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10.09.18 - 16:330
Aggiornamento 17:23

Bordate sul Cardiocentro: 'Difendono interessi privati'

Nota interna di fuoco dai vertici dell'Eoc Sanvido e Pellanda dopo il lancio dell'iniziativa popolare: 'Altro che sanità, sconfessano il fondatore Zwick '.

"Abbiamo proposto di creare un Istituto del cuore all’interno dell’Eoc (come Iosi e Neurocentro per intenderci), cosicché il Cardiocentro possa mantenere un’autonomia clinica e amministrativa oltre al proprio nome e all’ubicazione. Un’offerta ponderata, che garantirà cure di alta qualità a tutti anche in futuro. Ma la controparte, preoccupata di salvaguardare interessi che con la sanità non hanno nulla a che vedere, ha respinto la nostra proposta". Si conclude così la mail inviata oggi a tutti i collaboratori – di cui laRegione ha preso visione – e firmata dal presidente del Consiglio di amministrazione dell'Ente ospedaliero cantonale (Eoc) Paolo Sanvido e dal direttore Giorgio Pellanda. Una mail di "fuoco" che giunge a tre giorni dall'annuncio del lancio dell'iniziativa popolare da parte del Cardiocentro.

Una comunicazione che spiega, dal punto di vista dell'Eoc, quanto intende fare l'istituto del cuore: "L'iniziativa mira de facto a privatizzare definitivamente il Cardiocentro, impedendo all’Ente ospedaliero cantonale di portare avanti la visione lungimirante del Dr. Eduard Zwick, onorando il mutuo impegno sottoscritto nel 1995. Il dottor Zwick, infatti, fondò il Cardiocentro Ticino con una donazione di 30 milioni di franchi: egli diede così vita a una Fondazione il cui scopo era di creare in Ticino una clinica di cardiochirurgia e di cardiologia. L’Atto di fondazione e gli Statuti (qui allegati) sono cristallini: trascorsi 25 anni, il Cardiocentro deve diventare pubblico confluendo nell’Eoc. Non è una disposizione negoziabile o modificabile. È la volontà ferma e saggia del fondatore"

Prosegue la mail: "Noi siamo un’istituzione pubblica e su questo tema abbiamo sempre tenuto la medesima, chiara, posizione, sostenuta e confermata recentemente anche dal Governo ticinese. Essa chiede semplicemente il rispetto legale delle volontà del fondatore e l’osservanza dei patti sottoscritti. Ora qualcuno pensa di rovesciare questi principi per servire interessi privati. Abbiamo lavorato molto per evitare questa spiacevole situazione, ma ci siamo scontrati contro la pervicacia e l’ostinazione del Consiglio di fondazione Cct".

La motivazione mostrata da tutti i dipendenti nell'impegnarsi a favore dei pazienti, continua la comunicazione interna, dà anche ai vertici dell'Eoc lo stimolo "per continuare a lavorare nella legalità a favore di tutti. Noi guardiamo al futuro e vogliamo che un Cardiocentro rafforzato all’interno dell’Eoc continui a garantire una sanità di alta qualità a tutta la Svizzera italiana. Ma lo facciamo anche perché vogliamo rispettare gli accordi, lo spirito e la lettera dell’Atto di fondazione e non vogliamo un Cardiocentro al servizio di interessi privati. L’Eoc ha sempre favorito lo sviluppo del Cct Da anni le due strutture collaborano efficacemente a livello clinico, nella condivisione di servizi e installazioni mediche. Questa collaborazione ha portato enormi benefici ai pazienti e va ulteriormente rafforzata per affrontare con successo le difficili sfide che attendono tutta la sanità".

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