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29.06.21 - 19:53

Perplessità sulla nuova formazione professionale commerciale

La prospettata riforma al centro di un'interrogazione del deputato socialista Raoul Ghisletta: il progetto criticato da associazioni e da alcuni importanti cantoni

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La nuova formazione professionale commerciale, la cui entrata in vigore è prevista per il settembre del prossimo anno o al più tardi del 2023, preoccupa il deputato socialista e sindacalista della Vpod Raoul Ghisletta. Che sul tema ha elaborato un'interrogazione al Consiglio di Stato. "Si tratta di un cambiamento fortemente voluto dalla Società degli impiegati di commercio (Skav) e che è stato oggetto di indagini conoscitive da parte del Segretariato di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (Sefri), terminate il 20 aprile scorso", scrive Ghisletta, aggiungendo che "nei Cantoni di Zurigo e Lucerna la sperimentazione sarebbe già molto avanzata" e che "fa specie che la sperimentazione non sia stata effettuata anche in Romandia e in Ticino, che hanno un
tessuto socioeconomico diverso da quello svizzero-tedesco". Secondo la bozza di ordinanza del Sefri, l’insegnamento delle conoscenze professionali e della cultura generale risulterebbe organizzato, continua il granconsigliere del Ps, "nelle seguenti cinque aree: Forme lavorative e organizzative agili, Interazione in un campo lavorativo interconnesso, Coordinamento dei processi lavorativi imprenditoriali, Creazione di relazioni con i clienti o i fornitori, Utilizzo delle tecnologie del mondo del lavoro digitale e Conoscenze professionali specifiche delle opzioni". 
La riforma non è tuttavia esente da critiche.  Nel Canton Vaud è stato pubblicato di recente da parte del Sindacato dei docenti del settore professionale (Svmep) un documento, annota ancora Ghisletta, "che denuncia la prevista impostazione dell’insegnamento: all’insegnamento per materia si sostituirà un insegnamento orientato all’acquisizione di competenze operative in situazioni professionali frequenti (disintegrazione delle discipline). L’apprendista verrà formato come esecutore. Ne consegue che la formazione professionale scolastica sarà impoverita. La scuola fornirà solamente un sapere parcellizzato, svuotato del suo contenuto culturale e pedagogico". Ma l’opposizione al progetto arriva pure dalla Svizzera tedesca, per esempio dal Canton Zurigo, sede della sperimentazione: "Il Tages Anzeiger del 3 giugno riferisce delle critiche dell’Associazione dei docenti di scuole professionale, che chiede una riformulazione completa della riforma". Bordate giungono anche da "associazioni importanti di datori di lavoro
svizzero-tedeschi (Associazione delle banche del Canton Zurigo, Associazione dei datori lavoro Basilea)" e "dall’Associazione svizzera delle scuole universitarie professionali". Oltre alla questione delle lingue, sostiene il parlamentare, "criticano l’insegnamento orientato all’acquisizione di competenze operative e denunciano l’incertezza per la maturità professionale commerciale". Anche in Ticino "nelle ultime settimane sono sorte varie perplessità di docenti del settore, che temono tra le altre cose un netto ridimensionamento del contenuto culturale e pedagogico. E questo in contrasto con le finalità della legge sulla scuola", rileva l'autore dell'atto parlamentare. Per il quale nel nostro cantone si è finora parlato "pochissimo" del tema, "probabilmente perché sono pochissimi i responsabili e i docenti ticinesi coinvolti nel gruppo di coordinamento e nei gruppi di progetto nazionali". La Vpod, prosegue Ghisletta, "ha contattato i vertici della Divisione della formazione professionale, che hanno confermato lo stadio avanzato della riforma dell’insegnamento basata sull’acquisizione di competenze in situazioni tipo, indicando che le e i docenti ticinesi del settore commerciale e vendita saranno informati nel prossimo anno scolastico".

Numerose le domande poste da Ghisletta. Al Consiglio di Stato chiede fra l'altro quanti apprendisti sono toccati dalla riforma, se non teme conseguenze negative sul numero di posti di tirocinio offerti in Ticino nel settore, se conferma che dal cambiamento sono escluse le classi di maturità professionale integrata ("Una scelta provvisoria o duratura?"), quale sia stato "il coinvolgimento e la posizione" delle aziende che formano apprendisti di commercio in merito alla nuova formazione commerciale, per quale motivo i docenti ticinesi del settore non siano stati consultati "prima del 20 aprile 2021 in modo da consentire loro di partecipare all’indagine conoscitiva del Sefri" e come intende "migliorare il loro coinvolgimento in questo importante cambiamento della formazione commerciale".

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