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L’ipotesi per gli aspiranti municipali e consiglieri di Stato
14.03.22 - 05:30
Aggiornamento: 15:44

‘Candidati e debiti, il precetto esecutivo non è un indicatore’

Si profila un controprogetto all’iniziativa. Il relatore: ‘L’idea è di obbligare a presentare l’estratto cantonale degli attestati di carenza beni’

In calce figurano ventuno nomi. Ma nonostante l’adesione di un buon numero di deputati, di più partiti, all’iniziativa parlamentare della quale è primo firmatario il popolare democratico Claudio Franscella, la proposta di introdurre per i candidati al Consiglio di Stato e ai municipi l’obbligo di presentare "l’estratto cantonale personale delle esecuzioni", affinché l’elettorato sappia se chi aspira alla carica ha debiti e precetti esecutivi, non fa l’unanimità in seno alla commissione granconsigliare ‘Costituzione e leggi’. Tant’è che si sta profilando un controprogetto. Un tentativo di compromesso affidato dalla commissione al socialista Carlo Lepori. «L’idea – spiega il relatore interpellato dalla ‘Regione’ – è di prevedere l’obbligo di produrre l’estratto cantonale degli attestati di carenza beni, che meglio indica – sottolinea Lepori – l’effettiva situazione economica dei candidati. È una possibile alternativa alla soluzione, che suscita parecchie perplessità in commissione, del precetto esecutivo».

La proposta di Franscella e cofirmatari

Depositata nel maggio dello scorso anno nella forma elaborata, l’iniziativa sollecita la modifica della Legge sull’esercizio dei diritti politici. Secondo Franscella e cofirmatari non è sufficiente il vigente obbligo di presentare l’estratto del casellario giudiziale che segnala eventuali condanne penali cresciute in giudicato: elettori ed elettrici devono poter disporre di informazioni anche sulla solvibilità dei candidati. È una questione di "trasparenza e correttezza verso il corpo elettorale", sostengono gli iniziativisti. Per i quali "è legittimo che i cittadini votanti si sentano in dovere di esigere che un politico con potere esecutivo sappia in primo luogo amministrare se stesso, prima ancora di dover decidere per la collettività". All’estratto di solvibilità, si puntualizza nell’iniziativa parlamentare, "non si vuole dare alcuna valenza preclusiva": l’elettorato potrà quindi "scegliere liberamente – ma con cognizione di causa (e qui sta la differenza sostanziale dal regime attuale) – di eleggere una persona insolvente". E chiunque sarà libero di candidarsi alla carica di municipale o di consigliere di Stato, ma chi lo farà sarà tenuto, stando alla proposta di Franscella e cofirmatari, a produrre (pure) il documento attestante eventuali debiti e precetti esecutivi. «Quasi tutta la commissione ‘Costituzione e leggi’ – riprende Lepori – ritiene però che il precetto esecutivo non sia lo strumento adeguato per fotografare la situazione economica reale della persona, nella fattispecie del candidato. Ciò per motivi diversi, alcuni dei quali sono stati peraltro illustrati nella presa di posizione del Consiglio di Stato sull’iniziativa».

Lepori: ho già preparato una bozza di rapporto

Iniziativa che il governo chiede al Gran Consiglio di respingere. "In generale la presentazione di documenti attestanti una determinata situazione forniscono un’informazione incompleta della situazione reale", poiché, aggiunge il Consiglio di Stato nel messaggio dell’agosto 2021 in cui si pronuncia sull’atto parlamentare, "indicano solo se al momento del deposito della candidatura sono in corso procedure esecutive: se i precetti vengono fatti emettere dopo quel momento, l’elettore non viene posto a conoscenza della situazione economica del candidato". Ci sono poi i precetti, osserva ancora il Consiglio di Stato, "fatti emettere da un creditore nell’ambito di una controversia contrattuale; il precetto può perseguire lo scopo di salvaguardare i termini di prescrizione". E dunque "il debitore può essere finanziariamente solido, ma l’esistenza della contestazione e la divergenza delle parti sulla risoluzione della controversia impongono di fatto l’emissione di un precetto esecutivo". Senza dimenticare che nell’estratto delle esecuzioni "potrebbero persino emergere aspetti legati alla sfera privata del debitore a dipendenza della natura dei precetti (precetti fatti emettere dal coniuge o dall’ex coniuge per esempio nell’ambito dell’obbligo di mantenimento; precetti che riguardano prestazioni sanitarie che vanno oltre il premio dell’assicurazione obbligatoria della cassa malati eccetera)". Afferma Lepori: «Alla luce di queste e altre controindicazioni concernenti l’estratto esecuzioni, in commissione si pensa di proporre l’obbligo per i candidati a municipi e Consiglio di Stato di presentare perlomeno l’estratto cantonale degli attestati di carenza beni. È un’ipotesi di controprogetto all’iniziativa che la ‘Costituzione e leggi’ mi ha incaricato di approfondire. Ho già preparato in tal senso una bozza di rapporto, che discuteremo a breve in commissione anche perché i tempi stringono visto che l’anno prossimo ci saranno le elezioni cantonali».

‘È un passo nella giusta direzione, da concretizzare dalle prossime elezioni’

L’iniziativa parlamentare chiede l’obbligo di presentazione dell’estratto delle esecuzioni anche delle ditte nelle quali i candidati hanno "mansioni dirigenziali". Come commissione, rileva Lepori, «si è deciso per quel che attiene alle persone giuridiche di cui aspiranti municipali e consiglieri di Stato sono amministratori di lasciare le cose come sono: il fatto che una ditta sia in difficoltà non significa che sia necessariamente colpa di tutti i dirigenti. Per ora – continua il relatore – esaminiamo l’iniziativa limitandoci alla situazione economica del candidato».

Per Claudio Franscella «l’importante è che si compia un passo nella direzione della massima trasparenza, che è dovuta agli elettori: quello d’introdurre l’obbligo per gli aspiranti municipali e membri del governo cantonale di produrre l’estratto cantonale degli attestati carenza beni mi sembra un primo passo nella giusta direzione». Un obbligo, prosegue il deputato del Ppd da noi contattato, che «spero possa già scattare con le prossime elezioni cantonali e comunali».

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