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14.06.21 - 11:12
Aggiornamento: 19:37

Cadono aliante e aereo: cinque morti a Bivio, anche un bimbo

L'incidente è accaduto sabato nei Grigioni; il velivolo da turismo con tre passeggeri a bordo era diretto a Locarno

Cinque persone sono morte in due incidenti aerei avvenuti sabato sopra Bivio, nei Grigioni. Un velivolo a motore (con a bordo il pilota e tre passeggeri, tra cui un bambino) e un aliante si sono infatti schiantati, per motivi che l'inchiesta in corso dovrà stabilire. Non è ancora chiaro vi sia stata una collisione tra i due mezzi.

Stando alla polizia cantonale grigionese, l’aliante, con solo il pilota a bordo, era decollato da Amlikon, nel Canton Turgovia, mentre l’aereo da turismo, era partito dall'aeroporto di Neuchâtel che si trova più precisamente a Colombier. Il velivolo tipo Robin DR400 con i passeggeri (un uomo, una donna e un bambino) ha poi fatto scalo a Samedan, nei Grigioni, prima di decollare, alle 17.20, alla volta di Locarno.

Inizialmente sembrava esserci stato un solo incidente: sabato verso le 21.30 la Rega ha infatti avvisato la polizia cantonale retica che un aliante si era schiantato al di sopra di Bivio e che il pilota era deceduto. Tuttavia, a causa delle condizioni meteorologiche avverse – così hanno indicato le autorità –, non è stato possibile un intervento sul luogo dell’incidente situato a 2’700 metri di altitudine.

I soccorritori si sono dunque recati sul posto solo il giorno successivo, ovvero domenica, constatando poi che in realtà gli incidenti erano stati due: durante le operazioni di recupero hanno infatti avvistato l'aereo da turismo che si è schiantato a circa un chilometro di distanza dall'aliante. Anche in questo caso non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di tutti i quattro occupanti. 

Identificazione delle vittime in corso

Fino a ieri l’identificazione formale delle vittime non era ancora terminata. Stando a un comunicato della polizia cantonale di Neuchâtel, due neocastellani erano a bordo dell’aereo. Il Ministero pubblico e la polizia del cantone romando – in collaborazione con le autorità retiche – hanno quindi immediatamente istituito un’unità di supporto psicologico per le famiglie delle vittime. L'inchiesta per determinare le cause dei due incidenti è di competenza del Ministero pubblico della Confederazione ha aperto un’inchiesta per determinare le cause dei due incidenti e del Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (Sisi) che ha da parte sua cominciato le sue investigazioni tecniche. Dovrà in particolare determinare se vi sia un legame tra i due incidenti. Infatti, non è ancora chiaro se i due velivoli siano entrati in collisione prima di precipitare.

Nessun piano di volo trasmesso

All’Aeroporto Cantonale di Locarno, dove il velivolo partito da Colombier sarebbe dovuto giungere nella serata di sabato (attorno alle 18.30, poco prima della chiusura, dopo lo scalo tecnico a Samedan), non si era a conoscenza di un eventuale piano di volo inoltrato prima della partenza. In Svizzera, infatti, come ci ha spiegato un esperto d’aviazione da noi interpellato, per gli spostamenti interni non è necessario presentarlo. Basta infatti un semplice avviso di volo da parte del pilota (le autorità di controllo dello spazio aereo, in questo caso, non ‘supervisionano’ il viaggio in tutta la sua durata). Piano che invece viene richiesto se gli aeromobili sconfinano (anche solo brevemente) fuori dal nostro Paese. Su quelle che potrebbero essere le cause dello schianto, tiene banco l’ipotesi di una collisione in volo nei cieli della regione dello Julier.

Il Flarm rende quasi impossibile una collisione in quota

«Uno scontro tra due velivoli in quota è cosa assai rara – prosegue l’intervistato – anche perché oggi gli alianti hanno a disposizione, a bordo, un affidabile dispositivo anticollisione, il Flarm, che rende attento il pilota sulla presenza di eventuali velivoli nelle vicinanze. Dispositivo che non è obbligatorio ma che ha conosciuto una notevole diffusione dalla sua introduzione e che funge anche da ‘registratore di volo’, una sorta di scatola nera che sicuramente tornerà utile agli inquirenti. Il Flarm, praticissimo per chi pratica volo a distanza, non è obbligatorio nemmeno sui piccoli aeroplani da turismo come quello precipitato sabato».

A ogni buon conto, la visibilità, lo scorso fine settimana, sulle Alpi retiche (e svizzere in generale) non era delle peggiori. Lo provano i cieli alquanto trafficati. A questo punto, però, v’è da chiedersi cosa ci facessero lì, entrambi i velivoli, all’interno di una zona toccata dal maltempo sì ma assai ristretta nelle dimensioni, con correnti forti e poca visibilità. La logica avrebbe dovuto imporre loro di cambiare corridoio di volo ed evitare la perturbazione locale. Come detto, sarà comunque il Sisi stabilire l’esatta dinamica della disgrazia.

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