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Nella ‘Credenza’ di Vacallo c’è un negozio e molto di più

Dal primo settembre riapre la bottega di alimentari con l’aspirazione di diventare un’azienda sociale. Lanciato un sondaggio tra la popolazione

(Ti-Press)
29 agosto 2023
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L’hanno ribattezzata ‘La Credenza’. Un nome che ha un sapore d’altri tempi ma appartiene a un lessico familiare. A Vacallo la bottega di paese cambia nome ed essenza, ma ciò che più conta riparte, da venerdì primo settembre, da una scommessa in cui crede e ha deciso di investire (anche in termini di passione) l’ente pubblico. Non a caso il giugno scorso il Consiglio comunale ha sottoscritto con convinzione un credito di 210mila franchi e più di recente si è dato vita alla Fondazione Vacallo, che assumerà la gestione del negozio, “vero e autentico come la credenza della nonna”. Parola dei promotori.

In ascolto degli abitanti

Del resto, quello che riaprirà al numero 4 di via Guisan, negli spazi prima occupati da ‘La Veranda’, non sarà in effetti un semplice spaccio di generi alimentari, bensì un ‘gancio’ per continuare a contare sulla presenza di una agenzia postale, ma soprattutto un punto di incontro per gli abitanti di Vacallo. Popolazione locale che il Comune ha voluto coinvolgere in prima persona, invitandola a partecipare a un sondaggio esplorativo – pubblicato sul portale del Comune, www.vacallo.ch –, utile per riuscire a orientare offerta e servizi. Anche questo, ci fa capire il sindaco di Vacallo Marco Rizza, è il segno del cambiamento. Con la consapevolezza che ‘La Credenza’, come tutti i negozi di prossimità, dovrà fare i conti con la grande distribuzione e la concorrenza al di là della frontiera. «Non è nemmeno una nostra ambizione sostituirci a ciò che già esiste – puntualizza –. Semmai con la nostra formula ci auguriamo di far crescere l’interesse nei cittadini per queste realtà. La motivazione c’è. Quanto all’obiettivo – ribadisce il sindaco – è quello di mantenere in paese un luogo di socializzazione, aperto alle collaborazioni con il Centro sociale, con le associazioni, ma pure con i privati».

L’intento? Dare una ‘impronta sociale’

La missione iniziale, quindi, è chiara: capire le abitudini della gente e ciò che la spinge verso un tipo di commercio piuttosto che un altro; misurare l’attaccamento (o meno) alla bottega di paese; interrogare sui potenziali servizi che possono fungere da catalizzatore; e ricevere dei suggerimenti. Tra le ipotesi messe sul tavolo, infatti, vi è appunto l’ampliamento della gamma di servizi a disposizione: dalla vendita dei pasti preconfezionati dal Centro sociale alla spesa consegnata a domicilio, dai prodotti legati al territorio all’opportunità per chi coltiva l’orto di presentare sul bancone anche i frutti del suo lavoro.

Nel frattempo, si parte, e in tempi brevi. «A spronarci, d’altro canto – conferma Rizza –, è il fatto che il Consiglio comunale ha approvato un credito importante, che adesso dà modo alla Fondazione, oggi una realtà, di dare continuità al negozio, quale punto di riferimento, e tenere aperto lo sportello postale». E i passi successivi? «A questo punto – ci spiega ancora il sindaco – ci concediamo tre mesi di tempo per rinnovare gli spazi e imprimere una impostazione diversa, dandoci una strategia e più peso ai prodotti locali, e mettendoci in ascolto delle esigenze della popolazione locale».

Punto di incontro e integrazione

L’asticella delle aspirazioni, poi, è posta anche più in alto. «Pensiamo, in effetti, di trasformare questa esperienza in una azienda sociale – rimarca il sindaco –, così da poter inserire le persone che, in qualche modo, si trovano in difficoltà». La volontà è quella, insomma, di prendere le mosse dal negozio-punto di incontro per promuovere dei veri e propri percorsi di integrazione sociale e professionale. Come dire che le novità non sono ancora esaurite.Tant’è che alla Fondazione ci si è già rimboccati le maniche. Il Consiglio di Fondazione – «variegato» nella sua composizione, come osserva Rizza – si è costituito e messo al lavoro, riunendosi con regolarità. «Lo scopo in cui confidiamo, d’altra parte – ricorda il sindaco –, è di dar seguito alla volontà del Consiglio comunale e al mandato iscritto negli statuti». Ecco perché si spera di poter contare sul sostegno della cittadinanza; e, perché no, magari pure di una istituzione come l’Ente regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio. Una candidatura è al vaglio.

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