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Spesso il verde pubblico punta tutto sull'estetica (archivio Ti-Press)
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14.06.21 - 17:19

'Ad Ascona la cura del verde pubblico va migliorata’

Un'interpellanza del consigliere comunale (e biologo) Valerio Sala, a favore dell'ambiente e della biodiversità

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Basta con i prati verdi rasati o con il frequente e rumoroso utilizzo dei decespugliatori. Ma anche altre abitudini nella cura del verde pubblico risultano poco rispettose dell'ambiente e della biodiversità. Occorre cambiare rotta e adottare nuove strategie. A chiederlo è il consigliere comunale Valerio Sala (Gruppo rosso verde-Forum alternativo) che nei giorni scorsi ha inoltrato un'interpellanza al Municipio di Ascona. Biologo, già direttore botanico delle Isole di Brissago e docente del liceo di Locarno in pensione, Sala pone l'accento su una migliore cura delle aree verdi pubbliche, per favorire una maggiore biodiversità e per la tutela dell’ambiente.

“La cura delle aree verdi è di grande attualità anche ad Ascona – scrive –. Vi sono comunque alcuni aspetti nella manutenzione del verde che andrebbero perfezionati, senza particolari investimenti. Basterebbe adattare alcuni approcci strategici e pratici. Obiettivo: garantire prati fioriti, vegetazione variegata e ricca di arbusti, alberi e prati. Una migliore qualità dell’ambiente permette a molti insetti e a molti altri animali di vivere per favorire, in ultima analisi, l’aumento della biodiversità e il nostro benessere”.

Stando all'interpellante, ad Ascona ci sono diversi problemi: “Il taglio dei prati nelle aree verdi comunali è troppo frequente e risulta troppo radicale (meno di cinque centimetri dal suolo). È un vero e proprio accanimento che danneggia le piantine e il manto erboso, a detrimento della biodiversità, visto che le specie pregiate non riescono a portare a maturazione i semi. Questi interventi radicali favoriscono inoltre la rapida crescita delle malerbe o, peggio ancora, delle neofite infestanti”. La situazione è simile ai bordi delle strade con i decespugliatori tenuti troppo vicini al terreno: “Viene distrutta buona parte delle specie vegetali, riducendo la biodiversità, compresi gli insetti: in primis le api che necessitano di preziose fonti di nettare e polline. Inoltre i decespugliatori costituiscono una fonte d'inquinamento fonico e dell’aria, che andrebbe evitato”.

Sala si scaglia pure sull'abbattimento “di molti alberi nelle zone verdi e boschive, per ripiantare esemplari piccolissimi e spesso appartenenti a specie esotiche, che poco hanno a che fare con gli alberi appena tagliati. Un modo di procedere che compromette e banalizza la qualità delle aree boschive e verdi”. E ancora: “In troppe aiuole vengono utilizzate specie che ogni anno devono essere ripiantate almeno due volte (interventi che risultano piuttosto costosi)”.

Un capitolo a sé è l'area dell'ex aerodromo: “Nelle zone perimetrali e di cuscinetto i tagli risultano eseguiti con macchinari non adeguati che rovinano il manto erboso. L’erba tagliata lasciata sul posto funge da concime, ciò che è vietato dal Decreto di protezione, visto che impoverisce la biodiversità dei prati magri. Lo sfalcio della parte più a nord dell’ex scalo, non può essere utilizzato come foraggio, visto che è contaminato dalle fibre di poliestere dei campi gara e prova del Csi”.

Infine, per far capire come non sempre il lavoro sia svolto in modo efficiente (e sostenibile dal punto di vista ambientale) Sala cita un esempio concreto: “Pochi giorni fa, per falciare un prato di circa 1'300 metri quadrati accanto al parcheggio di via del Sole/via Muraccio, il taglia erba comunale ci ha messo circa un'ora e in questo lasso di tempo ha percorso più o meno 10 chilometri (cinque volte andata e ritorno) lungo via del Sole per scaricare l’erba nella benna che si trovava nella parte nord dell’ex-aeroporto, inquinando inutilmente l’ambiente”.

A queste argomentazioni fa seguito una serie di domande: “Il Municipio sarebbe disposto a prevedere e ad attuare in tempi brevi un programma di manutenzione delle aree verdi che favorisca la biodiversità, con la falciatura scaglionata (vale a dire tagliare prima una parte del prato, poi l’altra, dando il tempo alla parte non falciata di fiorire; il nettare e il polline dei fiori sono fonti nutritive essenziali per le api e altri insetti)? Ma anche con un taglio dell’erba meno frequente ed estremo (erba troppo corta) evitando così di danneggiare il manto erboso? Si può rinunciare a tagliare l’erba dei parchi giochi il mercoledì pomeriggio, quando i bambini hanno libero? È possibile evitare di tagliare alberi nelle zone boschive e verdi, limitandosi allo stretto necessario e rimpiazzando gli alberi abbattuti con specie indigene? Si possono ridurre le aiuole allestite con piante annuali, incentivando le bordure miste?”. Altri suggerimenti: l’utilizzo generalizzato di decespugliatori e soffiatori elettrici e una migliore organizzazione del taglio dell’erba per evitare inutili spostamenti per scaricare nelle benne (spesso troppo lontane) l’erba falciata.

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