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Bellinzona
12.07.17 - 06:500
Aggiornamento : 15.12.17 - 17:12

A Bellinzona mozione contro la violenza sulle donne. E i firmatari della lettera contro i post razzisti aumentano

Aprire al più presto uno sportello comunale contro la violenza domestica, studiare la possibilità di creare in città una struttura di accoglienza protetta per le donne vittime di violenza e sviluppare una campagna di prevenzione su tutto il territorio comunale. Sono queste le richieste contenute in una mozione inoltrata negli scorsi giorni dalle consigliere comunali Mps Angelica Lepori Sergi e Monica Soldini alla presidenza del legislativo di Bellinzona. Il documento prende spunto dal decesso, avvenuto settimana scorsa, di una 24enne eritrea a causa della caduta dal balcone situato al quinto piano; un gesto per il quale il marito è indagato per omicidio intenzionale. “Nella maggior parte dei casi, e così è stato anche nell’episodio di Bellinzona – scrivono le consigliere –, la situazione di degrado e di violenza era già nota alla polizia che era intervenuta per sedare alcune liti tra i coniugi senza però poi poter evitare il deteriorarsi della situazione. Questo, verosimilmente, dimostra la debolezza e l’inadeguatezza delle misure di prevenzione e di sostegno alle vittime messe in atto fino ad oggi”.

In generale, aggiungono, “la violenza domestica è spesso la reazione a un atto di libertà della donna, alla scelta della separazione o alla denuncia di maltrattamenti e minacce”. Vengono forniti anche alcuni dati di polizia: in Svizzera nel 2016 si sono registrati 17’685 casi di violenza domestica, pari a un aumento del 2% (+388 reati) rispetto all’anno precedente. Nello stesso anno, la violenza domestica ha causato 19 vittime, per lo più donne (95%) e persone adulte (95%) e nel 90 per cento dei casi gli autori erano di sesso maschile. La mozione dovrà essere avallata dal Cc.

I firmatari della segnalazione in Procura sono già 68

Intanto sono aumentati i firmatari della segnalazione che verrà inviata in Procura riguardo a due post considerati razzisti pubblicati su Facebook dopo la morte della 24enne. Da una quarantina, ieri i firmatari hanno raggiunto quota 68. Da noi contattato per sapere se il Ministero pubblico stia già indagando sulla questione – ricordiamo che il reato di discriminazione razziale è perseguibile d’ufficio – il portavoce Saverio Snider spiega che per ora nessun’inchiesta è in corso.

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