Grigioni

Il Parco Val Calanca è realtà

Le assemblee comunali di Rossa, Calanca, Buseno e Santa Maria hanno detto di sì con rispettivamente il 100%, il 76%, il 90% e il 100% dei voti

(Parcovalcalanca)
29 gennaio 2023
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La Calanca avrà il suo parco naturale regionale, il primo della Svizzera italiana. Oggi, 29 gennaio, le Assemblee comunali di Rossa, Calanca, Buseno e Santa Maria hanno infatti detto di sì ad avviare la fase di esercizio decennale (2024-2033) del Parco Val Calanca, con rispettivamente il 100%, il 76%, il 90% e il 100% dei voti. «C’è grande entusiasmo, visto che la popolazione ha creduto nel progetto e lo ha sostenuto», afferma a ‘laRegione’ il presidente (nonché sindaco di Rossa) Graziano Zanardi. «Un bel segnale da parte di una valle che ha saputo cogliere questa opportunità per garantire uno sviluppo sostenibile», sottolinea da parte sua il direttore Henrik Bang. Ora manca ancora la decisione dell’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) che dovrà accogliere a sua volta il progetto. Si tratta però solo di una formalità che permetterà al Parco di essere inaugurato ufficialmente a fine estate o inizio autunno, dopo che l’Ufam avrà assegnato il marchio di Parco. Nel frattempo si procederà a raccogliere ed elaborare progetti che nascono dal basso, dalla collaborazione tra Comuni o tra categorie economiche (turismo, agricoltura, artigianato, cultura, manifestazioni o di valorizzazione dei prodotti).

Progetti a favore della popolazione locale

Si tratta di «un progetto economico a favore di una zona periferica che ha bisogno di essere sostenuta», precisa Zanardi. L’approvazione, con una larghissima maggioranza, da parte della popolazione (circa il 90%) è però solo «il primo passo: quello più importante sarà mettere in pratica gli obiettivi del Parco. Ora dovremo infatti lavorare in modo concreto sui vari progetti a beneficio della valle». Si tratta di una passo «molto importante per la popolazione locale – aggiunge Bang –, visto che con il Parco si generano gli strumenti per iniziare progetti o attività, rendendo così la valle più attrattiva, con una qualità di vita interessante».

Oltre un milione a disposizione

In estrema sintesi l’Ente Parco Val Calanca sostiene i Comuni, assumendo il ruolo di piattaforma di coordinamento, di fornitore di servizi e (soprattutto) di promotore di progetti per lo sviluppo sostenibile della valle. Una valle confrontata negli ultimi anni con problemi legati all’invecchiamento della popolazione e allo spopolamento. Grazie all’importante budget – per la fase di esercizio si parla inizialmente di 1,1 milioni di franchi annui, di cui 110mila messi dall’Ente (60mila garantiti dai Comuni), 440mila dal Cantone dei Grigioni e 550mila dalla Confederazione – il Parco valorizza infatti il territorio, rafforza l’economia, promuove la cultura così come le tradizioni locali, rendendo attrattiva la valle e portando di conseguenza benefici per la popolazione (come l’insediamento di nuove attività e di conseguenza posti di lavoro).

Biodiversità, economia e sensibilizzazione

I principali obiettivi del piano di gestione della fase di esercizio sono la conservazione e la valorizzazione della biodiversità e del paesaggio, il rafforzamento delle attività economiche sostenibili e la sensibilizzazione ed educazione ambientale. E in questo senso qualcosa è già stato fatto negli ultimi quattro anni di ‘apprendistato’, ovvero nella fase di candidatura. Citiamo ad esempio il recupero di quattro ettari di selva castanile nel Comune di Buseno, il ripristino di un biotopo (torbiera bassa) a Giova o il risanamento di oltre 1’700 metri di muri a secco a Scatta-Calvari. In questo contesto il Parco intende anche valorizzare le vie storiche, come l’itinerario culturale ViaCalanca o la mulattiera che dal fondovalle porta a Braggio. Per quanto riguarda l’economia sostenibile, sono già stati organizzati corsi di formazione per contadini e si cerca di promuovere i prodotti locali, così come il legame indigeno. Non va poi dimenticato il turismo: in questo settore non si vuole puntare sul turismo di massa, ma su visitatori che apprezzano le peculiarità della valle e che sono disposti a contribuire al suo sviluppo. In questo senso è anche fondamentale il ruolo della popolazione locale, da cui dipende la cura del territorio, la salvaguardia delle tradizioni, l’accoglienza e quindi il futuro della valle. Non da ultimo la sensibilizzazione e l’educazione ambientale sarà rivolta ai residenti, alle scuole e ai visitatori. In particolare sono previsti spazi e infrastrutture per approfondire argomenti specifici (segnaletica, aule didattiche, percorsi tematici con cartellonistica, infopoint e così via).

Ricordiamo che il Parco Val Calanca si estende su quasi 140 km2 (di cui il 48% sono boschi) su cinque Comuni – Mesocco, pur non partecipando finanziariamente al progetto, ha deciso di mettere a disposizione alcune porzioni non abitate del suo territorio –. Le riserve forestali sono pari a 4,5 km2 e la bandita di caccia si estende su 19 km2. Con meno di 600 abitanti diventa quindi il parco naturale regionale con la minor densità di popolazione. Sono inoltre presenti sei insediamenti di importanza nazionale e tre di importanza regionale, oltre a 40 beni culturali con oggetti di importanza nazionale o regionale.

‘I cittadini di Castaneda hanno mostrato interesse’

Parco che in futuro potrebbe anche espandersi: in particolare si pensa al Comune di Castaneda, l’unico della valle che non ha aderito al progetto. In ogni caso, «la popolazione ha già mostrato interesse, partecipando ad attività e alle serate pubbliche», sottolinea Bang. Inoltre, «collaboriamo già con Castaneda e magari, vedendo quello che realizzeremo e i benefici per la valle, autorità e popolazione si convinceranno maggiormente sulla bontà del progetto». Tuttavia, il Comune dovrà aspettare almeno fino al 2028 per entrare a far parte del parco naturale regionale.

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