laRegione
24.09.22 - 11:44

Arnold Rikli, il dottore del Sole

Il pioniere del ‘turismo’ della salute era svizzero. Nell’800 mise a punto un metodo di cura basato su luce, aria e acqua (applicato anche in Ticino)

di Alba Minadeo
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Arnold Rikli (1823-1906) a Veldes nel 1875.
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Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato a laRegione

"Questa non è un’ondata di caldo tradizionale, un momento in cui prendere il sole al parco", scriveva il giornalista britannico Will Hutton sul periodico Internazionale il 22 luglio scorso, quando a Londra c’erano temperature di 40 °C. Chissà che cosa avrebbe detto Arnold Rikli, il "dottore del sole", il "guaritore" che aveva fatto dell’elioterapia il suo credo. Oggi, quando ci esponiamo a lungo al sole, dobbiamo difenderci dai raggi ultravioletti nocivi per la nostra pelle con creme protettive ‘fattore 50+’, stare sotto l’ombrellone o usare un parasole come le giapponesi. Le donne dell’Ottocento andavano in spiaggia vestite di tutto punto, non soltanto per pudore ma perché la pelle chiara era aristocratica e soltanto chi lavorava sotto il sole era abbronzato (un po’ il contrario di oggi: chi ha preso la tintarella è stato in villeggiatura, chi è bianco no). Ma a quel tempo c’era anche chi si metteva nudo al sole, seguendo i consigli di Rikli, che nel 1855 fondò sul Lago di Bled, oggi Slovenia, un "resort" per cure basate sugli effetti della luce e del sole, dell’aria e dell’acqua sul corpo umano. Un luogo che divenne presto famoso e dove accorsero pazienti da tutta Europa. Rikli, ideatore del concetto di dinamismo nella cura, rivoluzionario per l’epoca, proponeva la "terapia atmosferica" tramite l’alternanza di bagni caldi e freddi, di sole e aria, e il camminare a piedi nudi nell’erba, per sollecitare in modo naturale la pelle, attivare così la circolazione e la disintossicazione dell’organismo. Il sanatorio chiuse nel 1918, 12 anni dopo la morte del suo fondatore, avvenuta nel 1906 a Sankt Thomas.


Fidus, "Lichtgebet" (Saluto alla luce), 1894.

Guarigione naturale

Arnold Rikli nacque nel 1823 a Wangen an der Aare, figlio del proprietario di una grande tintoria. Con il fratello Karl installò a Seebach, in Austria, una nuova fabbrica di tintura della pelle. A contatto con le sostanze chimiche, nel 1852 si ammalò e per disintossicarsi si recò nel villaggio di Veldes, ai piedi delle Alpi Giulie, dove sviluppò il suo personale regime di guarigione: nuoto in acqua fredda, esposizione alla luce del sole e passeggiate sulla vicina collina Straža, attività preferibilmente svolte da nudo, che poi estese agli ospiti del suo sanatorio, fondato proprio lì qualche anno più tardi, abbandonando la precedente attività. La gente del posto soprannominò Rikli švajcar (ragazzo svizzero) e "medico solare" perché promuoveva l’abbronzatura. Oltre alle persone in cerca di guarigione, a Bled (considerata una delle migliori destinazioni turistiche dell’Impero Austro-Ungarico) arrivava pure chi desiderava trascorrere le vacanze in un ambiente sano. Rikli era anche un sostenitore del movimento Lebensreform (riforma della vita), il cui nucleo formativo era la Comune Humanitas di Himmelhof (Vienna), fondata nel 1897 da Karl Wilhelm Diefenbach (1851-1913). Quando questa comunità fece bancarotta, si trasferì a Capri. Pittore e riformatore sociale tedesco, Diefenbach è considerato il "capostipite dei movimenti alternativi", uno dei più importanti sostenitori del Freikörperkultur (naturismo) e del movimento per la pace. Lui stesso era stato curato da Rikli, dopo che gli si paralizzò il braccio destro a causa della febbre tifoide e di un’operazione fallita. Si trasformò nell’apostolo dello stile di vita naturale di Rikli e fu anche l’ispiratore della colonia salutista del Monte Verità ad Ascona, fondata nell’autunno 1900 dal suo allievo Gusto Gräser, con Henri Oedenkoven e Ida Hofmann. Divenuto poi sanatorio naturista, gli ospiti soggiornavano in capanne "aria-luce" , mangiavano vegetariano (un esempio di menu: due arance, otto noci del Brasile, sei datteri e riso al pomodoro), danzavano e coltivavano nudi, e per questo venivano chiamati, come è noto, balabiott. L’abbigliamento riformato era tra le regole di queste comuni, che si rifacevano anche a Eduard Baltzer (1814-1889), fondatore nel 1867 della prima organizzazione vegetariana in Germania. Questo religioso, teologo e scrittore tedesco, a sua volta, fu influenzato dal libro del 1866 Die naturgemäße Diät, die Diät der Zukunft (La dieta naturale, la dieta del futuro) di Theodor Hahn (1824-1883), farmacista, medico e scrittore tedesco, naturalizzato svizzero, pioniere della dieta vegetariana a scopo terapeutico, fondatore di due case di cura nel Canton San Gallo.


Pellizza da Volpedo, "Il sole", 1904.

ABBRONZARSI OGGI

Un secolo e mezzo fa ci si poteva curare con il sole senza problemi perché non era "malato" , come cominciò a dire certa stampa, in modo erroneo e schematizzato, quando si scoprì il buco nello strato di ozono che, in certe località del pianeta, lasciava passare le radiazioni ultraviolette dannose. L’abbronzatura, di per sé, è una sorta di filtro solare naturale, che la pelle autoproduce per proteggersi ma non la fa abituare al sole, perché la porzione di melanina è determinata geneticamente. Il sole stimola le cellule che producono tutta la melanina che sono in grado di produrre, ma non di più. Una volta si sentiva parlare molto meno delle malattie degenerative della pelle. Solo nel 1970 un numero sempre maggiore di ricerche ha dimostrato che l’esposizione solare gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di alcuni melanomi, e negli anni 1990 si è iniziata a praticare la dermoscopia, l’analisi della cute. Le cure elioterapiche esistono ancora oggi, ma devono essere eseguite con attenzione, considerando benefici, rischi e alternative, come per qualsiasi altra terapia medica. Ora tutti sanno che è buona norma utilizzare delle protezioni solari efficaci ed evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, anche se, paradossalmente, è proprio in queste fasce che sono concentrati i raggi UVB, grazie ai quali il nostro organismo trasforma la vitamina D nella sua forma attiva D3 (diventata preziosa in tempo di Covid-19), ormone essenziale per la salute del corpo umano.


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