laRegione
17.01.22 - 10:39
Aggiornamento: 16:27

L’arte ‘sociale’ di Manuela Villa-Petraglio

"Vado in studio, resto lì… a respirarne l’aria, tasto l’atmosfera, cerco di estraniarmi dal mondo esterno per entrare in una comunicazione con me stessa”

di Marco Jeitziner
l-arte-sociale-di-manuela-villa-petraglio
© Sylvana Raschke

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato settimanale de laRegione

Classe 1961, è nata a Mendrisio, vive e lavora ad Arzo. Ha conseguito la patente di insegnante di scuola elementare, si è diplomata in pittura alle Belle Arti di Brera e ha studiato a Parigi a l’Académie de la Grande Chaumière. Si è formata in educazione creativa con Arno Stern, si è diplomata in lavoro sociale e ha conseguito un Master in artiterapia. L’incontro con lo scultore italiano Angelo Tenchio nel 1992 segnerà la sua crescita personale ed artistica. Ha esposto in Svizzera, a Como e a Parigi. È socia di Visarte-Ticino dal 1999. È docente all’Istituto S. Angelo di Loverciano.

Già da bambina amava disegnare e dipingere: “Tutte le attività creative in genere mi entusiasmavano. Crescendo questa mia passione si è intensificata sempre più” ci racconta l’artista. Persona sensibile, ad accompagnarla c’è sempre stato anche uno spiccato interesse rivolto al campo del sociale, infatti “l’incarico come educatrice all’Istituto S. Angelo di Loverciano mi ha stimolata a continuare la formazione professionale di educatrice sociale” spiega.

Guardare l’altro

Da giovane ha fatto di tutto e viaggiato tanto. “Ho lavorato nei campi più disparati, ho viaggiato per mesi nel Sud-est asiatico e in America centrale, attirata dal confronto con altre culture e altri popoli. Contemporaneamente ho vissuto un periodo molto ricco dal punto di vista artistico” spiega. Poi ecco il desiderio di diventare genitore: “Ho sospeso, durante circa tre anni, l’attività professionale in campo sociale per occuparmi di mia figlia adottata in Etiopia”, e poi ancora il richiamo alla cura dell’altro: “Con il desiderio di coniugare le attività professionali che avevo parallelamente praticato, l’arte e la relazione di aiuto, ho conseguito un Master in artiterapia”.

Dipingere intuizioni

Benché si sia avvicinata anche alla scultura, fondamentalmente è una pittrice. Il suo atelier è pieno di disegni e tele ammassati ovunque, grandi dipinti arrotolati appesi all’esterno in occasione del “World Art Day 2021”: si capisce che ama sia i colori sia le sfumature di nero. Vediamo animali, corpi femminili, volti di donne. “Inizio il lavoro mettendo in scena una specie di rituale. Ogni volta devo riappropriarmi dello spazio; vado in studio, resto lì… a respirarne l’aria, tasto l’atmosfera, cerco di estraniarmi dal mondo esterno per entrare in una comunicazione molto diretta con me stessa”. Petraglio spiega che così si stacca dalla volontà, la mette da parte e si pone in ascolto: “Lascio che siano i fogli, le tele a parlarmi, aspetto che le tematiche affiorino spontaneamente”. Quali i temi che dipinge? “Non sono tematiche ragionate, sono intuizioni”.


© Sylvana Raschke

Un processo personale

Da dove parte l’atto del dipingere? “Subentra la volontà di rappresentare ciò che è emerso e il lavoro inizia e prosegue. È un’alternanza di ispirazioni e atti meditati nella scelta di soggetti, materiali, tecnica, forme, colori, luci, spazi e dimensioni” spiega l’artista. Come potremmo definire la sua pittura? “Non è gestuale, ma il gesto, l’azione del dipingere, la modalità di esecuzione (ovvero mettere, togliere, dipingere, cancellare, agire, prendere le distanze, coprire, svelare, graffiare, strapazzare o accarezzare la tela, con veemenza o con delicatezza, con trascuratezza o con cura) sono già significative!”. Dipinge per il bisogno di esternare l’interiorità, per “rendere concreto, palpabile, uno stato emozionale e mentale, per un aiuto all’elaborazione di determinati vissuti. Il soggetto non è per me un pretesto e la sua scelta è stata sempre molto pertinente, simbolica, metaforica anche”. È in questo modo che la sua arte esplicita un suo bisogno di elaborazione, di comunicazione, di raccontare e talvolta anche di denunciare: ovvero “integrando l’atto creativo e la vita quotidiana. Un esempio è il dipinto ‘Profughi’ del 1999”, racconta.

Essere artisti oggi

Le chiediamo del significato di “Visarte-Ticino” oggi: “La nostra associazione ha vissuto tempi difficili. Capita! Ora siamo in fase di rinascita”, afferma. Reputa “significativo” e “importante” ciò che fece l’ex presidente Stefano Donati, e poi Sergio Morello. Oggi, dice, “apprezzo molto il lavoro portato avanti dai co-presidenti Matteo Fieni, Cosimo Filippini, da Al Fadhil e da tutti i membri del comitato. Credo ci siano buone prospettive, sono molto fiduciosa”. Ma il famoso “Ticino terra di artisti” ha senso? “Oggi ha valenza turistica”, commenta lapidaria. Come tanti altri, per poter dipingere ha ripiegato sull’insegnamento, perciò le chiediamo: così l’arte non diventa un hobby? “È una provocazione che non mi tocca” risponde.

Tra maestri e autenticità

Eppure chi è arrivato prima traccia sempre una via: quali i suoi referenti principali? “Angelo Tenchio è stato il mio maestro!” dice senza esitazione, lei che ha frequentato i corsi dello scultore comasco per due annetti. “Aveva una capacità di comprendere e di comunicare fuori dal comune, inserendosi nel processo creativo interiore dell’allievo”, afferma. Ma anche “il contatto con amici artisti è per me vitale”, precisa Petraglio, citando Marisa Casellini, Al Fadhil (di cui indossa una maglietta con lo slogan “Vietato aspettare”, a suo avviso “un messaggio perfetto, un urgente imperativo universale”), Flavia Zanetti, Nando Snozzi. Le piacciono Hodler e Segantini, e stima molto alcuni artisti della Svizzera interna quali Alex Zwalen, Patricia Jacomella Bonola e Giada Bianchi. Ma il nuovo nell’arte esiste davvero? “A livello artistico non credo si debba parlare di ‘nuovo’, ma di contemporaneità”, sostiene l’artista. “Io credo nell’autenticità, non nella ricerca del nuovo”.


© Sylvana Raschke

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Ticino7
Ticino7
5 ore
Maria del Pilar Cabarcas-Gaberell. Beneficenza, ma con ‘stile’
Dalla doppia nazionalità colombiana e svizzera, la incontro a Paradiso, dove lavora. Vivace, dinamica e solare, non ha mai dimenticato le sue origini
Ticino7
16 ore
Broadcast. Fine delle trasmissioni
Una manciata di album, alcune raccolte, lavori sperimentali e qualche collaborazione. Ma di solo talento non si vive, e senza la buona sorte...
Ticino7
23 ore
Disavventure Latine. Messico: l’ultimo cenote
Tutti a dirmi “vai a fare il bagno in un cenote”. E io ci sono andato, non in uno, ma in quattro. Che cosa sono mo’ ve lo spiego (per chi non lo sapesse).
Ticino7
1 gior
Stevie Wonder, il ragazzo dei miracoli
Siamo nell’ottobre del 1972 e nei negozi arriva “Talking Book”. Stevie aveva 22 anni e 19 dischi alle spalle. Sarà un capolavoro e altri ne seguiranno
Ticino7
1 gior
Dagli Steely Dan a Donald Fagen (o il contrario, se vi pare)
Quanti sono gli album che avete consumato a forza di ascoltarli? Qui ve ne proponiamo un paio, dischi “senza tempo” da ascoltare prendendovi del tempo
Ticino7
1 gior
Orphaned Land. Di metal e di religioni
’Mabool’ è un album del 2004 di un quintetto di metallari israeliani, con testi anche in ebraico e un sacco di religione. Vi suona strano? Ascoltatelo
Ticino7
1 gior
Stefanino Meraviglia e altre meravigliose storie
In caso di dolori di cuore, turbe esistenziali e altri scompensi di natura umana, il brano giusto è quello che ci vuole. Nel dubbio, puntate sui classici
Ticino7
1 sett
Barbara Conrad corre sempre più in alto
Classe 1977, un passo dietro l’altro, un metro di dislivello sopra l’altro, oggi è fra le appassionate di trail e ultra trail più tenaci del Ticino
Ticino7
1 sett
Arnold Rikli, il dottore del Sole
Il pioniere del ‘turismo’ della salute era svizzero. Nell’800 mise a punto un metodo di cura basato su luce, aria e acqua (applicato anche in Ticino)
Ticino7
1 sett
Covid-19. Il valzer delle statistiche
Mentre secondo alcuni dovremo tornare a fare i conti con la pandemia, la questione dei ricoveri e dei decessi ‘con’ o ‘per’ il virus rimane irrisolta
© Regiopress, All rights reserved