laRegione
01.08.22 - 22:41

Un brano tira l’altro: ‘Lavoro già all’album del 2023’

Michel Steyaert di Claro racconta la sua maturazione in ambito musicale. La prima fatica ‘20 anni’ presto a disposizione su Spotify

di Iaco Salvioni
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Si arricchisce di nuove sfide la carriera musicale di Michel Steyaert. Il giovane di Claro, terminata la pausa presa per assolvere gli obblighi militari, ha ripreso a scrivere e a musicare canzoni e ha recentemente pubblicato il suo primo album. S’intitola ‘20 anni’, ossia la sua età, e i testi parlano della sua vita, di come sia giovane e si diverta a fare ciò che più desidera. Ma anche di come abbia passato dei periodi più difficili: «Infatti il brano ‘Tutto nero’ parla di un momento buio». A poche settimane dall’uscita, il lavoro ‘20 anni’ ha superato le 80mila visualizzazioni. Composto da cinque brani, l’album è per il momento disponibile solo su Youtube, ma nei prossimi giorni sarà pubblicato anche su Spotify. «Abbiamo scelto di non renderlo disponibile anche in Cd – spiega Michel alla ‘Regione’ – a causa dei costi decisamente elevati; inoltre oggigiorno la musica viene ascoltata principalmente sui siti di streaming». Da poche settimane è stata anche rilasciato il nuovo brano estivo ‘Claro’.

La formazione prosegue a Tenero

Michel frequenta il Centro sportivo nazionale della gioventù di Tenero dove ha sede la Scuola cantonale per gli sportivi d’élite. Terminato il tirocinio, questa soluzione gli permette di proseguire la formazione in ambito commerciale e, parallelamente, di continuare a recarsi regolarmente a Torino nello studio dove sviluppa e registra le canzoni. Il fatto di aver firmato un contratto con la casa discografica Rkh gli ha permesso di frequentare la scuola di Tenero. Ciò che rappresenta una soluzione ideale. «Se non potessi seguire le lezioni a distanza offertami dalla Scuola per sportivi d’élite, sarebbe molto più difficile continuare la carriera musicale e ottenere al contempo anche il diploma, considerate le 16 ore a settimana di lezioni con il maestro di musica e le sedute di registrazione in studio a Torino».

‘Team fondamentale, anche il mental coach’

Oltre alle doti personali e artistiche – gli chiediamo – cos’altro necessita un giovane che intende affermarsi nel non facile mondo della musica pop, notoriamente affollato e competitivo? «Sono seguito da una squadra di professionisti che mi aiutano a scrivere e a organizzarmi in molte situazioni. E c’è anche una parte di supporto emotivo», sottolinea il ventenne di Claro. La squadra è composta da un producer cui Michel sottopone i testi dei brani: «Insieme poi componiamo le canzoni». C’è anche un tour manager, che si occupa di organizzare i concerti e gli eventi; nonché un press office che redige e invia i comunicati stampa gestendo la promozione in generale; e infine il mental coach che lo sostiene assicurando un supporto personale e la preparazione psicologica. «Prima di dedicarmi professionalmente alla musica non immaginavo che un giorno avrei potuto o dovuto far capo a un sostegno di questo tipo», dice Michel riferendosi al mental coaching: «Ma si tratta forse di una delle parti più importanti. Da fuori, è difficile immaginare quanto tutto questo possa essere provante a livello psicologico».

Il primo concerto live, altri seguiranno

Oltre alle registrazioni c’è poi il côté della musica live: «Recentemente ho partecipato a un concerto come artista di spalla. Si è trattato di un evento di dimensioni limitate, che si è rivelato un buon inizio per me», sottolinea. Il concerto si è svolto a Torino durante la festa per i dieci anni della casa discografica Rkh: «È stato senza dubbio emozionante, ho avuto la fortuna di trovarmi vicino ad artisti noti. Ora che ho firmato il contratto dovrei partecipare a più concerti, magari qualcuno anche in Ticino… Stiamo già fissando le prime date».

Ispirato dai genitori e dalla zia Judith Emeline

Michel ha iniziato a imbracciare la chitarra giovanissimo, a soli quattro anni: la musica gli è sempre piaciuta, non da ultimo perché già sua madre suonava la chitarra, mentre il padre ha sempre ascoltato molta musica in casa. Quindi all’età di 14 anni «ho iniziato a seguire mia zia nello studio di registrazione». La parente in questione è Judith Emeline, cantante poliedrica di origini giamaicane molto conosciuta in Ticino. «L’ambiente è interessante, si fanno molte conoscenze. Per esempio ricordo quella volta che vidi all’opera Sebalter in studio». Dopo aver terminato l’apprendistato d’impiegato di commercio, Michel aveva deciso di tentare con un primo brano coinvolgendo il chitarrista ticinese Lupo Lupazzi. Buona la prima, come si dice. Così, la canzone successiva l’ha invece scritta e composta da solo. S’intitola ‘Ricordati’ e grazie ad essa il giovane artista ha attirato l’attenzione della casa discografica Rkh: «Ed ora posso confrontarmi con artisti professionisti conosciuti». Il cammino è ormai lanciato: sempre recentemente «ho firmato per un nuovo album la cui uscita è prevista nel 2023. Siamo già al lavoro, buona parte dei brani è pronta e nelle prossime settimane ci ritroveremo per lavorare intensamente», conclude entusiasta Michel Steyaert.

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