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07.05.18 - 06:000

Gambarogno, occhi puntati sulla ferrovia

Mentre volgono al termine i lavori Ffs, osservazioni e critiche da utenti o politici locali. Le risposte del Municipio

La linea ferroviaria del Gambarogno, sulla quale sono ancora in corso lavori (sino a fine maggio sarà in cantiere l’area del sottopasso stradale a San Nazzaro e nel 2019 ci saranno opere di ultimazione), è una sorvegliata speciale. Puntati su treni e binari ci sono gli occhi della popolazione, degli utenti e dei politici locali.

Nel periodo giugno-dicembre 2017, sul tratto Contone e San Nazzaro sono stati costruiti o ampliati 14 manufatti, tra ponti, sottopassi e muri di sostegno. Sono stati eseguiti ammodernamenti sui binari tra Contone e il confine di Ranzo e sugli impianti di accesso ai treni della stazione di Magadino-Vira e delle fermate di Quartino, San Nazzaro, Gerra e Ranzo. E qualche anno fa vi era stata la posa dei ripari fonici. Lo scorso 5 marzo le Ffs hanno annunciato di aver introdotto il pulsante per la fermata a richiesta alle stazioni di Quartino, San Nazzaro e Gerra; una misura voluta per ridurre il consumo d’energia: se non ci sono passeggeri che salgono o scendono, il treno evita di fermarsi e di ripartire. Ora, a bocce quasi ferme, arrivano le osservazioni di cittadini e utenti. Tra di loro c’è chi segnala un gradino troppo alto tra marciapiede e treno alla stazione di Ranzo.

I consiglieri comunali Cleto Ferrari e Giovanni Pampuri (per Gambarogno) recentemente sono invece intervenuti con un’interpellanza che puntava il dito contro la mancanza di una recinzione del sedime ferroviario, con conseguenti rischi per fauna selvatica e persone.

Recinzione in contrasto con le esigenze forestali

Il Municipio ha risposto, ricordando che il tema è noto da tempo (era già stato segnalato nell’opposizione dell’esecutivo contro i lavori Ffs del 2015) e che la vigilanza è costante. Le Ferrovie, sempre nel 2015, avevano affermato che “per impedire la discesa dei selvatici dal bosco, bisognerebbe posare una recinzione”, misura che tuttavia “entrerebbe in conflitto con le esigenze forestali e presenterebbe pure degli aspetti negativi per la fauna in generale”. In quello stesso anno le Ffs si erano impegnate a monitorare gli incidenti con animali selvatici e la loro evoluzione, in collaborazione con L’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) e con il Cantone (Sezione caccia e pesca). Infine, nel 2016, l’Ufficio federale dei trasporti (Uft), concedendo la licenza per i lavori nel Gambarogno, aveva decretato che “Le Ffs devono monitorare la situazione degli incidenti con la fauna e la loro evoluzione. I risultati dovranno essere inoltrati alle Uft, all’Ufam e al Cantone per determinare eventuali misure appropriate nel caso di un aumento sensibile degli incidenti con la fauna di media e grossa taglia, da ricondurre alla crescita del traffico ferroviario”. Insomma, la questione è sotto esame e, se necessario, le Ffs dovranno adottare contromisure. Più in generale, il Municipio ricorda che, grazie alle lunghe trattative e alla sua posizione intransigente, sono state ottenute contropartite per circa 25 milioni di franchi. «Monitoriamo costantemente la situazione e anche per l’adeguamento dei marciapiedi abbiamo ottenuto soluzioni provvisorie in attesa di quelle definitive – afferma il sindaco Tiziano Ponti –. Uno dei problemi è il basso numero di passeggeri. Ora, con un progetto Interreg, cercheremo di spingere i frontalieri ad usare il treno. Così salveremo la linea e magari otterremo un maggior numero di collegamenti. Senza dimenticare la diminuzione del traffico stradale sulla litoranea».

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