laRegione
09.12.16 - 15:43
Aggiornamento: 15.12.17 - 17:11

Le antiche faggete di Lodano candidate al patrimonio dell'Unesco, assieme al ponte sulla gola della Salgina

di Serse Forni
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© Ti-Press / Tatiana Scolari
La riserva forestale di Lodano

Nella seduta del 9 dicembre il Consiglio federale ha approvato la revisione della lista propositiva per il Patrimonio mondiale dell’Unesco. Secondo la Convenzione per la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale ciascun Paese è tenuto a stilare una lista propositiva per candidature future all’elenco del patrimonio mondiale. La Svizzera presenterà nei prossimi anni due candidature, per un sito culturale e per uno naturale: il ponte sulla gola della Salgina di Robert Maillart a Schiers (Gr) e le antiche faggete della Valle di Lodano (Ti) e del Bettlachstock (So).

Iniziamo proprio da queste ultime. Le antiche faggete del Bettlachstock (So) e della Valle di Lodano (Ti) completano la candidatura seriale dei siti nell’elenco del patrimonio mondiale delle foreste primordiali e antiche in Germania, Slovacchia e Ucraina. Si tratta di un esempio straordinario dello sviluppo ecologico eccezionale rappresentato dall’espansione delle faggete su tutto il territorio europeo dopo l’ultima glaciazione.  Le foreste della Val di Lodano e della Bettlachstock sono già oggi delle riserve forestali integrali e gioiscono di una buona protezione.

Il ponte sulla gola della Salgina nei Grigioni, opera dell’ingegnere svizzero Robert Maillard, venne costruito nel 1930 e con i suoi 90
metri di lunghezza fu a quel tempo il più grande ponte ad arco di questo genere al mondo. La nuova tipologia di ponti, allontanandosi dalle costruzioni tradizionali in pietra, era unica dal punto di vista estetico e strutturale e oggi come allora rappresenta un modello per la costruzione in cemento armato. Si tratta di un capolavoro architettonico del Ventesimo secolo e una pietra miliare dell’ingegneria civile.

I siti del Patrimonio mondiale sono siti culturali e naturali con un valore universale eccezionale. Ratificando la Convenzione sul patrimonio mondiale la Svizzera si è impegnata a proteggere, salvaguardare e conservare quelli situati sul suo territorio. Rispetto alla sua superficie e nel raffronto internazionale, il nostro Paese dispone già oggi di un notevole numero di siti iscritti nel Patrimonio mondiale. L’attuale revisione della lista propositiva deve pertanto rispettare severi criteri e prendere in considerazione unicamente quegli oggetti che hanno maggiori possibilità di essere inseriti nell’elenco. Le nuove proposte sono state esaminate da un gruppo di esperti sotto la direzione dell’Ufficio federale della cultura. L’inserimento nella lista propositiva non è necessariamente sinonimo di una candidatura all’elenco del patrimonio mondiale, ma ne è il presupposto.

Al momento, l’elenco del patrimonio mondiale conta dodici siti svizzeri: il centro storico di Berna, l’Abbazia di San Gallo e il monastero di San Giovanni a Müstair (nel 1983), i castelli, la murata e la cinta muraria di Bellinzona (nel 2000), le alpi svizzere Jungfrau-Aletsch (nel 2001, esteso nel 2007), il Monte San Giorgio (nel 2003, esteso nel 2010), i vigneti terrazzati del Lavaux (nel 2007), la ferrovia retica nel paesaggio Albula/Bernina e l’arena tettonica Sardona (entrambe nel 2008), La Chaux-de-Fonds/Le Locle, il paesaggio urbano dell’industria orologiera (nel 2009), le palafitte preistoriche nell’arco alpino (nel 2011) e l’opera architettonica di Le Corbusier, un contributo eccezionale al Movimento
Moderno (nel 2016).

 

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