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Federali 23, Brenno Martignoni Polti a disposizione in casa Udc

Il presidente della sezione di Bellinzona, già sindaco e già granconsigliere, ha espresso la sua disponibilità alla commissione cerca

Un carriera politica che ha attraversato tre decenni
(Ti-Press)
19 maggio 2023
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Brenno Martignoni Polti potrebbe risultare nella rosa democentrista in corsa alle elezioni federali del 22 ottobre? L’ipotesi non è peregrina. Nei giorni scorsi il presidente Udc di Bellinzona ha dichiarato la sua disponibilità alla commissione cerca, coordinata da Sergio Morisoli, per un seggio al Consiglio nazionale. Il già sindaco della Turrita fra il 2004 e il 2012, dapprima come Plr e poi come Noce, vanta ancora sostegni trasversali. E sono parecchi quelli che lo vorrebbero vedere in corsa come rappresentante del Bellinzonese, a fronte della tendenza ‘luganocentrica’ che sembrerebbe profilarsi. La riconquista del terzo seggio di area nella Camera del popolo, oltre alle riconferme del presidente nazionale Marco Chiesa agli Stati e di quello cantonale Piero Marchesi al Nazionale, «potrebbe essere un punto di partenza proficuo per dare man forte al partito per le federali», dichiara Martignoni Polti alla ‘Regione’. Nel 2019, ricordiamo, l’area Lega/Udc aveva perso uno dei tre seggi alla Camera bassa, quello fino ad allora occupato dalla non rieletta Roberta Pantani e finito in mani Verdi/Ps.

‘Un moderato come Ogi’

Classe 1962, avvocato e notaio di professione, oggi consigliere comunale, Martignoni Polti è un democentrista ‘sui generis’: come si colloca in un partito che trova la sua fortuna in un contesto vieppiù polarizzato? «Nell’area più moderata dell’Udc, alla Adolf Ogi per intenderci», risponde: «Se risalgo ai miei debutti nei Giovani liberali radicali ticinesi, ritrovo i modi e le idee che porto avanti, tutt’ora, quale esponente Udc, verso le diverse sensibilità interclassiste e sociali. Dopodiché, è evidente che l’Udc incrocia pure matrici liberali radicali. Nella misura in cui ne condivide i principi e, a volte li fa propri, sul fronte. Non credo peraltro di poter essere smentito se affermo che i migliori Udc sono tutti ex liberali. Me lo disse tempo fa un ex collega confederato, ora anche lui democentrista».

‘Per una socialità amica’

Presidente dell’Udc della capitale ticinese dal 2021, eletto municipale nel 2000, Martignoni Polti, forte del riconoscimento Unesco per i castelli, aveva da subito portato venti nuovi nella politica culturale e dei grandi eventi a Bellinzona, quale capodicastero e presidente dell’Ente turistico. Due volte vincitore al ballottaggio per la poltrona di sindaco, dapprima come Plr e poi come Noce, da lui stesso fondato. Nel 2007 era stato eletto in Gran Consiglio con l’Udc di Paolo Clemente Wicht, al suo fianco nella lotta all’inceneritore di Giubiasco con i compianti Alex Pedrazzini e Sidney Rotalinti. Dopo una breve parentesi al di fuori della politica attiva, il ritorno nell’Udc di Piero Marchesi: «Il mio sbocco qui non può prescindere dal movimento libero e indipendentista del Noce, capillare sul territorio fin dalla sua costituzione. Uguale condensato di tenacia per la sovranità e l’indipendenza del nostro Paese». La domanda s’impone: quali potrebbero essere i temi forti del candidato Martignoni Polti in un partito profilato a destra? «Mai come ora, partendo dai livelli locali, abbiamo bisogno di presidiare le mura, di difendere con intelligenza le nostre conquiste. Riaffermando le vocazioni a misura della gente e le sue sensibilità rivolte a una socialità amica».

Dalle Amb in avanti un politico di traverso

Lo sguardo va indietro nel tempo: «Da noi, il partito agrario, è nato a Bellinzona un secolo fa da un risoluto manipolo di ‘operai della terra’. Non a caso sempre a Bellinzona la gente, nel 2001, ha bocciato la vendita delle Amb» che aveva appunto visto l’allora municipale Plr schierarsi contro il proprio partito. «La rivolta delle Officine del 2008 – prosegue – è fieramente partita dal cuore della capitale. Quello che importa è la ‘sacra fiamma’, lo spirito di servizio che spinge a metterti a disposizione attivamente e con passione della collettività. Altrimenti, tutto si traduce in rigide logiche di bottega che, oggi più che mai, fanno acqua, di fronte ai moti popolari che chiedono di dare anzitutto spazio alle persone e alle loro idee, piuttosto che alle compagini a senso unico». Un’opinione assai profilata che potrebbe non piacere ai democentristi ‘puri e duri’. «Certo. La mia è una linea precisa senza fronzoli e con una storia incentrata sul fare più che sul dire», risponde Brenno Martignoni Polti.

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