Ticino

I primi cento anni di Ubs a Lugano e Locarno

L'anniversario è stato sottolineato oggi al Castelgrande di Bellinzona da Sergio Ermotti, Ceo Group uscente

Da sinistra: Luca Pedrotti, Sergio Ermotti e Christian Vitta (Ti-Press)
22 ottobre 2020
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Erano gli anni del primo dopoguerra. L'Europa era alle prese con le ferite del conflitto bellico fratricida appena conclusosi e che aveva ridisegnato la cartina geografica dell'Europa, creando altri assetti geopolitici. Pochi anni prima erano crollati gli imperi centrali (quello tedesco e quello austro-ungarico), l'impero zarista con la nascita dell'Unione sovietica. Il mondo, come oggi, conosceva una pandemia d'influenza spagnola che unita alle difficili condizioni economiche stava facendo, silenziosamente, milioni di vittime. La Svizzera di allora non era immune alla situazione creatasi in Europa. Il Ticino, in particolare, attraversava una crisi economica profondissima. Il 19 gennaio del 1914 il consigliere federale Giuseppe Motta aveva messo al corrente il governo di allora delle difficoltà in cui versava il Credito ticinese di Locarno. Il giorno dopo ci fu una riunione d'urgenza tra rappresentanti del consiglio di stato dell'epoca, delegati del consiglio federale e della Banca nazionale svizzera per cercare di contrastare una crisi finanziaria che nel frattempo aveva tramortito anche la Banca cantonale ticinese. Il fallimento quasi contemporaneo di tre istituti bancari (Credito ticinese, Banca popolare ticinese e della Banca cantonale ticinese) aveva distrutto la metà dei risparmi bancari dei ticinesi di allora. In scala locale, una situazione ben peggiore del fallimento della Lehman Brothers del 2008. Le conseguenze economiche negative del conflitto bellico europeo avevano fatto il resto: il Ticino dell'epoca era letteralmente a terra.

Una lunga premessa storica per comprendere il contesto in cui Ubs nel 1920, all'epoca ancora Unione di banche svizzere, rafforzò la presenza a sud delle Alpi rilevando l'allora Banca Svizzera Americana. Nacquero così le filiali Ubs di Locarno e Lugano che si apprestano a compiere il primo secolo di vita. A Chiasso, già del 1908, era presente una sede di Ubs. Si deve quindi a quella fusione l'inizio di una storia - tra alti e bassi - che ha creato un legame forte tra Ubs e il tessuto economico e sociale ticinese. E ieri per sottolineare l'importante ricorrenza era presente a Bellinzona - 'in territorio neutro' rispetto alle due città coinvolte - Sergio Ermotti, Ceo Group uscente di Ubs. «Questo è il mio penultimo intervento pubblico in qualità di presidente della direzione di Ubs», ha precisato. L'ultimo sarà verosimilmente lunedì prossimo a Lugano in occasione del 100mo - e non è per forza una coincidenza - dell'Associazione bancaria ticinese. Presenti alla conferenza stampa c'erano anche Luca Pedrotti, direttore di Ubs Ticino; il consigliere di Stato Christian Vitta e Marco Borradori, sindaco di Lugano. Alain Sherrer, sindaco di Locarno, era assente ma è stato letto un suo intervento nel quale ha fatto dei paragoni tra la situazione dell'epoca e quella odierna. Gli anni 20 secolo scorso, ha ricordato, erano contrassegnati da euforia e voglia di mettersi alle spalle i brutti momenti. L'auspicio è quindi quello di superare l'attuale situazione con lo stesso spirito.

Sergio Ermotti, da parte sua, ha ricordato come Ubs sia sì una banca globale, ma che non dimentica le sue radici svizzere. «Ci sono stati cambiamenti importanti, sono stati ridotti i rischi; altri cambiamenti ci saranno in futuro, soprattutto legati alla digitalizzazione, ma oggi Ubs è sempre ancorata ai valori elvetici», ha affermato. «Ben 3,6 miliardi di franchi, pari al 12% dei ricavi annuali, sono destinati ogni anno in tutto il mondo a investimenti legati all'innovazione», ha ricordato Ermotti. Per rimanere al Ticino, «sono 17 le filiali presenti sul territorio (19 se si contano anche le altre due sedi luganesi, ndr) che occupano 740 dipendenti e servono un terzo delle aziende, un terzo dei professionisti e formano un apprendista su due del settore bancario», ha sottolineato Luca Pedrotti ricordando anche la presenza a Manno di uno dei centri di ricerca sull'intelligenza artificiale istituito proprio da Ubs. Centro - ha affermato invece Christian Vitta - che lascia ben sperare per quanto riguarda il futuro della piazza finanziaria che non è più legato alla presenza del segreto bancario. Pedrotti ha anche annunciato il completo restauro della sede luganese di Piazzetta della Posta. Saranno 10 i milioni di franchi investiti sul territorio.

Il sindaco di Lugano Marco Borradori ha invece sottolineato il forte sostegno di Ubs alla cultura con la sponsorizzazione del Lac - sponsorizzazione sostenuta anche dal Credit Suisse - e il ruolo di ottimo contribuente. La piazza finanziaria luganese - ha ricordato - «generava, fino al 200-2009, circa 55 milioni di franchi d'imposte l'anno. Ora siamo attorno ai 15-20 milioni». «Siamo coscienti che quegli anni non torneranno, ma Lugano continuerà ad avere un rapporto speciale con la piazza finanziaria e Ubs in particolare».

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