laRegione
Samuel Golay
Locarno
06.07.17 - 17:350
Aggiornamento : 11.12.17 - 18:20

Dal governo una proposta d'intesa che piace. Ma lo sciopero continua

Alla fine c'è stato l'incontro tra il Consiglio di Stato – rappresentato dal presidente Manuele Bertoli e da Claudio Zali e Christian Vitta – e una delegazione delle organizzazioni sindacali e del personale in sciopero della compagnia Navigazione Lago Maggiore (Nlm). C'è stato e ha avuto luogo stamane a Palazzo delle Orsoline. Durante la riunione, si legge in una nota stampa, il governo ha presentato una proposta di intesa con l’obiettivo di risolvere l’attuale situazione di incertezza occupazionale e permettere in questo modo la ripresa del servizio. Si punta in sostanza al Consorzio con la Società navigazione del Lago di Lugano, la quale è chiamata ad assumere 32 dei 34 scioperanti in vista della creazione di un consorzio. Una soluzione che non spiace ai sindacati. I quali, però, intendono continuare con lo sciopero.

È stata formulata, si precisa nella nota, una proposta di sostegno concreto al progetto di un nuovo consorzio, che riprenda il servizio sul bacino svizzero del Lago Maggiore, con il coinvolgimento della Società navigazione del Lago di Lugano (Snl). Il Consiglio di Stato ha in particolare confermato quanto già comunicato il 30 giugno scorso, ovvero che il Cantone sarà in grado di finanziare parte dell’attività di linea, tramite i fondi destinati al trasporto pubblico. Per quanto riguarda le garanzie occupazionali, la proposta di intesa prevede innanzitutto che la Snl, nell’ambito del costituendo consorzio, confermi la riassunzione di tutti i 34 dipendenti residenti in Ticino che cesseranno di lavorare per Nlm a fine 2017, con l’eccezione di due collaboratori che passeranno direttamente a beneficio della pensione. È stato inoltre possibile confermare che i dipendenti riassunti possano mantenere l’affiliazione alla cassa pensioni delle Fart. Il nuovo datore di lavoro, secondo quanto prevedono le norme applicabili alle imprese che lavorano su mandato dello Stato, dovrà infine avviare negoziati con le organizzazioni sindacali per l’adozione di un contratto collettivo di lavoro. Non è per contro stato possibile comunicare al personale risultati decisivi sul tema dei livelli salariali nella fase che precederà l’entrata in vigore del contratto collettivo.

Il Consiglio di Stato ha poi informato che manterrà la data del 2 agosto per una riunione con i rappresentanti di sindacati e personale e delle società concessionarie (SNL e NLM) per presentare lo stato di avanzamento dei lavori di costituzione del nuovo consorzio. L'auspicio del governo è che le garanzie offerte permettano di giungere in tempi rapidi a un accordo fra le parti che, nell’interesse di tutti, possa porre fine all’attuale stato di sciopero e consenta di iniziare a costruire il futuro di un servizio importante per gli interessi della regione e del Cantone.

I sindacati: bene, ma i salari...

Non si è fatta attendere la reazione dei sindacati Sev, Unia e Ocst. Le maestranze, si legge in un comunicato, hanno preso atto delle aperture, in particolare per quanto riguarda la piena occupazione e l’obbligo di negoziare un Contratto collettivo di lavoro. Ma nel contempo hanno sottolineato l’assoluta esigenza delle garanzie salariali, particolarmente importante in una realtà come quella ticinese, dove i salari sono regolarmente sotto pressione. Un dato, quello salariale, molto sentito dalla popolazione ticinese, alle prese con un mercato del lavoro dove l’unica regola è spesso l’assenza di regole. Difendere i livelli salariali e contrattuali, difendere buone condizioni di lavoro è – si rimarca nella nota – un sacrosanto e irrinunciabile dovere dei sindacati. Solo in presenza di precise garanzie salariali, i lavoratori e le lavoratrici – al dodicesimo giorno di sciopero – torneranno al lavoro. La sospensione o la prosecuzione dello sciopero verranno – conclude la nota –, come sempre, votate giorno per giorno.

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