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Tre incontri: il 19, il 20 e il 21 aprile
11.04.22 - 12:27
Aggiornamento: 18:50

Arte per ragazzi: la Züst accoglie l’appello luganese

Quattro mesi fa Gienry Papiri e Timothy Hofmann lanciavano l’idea del centro artistico. La Città non si è mossa, ma la pinacoteca di Rancate sì.

Una bella risposta a un appello partito dalla società civile. Poco prima di Natale abbiamo accolto l’idea di Gienry Papiri, docente in pensione, e dell’amico Timothy Hofmann, artista specializzato in fumetto e illustrazione: creare un centro artistico per ragazzi per il loro tempo libero. Quattro mesi dopo, eccoli allestire tre incontri: il 19, il 20 e il 21 aprile per giovani che frequentano le scuole medie o le scuole medie-superiori. A rispondere all’appello tuttavia non è stata la Città di Lugano, come era d’auspicio, ma la Pinacoteca Züst di Rancate.

Libero sfogo alla creatività

«È davvero un bel gesto da parte loro – ci dice Papiri –. Hanno lavorato e lavorano molto con i bambini, questi invece sono ragazzi ed è qualcosa di piuttosto nuovo anche per loro. Il punto di partenza sarà l’attuale esposizione della Pinacoteca, ‘L’incanto del paesaggio’. Quello fungerà da spunto e loro potranno dare libero sfogo alla creatività. Si lavorerà con varie tecniche (nel programma si parla di acquarello, china, collage e altro, ndr), ci sarà una pausa: ricalca quanto detto già precedentemente su come si vorrebbe impostare questo progetto, ossia combinare momenti artistici ad altri di socializzazione». L’attività non è a scopo di lucro, anzi: lo scopo è sociale, ossia fornire ai ragazzi non interessati allo sport o alla musica valide alternative per trascorrere il tempo libero e, chissà, scoprire delle inclinazioni. I costi (245 franchi, ndr.) servono dunque a coprire le spese per il materiale e il ristoro e comprendono anche l’ingresso al museo. «La Züst si è anche detta disposta a esporre il risultato del lavoro con questi ragazzi, siamo davvero felici. Il materiale è tutto pronto: tavoli, acrilici, pennelli, taglierini, righe e righelli, fogli, pennarelli, squadre. Siamo pronti».

‘Un’attività con intenti pedagogici’

Ma come mai, fra i tanti potenziali partner che avrebbero potuto dimostrare sensibilità al tema, è stata proprio l’istituzione momò a muoversi? Lo abbiamo chiesto alla curatrice Mariangela Agliati Ruggia: «Sappiamo qual è l’importanza dell’arte per i ragazzi e infatti lavoriamo molto con le scuole, cercando di promuovere nelle sedi le nostre attività didattiche legate alle mostre. Quindi li abbiamo ricevuti, ci hanno presentato il loro progetto e l’idea che hanno di voler lavorare con i ragazzi delle medie e medie-superiori è lodevole. L’unica condizione che abbiamo messo è che non si sovrapponesse con le nostre attività. A maggior ragione perché è un’attività con intenti pedagogici, non è lucrativa. Abbiamo trovato che fosse bello e quindi abbiamo detto di sì mettendo a disposizione gli spazi dell’oratorio (per i quali pagano un affitto con canone di favore alla Parrocchia, ndr.) che solitamente utilizziamo per le attività didattiche. Non abbiamo fatto molto».

Lugano? ‘Non ha risposto...’

In realtà, contestiamo, hanno fatto molto, perché Papiri e Hofmann hanno precedentemente presentato il proprio progetto in tante sedi, ricevendo molti complimenti ma senza purtroppo mai concretizzare. Finora. «Sì, questo per noi può essere un inizio – auspica Papiri –. Siamo grati alla Züst per la disponibilità dimostrata, ma restiamo alla ricerca di uno spazio fisso dove poter sviluppare il progetto». E l’idea era di poterlo realizzare a Lugano, affinché sia facilmente accessibile. «Dopo l’articolo, abbiamo mandato una lettera alla municipale Zanini Barzaghi per un incontro, ma non abbiamo ricevuto purtroppo alcuna risposta. Eppure nell’articolo aveva dimostrato apertura e interesse... riceviamo molti apprezzamenti, pacche sulle spalle, ma di concreto purtroppo poco. È strano. Peccato».

Cambiato il mondo degli sponsor

Un’amara constatazione che ci spinge anche a una breve riflessione con Agliati Ruggia sui meccanismi degli sponsor per iniziative private. «Una volta aiutavano un po’ ‘ad annaffiatoio’, che secondo me non era così male. C’era forse più disponibilità anche per le piccole iniziative. Oggi la loro politica è cambiata, coprono magari un solo evento invece che diversi, però magari si tratta di una manifestazione grande e fanno da sponsor integralmente. È cambiato proprio il meccanismo. Credo che siano i Comuni a doversi attivare, Lugano per esempio ha molti spazi...».

Leggi anche:

L’appello: ‘A Lugano manca un centro artistico per ragazzi’

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