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15.11.21 - 20:09

Centro sportivo Efg a Cadro, la Città non ha fretta

Il Municipio di Lugano ha trovato l’accordo sulla cifra per l’eventuale compravendita, ma per ora l’oggetto è escluso del Piano investimenti

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Una veduta aerea del comparto di oltre 20’000 metri quadrati (Ti-Press)

L’interesse pubblico permane, l’accordo con la Banca Efg è stato raggiunto ma bisognerà aspettare qualche anno, per l’eventuale acquisizione da parte della Città di Lugano dell’ex centro sportivo Bsi a Cadro. Sono questi gli sviluppi del tema che aveva fatto parecchio discutere nella passata legislatura. Da una parte, lo ricordiamo, c‘erano i progetti immobiliari promossi dall’istituto bancario zurighese entrato in possesso dell’ampio comparto di 20’500 metri quadrati, con l’acquisizione della Bsi. Progetti presentati in una mostra, per un nuovo piano di quartiere nell’area, che però è vincolata all’adozione da parte del Consiglio comunale di Lugano di una variante pianificatoria, visto che il sedime è destinato a Pr come “zona edificabile speciale, destinata esclusivamente a insediamenti e strutture per attività di tempo libero e sport". Dall’altra, la Città aveva approfondito l’opzione di acquistare il terreno, dopo le critiche dalle associazioni per il territorio e da verdi e socialisti i segnali giunti dall’assemblea di quartiere, la richiesta esplicita dell’ex vicesindaco Michele Bertini e l’interrogazione del consigliere comunale Michele Malfanti.

Era pure emersa l’offerta finanziaria di 3,2 milioni di franchi presentata dalla Città alla banca. Poi, del tema non si è più parlato pubblicamente. Ora, a due anni dagli ultimi che punto siamo? L’interesse della Città di Lugano c’è ancora? «L’interesse politico sussiste, ma, a corto termine, l’operazione non potrà essere concretizzata»: il vicesindaco di Lugano e titolare del Dicastero Cultura, sport ed eventi Roberto Badaracco prende tempo. «È un bellissimo comparto, potrebbe rappresentare un polmone verde per tutta la regione e sarebbe un peccato non acquisirlo. In questi ultimi due anni, il Municipio è stato assorbito dal progetto di Polo sportivo e degli eventi (Pse), perciò la questione è rimasta bloccata». In altre parole, non è (più) una priorità. Tanto che l’investimento non rientra nel Piano degli investimenti per il quadriennio 2022-2025, «ma potrebbe sempre rientrarvi perché la proiezione finanziaria è musica del futuro e può essere modificata», precisa il vicesindaco che lascia così una porta aperta: potrebbe essere un investimento su cui avviare una riflessione. Una riflessione dalla quale potrebbe emergere che gli oneri per la gestione e la manutenzione dell’area sono ragionevoli proprio in virtù del carattere d’investimento dell’operazione.

La Città non dovrebbe lasciar cadere nel dimenticatoio l’operazione in particolare alla luce della futura chiusura di due piscine nel Luganese, «dove già ora si fatica a soddisfare la richiesta per spazi acqua», sottolinea Badaracco. Il centro sportivo di Cadro, sebbene inutilizzato da diversi anni, dispone di una piscina, che tuttavia, come le altre strutture del centro andrebbe ristrutturata. Prima di concludere, il Municipio dovrà comunque tenere un occhio di riguardo sull’erario cittadino, visto che, se il Pse verrà accolto dalla maggioranza della popolazione il prossimo 28 novembre, ci saranno oneri significativi in prospettiva. Bisogna poi considerare i bisogni effettivi della popolazione e verificare l’effettivo fabbisogno di aree ricreative e sportive su tutto il comprensorio non solo cittadino. Insomma, la riqualifica della struttura già esistente merita comunque di essere valutata e approfondita. Peraltro la zona, come detto, a livello pianificatorio è già conforme.

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