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15.05.22 - 00:27
Aggiornamento: 15:46

Verso un’attività venatoria regolamentata ogni tre anni

Si fanno più ‘collaborativi’ i rapporti fra la Federazione cacciatori ticinesi e l’Ufficio cantonale caccia e pesca

di Malva Cometta
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Cinghiali, ma non solo

I rapporti tra la Federazione cacciatori ticinesi e l’Ufficio caccia e pesca possono riconsiderarsi sereni. A creare un clima maggiormente collaborativo anche la proposta da parte del Cantone di regolamentare ogni tre anni, e non più annualmente dunque, l’attività venatoria. Per la tarda stagione di caccia autunnale, per cominciare, le due entità hanno stabilito piani d’abbattimento del cervo tenendo conto della presenza sul territorio dei grandi predatori, in particolare dei branchi di lupi consolidati e del loro influsso sulla selvaggina, garantendo un monitoraggio attivo. All’assemblea dei delegati tenutasi sabato a Cadro, grazie all’organizzazione della Società cacciatori del Pairolo e con la presenza della presidente del Gran Consiglio Luigina La Mantia, si è espresso a riguardo del lupo anche il municipale Tiziano Galeazzi, chiamando a intervenire le autorità cantonali: «Governo, se ci sei batti un colpo! Siamo minacciati da un problema che potrebbe diventare quello dei cinghiali a Roma; quindi, dobbiamo salvaguardare i nostri alpigiani. L’Udc, come gruppo parlamentare, ha presentato un’interpellanza urgente che verrà, mi auguro, discussa entro la fine del mese di maggio. Ho visto che anche il Plr ha preso posizione».

Forti di duemila soci

Durante l’assemblea sono stati toccati diversi argomenti fra cui il rinnovo del Comitato centrale che giunge alla scadenza del primo quadriennio dopo la riorganizzazione dello stesso. Fabio Regazzi, presidente della Federazione da undici anni, ha accettato di assumere un ultimo mandato, rimanendo così a capo di oltre 2’000 soci. «Ho ritenuto che per il bene della Federazione la soluzione migliore fosse quella di privilegiare la continuità – ha spiegato – ed è per questo motivo che ho confermato la mia disponibilità per un ultimo mandato. Non è stata una scelta facile: se lo faccio è solo per la grande passione e l’attaccamento che nutro verso la nostra amata Federazione e perché sono convinto che con il sostegno dei colleghi di comitato abbiamo fatto un buon lavoro nell’interesse della caccia e dei cacciatori che merita di essere portato avanti».

Impegno a favore dell’ambiente

«Sono convinto che le azioni delle società di caccia dei distretti della Federazione siano sempre più importanti nel contesto che stiamo vivendo, un contesto in rapido cambiamento – ha evidenziato Michele Bertini, presidente del giorno –. Il nostro impegno associativo non deve essere solo a tutela dei nostri interessi, ma siamo anche un imprescindibile strumento di informazione, divulgazione e sensibilizzazione circa il ruolo dei cacciatori e di come viene vissuta la nostra comune passione».

A questo proposito, Enzo Barenco, responsabile dell’area Gestione del territorio, non ha mancato di evidenziare come «tutte le società e i distretti si impegnino a favore dell’ambiente. Le azioni legate alla cura e alla salvaguardia del territorio sono forse le uniche iniziative promosse dal mondo venatorio a destare un certo interesse e a raccogliere consensi dall’opinione pubblica». Anche Marco Viglezio, vicepresidente e incaricato dell’area Gestione venatoria, esprime l’attenzione dei cacciatori ticinesi nei confronti dell’ambiente: «Ci siamo impegnati per una corretta gestione, nel senso biologico e dunque secondo criteri scientifici, della selvaggina, così da creare migliori condizioni per i cacciatori e nel contempo del controllo della selvaggina stessa».

Rivoluzione nella formazione

«In questi anni è avvenuta una vera e propria rivoluzione nell’ambito della formazione – ha indicato il responsabile Davide Corti –. Questo è avvenuto grazie all’adozione del nuovo manuale d’istruzione uniformato. Oggi si studia e si insegna sulla base di un testo ideato a livello svizzero e con un compendio creato esclusivamente per il Canton Ticino. Quest’anno sono stati 92 i candidati presenti all’esame scritto per l’ottenimento della patente di caccia. Gli esami orali si svolgeranno invece dal 30 maggio al 7 giugno alla presenza di 18 esaminatori».

Peste suina africana

Per i cacciatori ticinesi urge anche un’attenzione particolare alla problematica della peste suina africana, particolarmente pericolosa per cinghiali e maiali. In Germania e in Italia si sono già registrati capi di cinghiali infetti. La Federazione cantonale consiglia quindi di evitare importazioni di carne dalle zone colpite, di non gettare rifiuti di carne nell’ambiente e di segnalare ai guardiacaccia e al veterinario cantonale qualora si trovassero dei cinghiali morti o carcasse nel bosco.

Le date fra ‘alta’ e ‘bassa’

La stagione della caccia si avvicina e il calendario venatorio è pronto: dal 3 al 17 settembre e dal 23 al 27 settembre è aperta per cervi e cinghiali, dal 3 al 15 settembre per camosci e caprioli. Le date di caccia alla marmotta sono invece ancora da definire, mentre la caccia bassa si terrà dal 16 al 30 novembre.

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