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22.09.21 - 09:55
Aggiornamento: 15:08

Il PALoc: ‘Pensato male e realizzato peggio!’

Duro attacco dei Verdi del Locarnese ai contenuti del piano d’agglomerato. Troppe le soluzioni adottate che non convincono il gruppo

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“Un Piano d’agglomerato del Locarnese (PALoc) pensato globalmente male e realizzato puntualmente anche peggio”. È decisamente critica la posizione dei Verdi del Locarnese al riguardo di questo strumento pianificatorio. Il gruppo chiede “progetti più approfonditi, più qualità e maggiore coinvolgimento”. In un lungo comunicato stampa, gli ecologisti sparano alzo zero sui contenuti del documento, ritenendo come “già nelle sue strategie e obiettivi generali numerose lacune siano emerse”. Lacune che gli stessi Verdi del Locarnese da anni segnalano “partecipando alle (quasi inutili) consultazioni alibi portate avanti dalla Commissione interregionale dei trasporti. La stragrande maggioranza delle critiche o dei suggerimenti viene scartata e il Cantone si astiene dal fare pressione sui Comuni al fine di far adottare piani più innovativi e sostenibili”. Ma non è tutto, perché sempre a detta degli interessati, “oltre alle lacune concettuali e di sostenibilità ambientale si aggiungono delle realizzazioni puntuali perlomeno discutibili, poco approfondite e senza una vera consultazione pubblica sui singoli interventi operativi”.

L’asse ciclabile Lungolago-via alla Morettina, ‘c’erano due varianti più indicate’

Nel concreto, a mo’ di esempio, i Verdi citano il caso della messa in sicurezza e riqualifica dell’asse ciclabile Lungolago G. Motta - via Bramantino - via alla Morettina. Opera approvata dal Consiglio comunale di Locarno il 13 settembre e riguardante, nello specifico, quasi tutti i parcheggi laterali attualmente presenti di fronte al Fevi e l’edificio comunale che ospita uffici e pompieri verso l’uscita della Mappo-Morettina. In questo caso, osservano, “si ripropongono delle corsie ciclabili sulla carreggiata che mantengono quindi la discontinuità della via ciclabile tra il frequentatissimo ponte sulla Maggia e la rotonda di piazza Castello. Nell’esercizio si è persa una importante occasione per pensare a una alternativa migliore che mettesse al centro pedoni e ciclisti anche alla luce del fatto che il potenziamento del mezzo pubblico, grazie alla nuova linea 1 che passa su via Morettina, riduce in ogni caso la necessità di parcheggi nella zona. Ci sarebbero state almeno due varianti che avrebbero messo in valore maggiormente il collegamento ciclabile. Con la prima prolungando la ciclopista che si immette sul nuovo ponte Maggia fino alla rotonda di piazza Castello si sarebbe potuto fare un intervento urbanistico che mettesse al centro ciclisti e pedoni con un collegamento lineare e un viale alberato in parte continuo. La seconda, meno innovativa ma anche meno costosa, avrebbe permesso invece d’inserire la ciclopista separata dal traffico dietro ai parcheggi attuali. Questa seconda proposta è stata presentata dai Verdi di Locano in Consiglio comunale come emendamento ma è stata spazzata via senza troppi riguardi tacciandola di proposta tardiva. Nessuno al di fuori del gruppo dei Verdi l’ha infatti sostenuta”.

Troppa fretta per paura di perdere i sussidi

I Verdi hanno constatato che “la fretta nell’approvare i progetti per non rischiare di perdere i sussidi federali è spesso stata cattiva consigliera e non raramente ha fatto chiudere anche qualche occhio a Municipio e Consiglio comunale, pure nei suoi rappresentanti più sensibili alla mobilità dolce. Inoltre tutti questi progetti puntuali presentati singolarmente sono spesso slegati tra di loro e quindi non permettono di risolvere la frammentarietà dei percorsi ciclabili a Locarno. Un presupposto per ottenere progetti migliori sarebbe anche quello di introdurre una vera consultazione generale e puntuale coinvolgendo le associazioni di categoria come Pro Velo, Ata, Mobilità pedonale svizzera e di quartiere”.

In conclusione, i Verdi del Locarnese fanno sapere che continueranno ad adoperarsi e a impegnarsi con proposte concrete per migliorare i progetti PALoc in modo che anche quelli in favore della mobilità lenta siano di qualità e portino a una vera transizione verso la mobilità sostenibile.

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