Ticino

Innovazione, venti milioni di franchi su quattro anni

Si tratta di uno strumento ritenuto efficace per stimolare gli investimenti sul territorio ticinese. Riveduti i criteri per accedere ai finanziamenti

Un sostegno alle aziende ticinesi innovative (Ti-Press)
14 dicembre 2019
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Un credito quadriennale pari a 20 milioni di franchi per l’innovazione economica. È quanto chiede il Consiglio di Stato, su proposta del Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe), per l’adozione di misure ai sensi della Legge per l’innovazione economica (LInn) per il periodo 2020-2023.
“In Ticino – si legge in una nota – la politica dell’innovazione è un ambito prioritario, in cui negli ultimi anni sono stati intrapresi degli sforzi importanti, che hanno portato a un generale miglioramento delle condizioni quadro a favore della nascita e dello sviluppo di attività innovative e al consolidamento di un vero e proprio sistema regionale dell’innovazione, riconosciuto dalla Confederazione come uno dei sei sistemi attivi a livello nazionale”.
Al raggiungimento di questo risultato ha contribuito anche la Legge per l’innovazione economica (LInn). Rinnovata nel 2016, nel quadriennio 2016-2019 ha ottenuto un bilancio complessivamente positivo: sono infatti stati sostenuti quasi 370 progetti d’innovazione e internazionalizzazione, promossi da più di un centinaio di aziende, per un totale di oltre 16
milioni di franchi di sussidi stanziati e di quasi 150 milioni di franchi di investimenti sul territorio. Tra le misure, in particolare, ha riscosso un notevole successo quella che incentiva le aziende a partecipare ai progetti di ricerca nazionali finanziati da Innosuisse, per un totale di 28 progetti a beneficio di 21 aziende.

In particolare, nel quadriennio precedente, ha avuto molto successo la misura che incentiva gli investimenti immateriali (ricerca e sviluppo). Sono stati dieci i progetti finanziati per un totale di circa 4 milioni di sussidi pubblici e investimenti totali per 29 milioni di franchi, di cui 20 circa computabili. Essendo una misura nuova, non è però possibile fare un raffronto con il quadriennio precedente. Il sostegno agli investimenti materiali si conferma però quella principale della LInn. I progetti finanziati con 7,6 milioni di franchi sono stati 12 promossi da altrettante aziende, per un investimento totale di 83,9 milioni (39,1 computabili).

Priorità alla ricerca applicata

Alla luce di questi risultati, e con l’obiettivo di garantire un sostegno duraturo alla politica dell’innovazione, il Consiglio di Stato, su proposta del Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe), chiede ora al Parlamento di rinnovare questo importante strumento a sostegno delle aziende ticinesi.
Nel messaggio, oltre a trarre un bilancio della legislatura trascorsa, viene messo l’accento sulle priorità programmatiche per la promozione dell’innovazione 2020-2023. I 20 milioni del credito quadro saranno impegnati per sostenere la presentazione di progetti di ricerca applicata al fondo nazionale Innosuisse e ai programmi europei, la realizzazione di investimenti innovativi e l’internazionalizzazione. “S’intende, in particolare, dedicare una parte importante del credito quadro ai progetti di ricerca applicata e agli investimenti immateriali, che producono, grazie all’impiego di personale altamente qualificato e alla stretta collaborazione con gli istituti di ricerca, rilevanti ricadute sul territorio cantonale”, si specifica.

Solo ad aziende senza macchia

Il Consiglio di Stato propone comunque alcune modifiche tra cui quella del numero minimo di dipendenti dell’azienda richiedente e la possibilità di negare o sospendere il sussidio a chi è oggetto di un procedimento giudiziario o che ha fornito informazioni inesatte, false o incomplete. In pratica si intendono sussidiare solo soggetti rispettosi del quadro normativo.

Per quanto riguarda il primo aspetto (numero minimo di dipendenti), la motivazione è da ricercare nel fatto che lo scopo della legge è quello di stimolare e sostenere l’innovazione di “aziende private orientate all’esportazione, con grande potenzialità di crescita e che generano rilevanti ricadute economiche”. In caso di aziende con meno di un dipendente, non è possibile verificare il rispetto dei criteri di ammissibilità.

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