laRegione
27.09.21 - 17:00

Scusate, ma sono un cinghiale...

Scavatore per passione, può esserci amico o acerrimo nemico. È l’unico animale selvatico sul nostro territorio appartenente alla famiglia dei suidi, quella dei ben più amati maiali

di Chiara Piccaluga
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Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione

In ambienti boschivi la sua presenza è positiva, infatti, con la sua continua opera di scavo alla ricerca del cibo, interra semi ed elimina insetti dannosi, favorendo lo sviluppo del bosco. Tuttavia, la riduzione del suo habitat lo ha spinto anche in ambienti agricoli dove risulta dannoso cibandosi di cereali, frutti di alberi o uva. Per questo motivo nella cultura contadina il cinghiale è sempre stato considerato distruttivo e oggetto di battute di caccia.

In Svizzera il cinghiale è sempre più presente. La facilità di adattamento e la rapidità di riproduzione facilitano la sua diffusione su aree sempre più estese. In Ticino alcuni documenti lo segnalano già dal 1600, ma è poi scomparso due secoli dopo. La sua riapparizione avviene nel 1981 nel Malcantone, proveniente dalla vicina Lombardia. Negli anni successivi si è spinto a nord ed è stato segnalato in molti altri territori del cantone. Il cinghiale è un animale robusto e tozzo, che può pesare 50-175 chilogrammi se maschio e 35-150 kg se femmina; il peso varia in base all’età, al sesso e alle condizioni ambientali. Il capo è piuttosto grosso, il collo breve e massiccio; ha occhi piccoli e disposti lateralmente, inoltre dal muso sporgono i canini, zanne allungate, molto più grandi nei maschi che nelle femmine. Ha un olfatto molto sviluppato e pure l’udito è molto fine; la vista invece è debole, tipica dei mammiferi attivi al crepuscolo e di notte. Gli arti del cinghiale sono alquanto corti; sono quattro e ciascuno munito di quattro “dita” di cui solo due appoggiano sul terreno. Ha una pelle molto spessa e poco vascolarizzata, il che lo protegge da ferite e infezioni negli spostamenti, oltre che dai morsi di alcuni animali, come le vipere. I maschi hanno uno spesso strato di grasso a protezione dei fianchi, sia come riserva di energia da utilizzare nel periodo degli amori, quando si alimenteranno pochissimo, sia come difesa dagli attacchi degli avversari. Il corpo è ricoperto da setole di colore scuro, più lunghe sul dorso e sul collo; a queste si accompagna una lanetta fine, più corta o più lunga a seconda della stagione. La colorazione del mantello dei soggetti adulti varia fra il grigio scuro, il bruno e il nero. I piccoli, fino a circa sei mesi, sono striati longitudinalmente. Nonostante la sua corporatura massiccia il cinghiale è un animale molto agile e veloce.


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Meglio non irritarlo

Il cinghiale ha abitudini prevalentemente notturne, di giorno si muove solo per necessità o se disturbato, quindi anche dopo pazienti avvistamenti non è facile osservarlo. Resta solitamente fedele a un territorio ben preciso, ma non è prettamente stanziale, in alcuni casi compie lunghi spostamenti e cambia spesso la zona di residenza. È un animale socievole che vive in branchi costituiti dalle femmine e dai piccoli. I maschi adulti invece sono solitari. Durante la stagione fredda il cinghiale vive in tane appositamente scavate nel terreno e imbottite di sostanze di origine vegetale: quelle delle femmine e dei piccoli hanno generalmente una forma rotonda e possono ospitare fino a quindici animali; quelle dei maschi sono allungate, con un substrato molto spesso e in esse vive di regola un solo animale. Sebbene sia di natura pacifica, se molestato o ferito il cinghiale può trasformarsi in un avversario molto pericoloso anche per un uomo armato.

ALIMENTAZIONE E PREDATORI

Il cinghiale è onnivoro, si alimenta di ghiande, castagne e faggiole, erbe, felci aquiline, epilobi, branca orsina, sambuchella e piantaggine e funghi. Accanto all’alimentazione vegetariana, non disdegna cibi di origine animale: carogne di lepri, caprioli o cervi, varie specie di roditori, uova e piccoli uccelli covati a terra, aironi e cormorani caduti dal nido, lucertole, serpenti, ranocchi, pesci vivi e morti, chiocciole, tutte le varietà possibili di insetti. È inoltre abile nel cacciare i topi. Per cibarsi di radici e tuberi scava nel terreno con grugno e zanne, è quindi un bravo scavatore ma – come ben sappiamo anche dalla nostre parti –, quando arriva sui campi coltivati la sua attività produce molti danni. Il cinghiale adulto non ha predatori naturali, gli unici in grado di cacciarlo sono il lupo e la lince, scomparsi in molti territori. Il suo nemico principale è dunque l’uomo, che però ha favorito la sua introduzione in molte zone a scopo venatorio.


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