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30.08.21 - 16:56
Aggiornamento: 18:31

Lugano, Tiziano Galeazzi entra a Palazzo Civico

Il nuovo municipale prende il posto del compianto sindaco Marco Borradori per una prima storica: l'Udc conquista un seggio nell'esecutivo

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Tiziano Galeazzi nel Patio di Palazzo Civico ha accettato di entrare nel Municipio di Lugano (Ti-Press)

Accompagnato dalle due deputate in Gran Consiglio Lara Filippini, Roberta Soldati, dalla vicina di banco in Consiglio comunale Raide Bassi e da Marco Vigilante, uno dei due vicepresidenti della sezione Udc di Lugano, Tiziano Galeazzi ha consegnato nel primo pomeriggio di oggi alla Cancelleria comunale la conferma di aver accettato il subingresso in Municipio, al posto di Marco Borradori, recentemente scomparso. Si tratta di una prima per l'Udc che finora non aveva mai occupato un seggio nell'esecutivo cittadino. Non è invece la prima volta per Tiziano Galeazzi in un Municipio: dal 2008 al 2012 venne infatti eletto nell'esecutivo di Monteggio, poi si trasferì a Lugano e nel 2013 conquistò un posto in Consiglio comunale. Il suo ingresso a Palazzo Civico conferma la tendenza alla crescita dei democentristi in città: l'Udc dai due consiglieri comunale eletti nel 2013, alle recenti elezioni di aprile ha ottenuto cinque seggi. I primi due subentranti di Galeazzi nel legislativo comunale sono Siro Mazzucchelli e Zahra Rusconi.

'Borradori è stato mio amico per 27 anni'

Con quale spirito entra a far parte del Municipio di Lugano? «Ci ho pensato parecchio in questi giorni durante i quali ho ricevuto il sostegno della cittadinanza – risponde Galeazzi che non nasconde la propria emozione –. Ho accettato il ruolo di municipale per dare il mio contributo alla Città. Mi sento onorato di sostituire il compianto sindaco di Lugano Marco Borradori che è stato mio amico per 27 anni, nel rispetto delle cittadine e dei cittadini di Lugano e con profonda gratitudine nei confronti delle mie elettrici e dei miei elettori che hanno avuto fiducia in me». In vista del rimpasto previsto nella seduta di giovedì prossimo, quale dicastero vorrebbe dirigere? «Non ho alcuna pretesa, decideremo assieme ai miei colleghi». C'è chi sostiene che, con il suo ingresso a Palazzo Civico, il Municipio si sposti a destra e gli ambienti culturali, a microfoni spenti, esprimono una certa preoccupazione... «Ma credo che prima devo entrare in Municipio, poi cominciare a lavorare e in seguito mi si potrà giudicare – commenta l'esponente Udc –. Appartengo all'area Lega-Udc, potrei collocarmi al centro fra i due leghisti: Michele Foletti che oggi ha confermato l'intenzione di fare il sindaco e Lorenzo Quadri. Sarò forse l'ago della bilancia fra i due».

'Mobilità e autogestione, questioni da risolvere'

Tra le questioni di politica cittadina che stanno più a cuore a Galeazzi, spicca l'argomento legato alla carenza di posteggi e alla mobilità in centro e nelle sue adiacenze... «Quando entrerò in carica chiederò spiegazioni al titolare del dicastero (per ora Filippo Lombardi, ndr.) su come procede la pianificazione del centro città e del lungolago, poi vedrò di portare le idee che ho sempre sostenuto – annota Galeazzi –. In ogni caso sarà tutto il Municipio a proporre una decisione. Tengo parecchio alla mobilità». Il sindaco Marco Borradori si era espresso, a titolo personale, a favore della pedonalizzazione del lungolago, lei? «Non ho mai detto di non essere d'accordo – risponde il neomunicipale Udc –. Se si vuole pedonalizzare e creare nuove piste ciclabili, bisogna però risolvere il problema a monte, per gestire al meglio il traffico motorizzato. Farò presente ai colleghi le mie idee e quelle dell'Udc». Un altra questione irrisolta è quella relativa all'autogestione, dopo lo sgombero e l'abbattimento di uno stabile dell'ex Macello... «È un problema che bisognerà risolvere. L'Udc si è sempre espressa contro l'esperienza effettuata all'ex Macello. Vedremo. Alla mia mozione presentata in Gran Consiglio, il Consiglio di Stato ha risposto che la questione è di competenza della città, ma intendo portare avanti l'atto parlamentare in commissione e ritengo che il Gran Consiglio si debba esprimere su questo tema. Ora devo capire a che punto siamo: le trattative fra le parti paiono interrotte e prossimamente arriverà anche l'esito dell'inchiesta avviata dal Ministero pubblico», afferma Galeazzi. Mentre il progetto di Polo congressuale al Campo Marzio nord sta per maturare, si avvicina il giorno del referendum contro il Polo sportivo e degli eventi (Pse), lei non ha fatto mancare critiche al progetto... «L'Udc in Consiglio comunale si era espressa criticamente ma alla fine ha sostenuto il progetto, io resto perplesso, anche se sono favorevole».

Carriera politica cominciata nel Plr

Galeazzi non vuole rispondere in merito all'inchiesta penale italiana nella quale figura come indagato, né sull'eventualità di lasciare la poltrona di deputato in Gran Consiglio. «È prematuro dire qualcosa, dipenderà dagli impegni che sono chiamato ad assolvere a Palazzo Civico e nella mia professione per la quale dovrò ridurre la percentuale lavorativa. Non ho fretta di decidere», dice Galeazzi. In Gran Consiglio il gruppo Udc è pronto a sostenerlo. Vaccinato con doppia dose, patrizio di Monteggio, classe 1967, Galeazzi era già stato presente nel legislativo di Monteggio a soli 20 anni e divenne presidente della commissione della Gestione. Nell'esecutivo malcantonese entrò dal 2008 al 2012 quale rappresentante di una Lista civica. Ma la sua carriera politica cominciò nel Plr: «Avevo 16 anni quando sono entrato nei giovani liberali, poi sono stato presidente di circolo di Sessa a 21 anni e sono stato candidato Plr alle elezioni cantonali del 1999 nel circolo di Sessa». Come mai è passato nell'Udc? «Dal 1999 al 2006 non ho svolto attività politica, in seguito mi chiamò Paolo Clemente Wicht, mi convinse a entrare nell'Udc e partecipai alla creazione della sezione Udc del Malcantone. Ricordo con piacere le proteste e la lettera inviata al consigliere federale socialista Moritz Leuenberger con la quale chiedemmo di risolvere il problema del traffico nel basso Malcantone attraverso un tunnel unico. Il consigliere federale scese in Malcantone a constatare personalmente l'entità del problema, ma scaricò la 'Peppa tencia' al Cantone».

 

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