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13.05.21 - 15:15

Anche col nuovo auditorium Sobrio resterà 'un'oasi di pace'

Mauro Harsch, presidente dell'associazione Ars Dei, risponde alle critiche formulate dall'ex sindaco e tre cittadini sulla nuova sala-teatro prevista

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Il pianista Mauro Harsch (Ti-Press)

“Se Sobrio diventasse meta di turismo di massa il progetto crollerebbe”. Non si è fatta attendere la risposta alle critiche espresse dall'ex sindaco della località nella Traversa medioleventinese Adriano Milani affiancato da tre altri abitanti sul previsto nuovo auditorium musicale progettato da Mario Botta. Secondo il pianista Mauro Harsch – presidente dell'associazione Ars Dei che da anni promuove il Villaggio della musica – “il cuore e il successo dell’iniziativa sta proprio nell’aver creato un progetto artistico in una vera e propria ‘oasi di pace’, e tale deve restare!”, si legge in una lunga presa di posizione. La tranquillità del villaggio non sarebbe dunque compromessa, al contrario di quanto sostengono gli oppositori al progetto.

‘Nessun aumento dei visitatori’

Un progetto che è stato definito “faraonico” dai critici, ma che, secondo Harsch, tale non è: “Botta ha progettato una piccola sala, non una cattedrale”. Infatti, “i posti a sedere previsti sono 180, equivalenti a quelli disponibili nella chiesa locale che è attualmente utilizzata per il SobrioFestival”. Quindi “non ci sarà quindi alcun aumento di visitatori né si creeranno disagi agli abitanti della Traversa”. La costruzione del nuovo auditorium è piuttosto pensato per rispondere “alla costante crescita del numero di artisti, di giovani musicisti e di compagnie di danza che desiderano collaborare con il Villaggio della musica”. Attualmente “dobbiamo regolarmente rifiutare le domande per mancanza di spazi”, precisa il presidente di Ars Dei. Concretamente, con la nuova sala-teatro “le manifestazioni pubbliche saranno 10-15 all’anno, ripartite tra aprile e ottobre. Il 90% dell’utilizzo della sala sarà infatti destinato a prove, workshop, corsi, settimane di studio e registrazioni”.

Molte iniziative concrete e ‘non sogni’

Nella lettera che gli oppositori al progetto Botta hanno inviato al Municipio di Faido, si parla anche di “fantomatico Villaggio della musica” e dei “sogni del signor Harsch”. Quest'ultimo nel suo scritto conferma che “l’idea iniziale era nata da un mio sogno, e cioè quello di poter avere a disposizione una casa per i miei allievi e amici musicisti, dove organizzare weekend di studio e piccoli recital privati”. Inizialmente è così stata acquistata Casa Mahler e “da lì, quasi inspiegabilmente, il progetto ha destato sempre maggiore interesse, estendendosi a macchia d’olio”. È poi nata l'idea “di creare un piccolo agglomerato di case (attigue a Casa Mahler) intitolate a grandi musicisti. In seguito, molti proprietari di case primarie e secondarie a Sobrio – entusiasti dell’idea – hanno chiesto di intitolare anche le loro case a celebri compositori, ordinando le targhe a loro spese. Tutto questo (salvo un paio di eccezioni) senza alcuna richiesta da parte del ‘promotore’, come vogliono far credere i firmatari, i quali affermano, con spirito quasi offensivo, di non intravvedere nei domiciliati e villeggianti che hanno voluto le targhette ‘una particolare sensibilità musicale’”. Dopo Casa Mahler, l'associazione ha acquistato anche Casa Poulenc, “punto d’appoggio per l’alloggio degli studenti e dei musicisti”, e successivamente son nate “importanti iniziative” che si svolgono ogni anno, come il SobrioFestival, “che in questi primi anni ha portato a Sobrio oltre 4'000 spettatori“. Nel 2019 è poi stata istituita “la SobrioFestival Academy che organizza importanti masterclass in Casa Mahler con artisti di fama internazionale, tra cui membri dei Berliner Philharmoniker”. Inoltre, “quest’anno inizierà la collaborazione con l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano”. Infine, sono in corso trattative “per l’acquisto e la ristrutturazione dell’albergo locale e di una dépendance” e per ristrutturare due case private “che potranno ospitare musicisti della Terza età e appassionati d’arte”. Insomma, “tutte queste iniziative costituiscono delle realtà, non ‘sogni’”.

Più lavoro per imprese locali e musicisti 

Iniziative che “hanno dato e daranno lavoro a tante imprese locali. Idem per la costruzione della Sala Botta”, sostiene Harsch. Inoltre, “il festival, le varie manifestazioni e i corsi daranno lavoro a giovani musicisti, a imprese di trasporto, agenzie di viaggio, tipografie, tecnici, accordatori, negozi di strumenti. Le case d’accoglienza per studenti e docenti, le due case anziani musicisti, l’albergo e i ristoranti offriranno nuove opportunità lavorative (cuochi, assistenti, personale per le pulizie, lavanderie, giardinaggio, attività ricreative e sportive e tanto altro)”. Infatti, “il Municipio ha sempre sostenuto tutte le attività del Villaggio” e anche gli incontri con il Dipartimento del territorio e Mario Botta “si sono svolte in un clima di grande cordialità e interesse”.

Biasca non rappresenterebbe un'alternativa

I critici nella loro lettera affermano anche che una sala da concerto è prevista a Biasca, nel futuro polo multiculturale abbozzato da Supsi e Comune. Quella di Sobrio rappresenterebbe dunque un doppione. Tuttavia, secondo Harsch, “le multi-sale previste dalla Supsi a Biasca non sarebbero in alcun modo adattabili alle nostre attività e necessità”. Infatti, la sala-teatro prevista a Sobrio, che “non servirebbe solo per concerti pubblici, ha un senso unicamente se inserita nell’intero contesto del Villaggio”.

Insomma, stando a Harsch, “Sobrio possiede grandi potenzialità di sviluppo senza tuttavia dover aumentare il numero delle costruzioni esistenti e il traffico locale”. E, non da ultimo, “il Villaggio della Musica costituisce davvero un progetto concreto e duraturo, come pure un gesto di solidarietà nei confronti di tanti giovani artisti, i quali – proprio in questo particolare periodo storico – si trovano in situazioni di precarietà desolanti”.

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