorità insubriche è quindi da escludere. «È sbagliato pensare che un’azione individuale del governo ticinese possa produrre degli effetti a Roma. L’abbiamo visto dai tempi di Widmer-Schlumpf in avanti, quanto richieste già solo rivolte a Berna non hanno prodotto effetti». Più importante, è stato ribadito più volte, l’obiettivo che si può raggiungere con un’iniziativa congiunta. Un esempio proposto è stato quello dei trasporti: «Né Ticino né Lombardia hanno il controllo sulle grandi infrastrutture di trasporto» ha sottolineato Zali. «L’impegno comune ha però permesso di creare e potenziare nel tempo il servizio di trasporto ferroviario Tilo, che è un piccolo gioiellino».

‘La pandemia ha rallentato i lavori’

Il percorso, hanno però ammesso davanti ai media Zali e Fontana, «è stato significativamente rallentato dalla pandemia. Che non ci ha permesso di avere puntuali incontri». A questo, secondo Zali, non si sono aggiunti i cambi di governo che hanno riguardato l’Italia negli ultimi anni: «Mi sento di dire che per una volta l’avvicendamento del governo non ha influito. La verità è che si trattava di temi ambiziosi. Tutto quello che riguarda i trasporti, per esempio, è impossibile pensare di realizzarlo in quattro anni. È bello però vedere che almeno a livello di regione Lombardia ci sono le stesse persone al tavolo».

Zali: ‘Ticino insofferente all’innalzamento del Lago Maggiore’

La calda estate vissuta quest’anno ha anche portato in primo piano, se già non lo fosse, il tema climatico e ambientale. Uno dei temi sul tavolo è quello dell’innalzamento dei livelli del Lago Maggiore. «Come esecutivo ticinese abbiamo manifestato la forte insofferenza del nostro cantone alle richieste più o meno unilaterali sul tema. In ogni caso il problema è rimasto virtuale visto che non c’è stata abbastanza acqua per fare l’innalzamento». Una scarsità che ha degli effetti molto tangibili. «Le preoccupazioni restano condivise per quanto riguarda la produzione di energia e le necessità dell’agricoltura. L’acqua è mancata e quando è arrivata l’ha fatto in forma minacciosa», ha commentato Zali.

Fontana: ‘L’alto numero di frontalieri crea problemi a entrambi’

Notizia degli ultimi giorni, e anche tema di discussione oggi a Bellinzona, il nuovo record di frontalieri fatto registrare in Ticino: 77’732. «Per noi è un problema perché porta fuori dal territorio lavoratori qualificati che ci servono. In alcuni settori, come quello sanitario, è diventato un problema serio», ha ammesso Fontana. «Anche per il Ticino però non tutti i risvolti sono positivi: penso ad esempio al dumping salariale che si crea quando un numero importanti di lavoratori disposti ad accettare salari più bassi arriva sul mercato». Una serie d’idee per risolvere il problema «l’abbiamo già, ma prima di esternarle vogliamo capire se sono davvero fattibili e in grado di portare un risultato tangibile». Fontana ha poi fatto un auspicio "interno": «Ci stiamo sviluppando come enti territoriali, mentre in Ticino siete già avanti. Un nostro progresso aiuterebbe in ogni caso entrambi».

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