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Ogni tanto si rilassano anche le tigri
26.02.22 - 05:00
Aggiornamento: 02.03.22 - 08:46
di Susanna Petrone

L’Anno della Tigre

Le fototrappole e il monitoraggio

Questo mese, molti Paesi asiatici hanno festeggiato il Capodanno cinese. Si è entrati ufficialmente nell’anno lunare della tigre. Per questo motivo il Wwf chiede un piano di salvataggio globale per questi incredibili felini. L’arresto del bracconaggio e del commercio illegale delle specie, e la conservazione coerente degli habitat, sono la chiave per la sopravvivenza della tigre – così come per innumerevoli altre specie animali e vegetali. Secondo il Wwf, resta da vedere se i Paesi dove vive ancora la tigre in libertà hanno raggiunto il loro obiettivo iniziale di raddoppiare il numero della popolazione da 3’200 nel 2010 a 6’400 nel 2022.

Attualmente, molti Paesi stanno contando e monitorando i vari esemplari. La cifra ufficiale attuale è del 2016, quando erano poco meno di 3’900. La tigre è diventata un simbolo della conservazione delle specie e della natura in tutto il mondo. Chi protegge la tigre protegge molto di più. Ricordiamolo. Le tigri popolano una grande varietà di habitat in Asia – dalle profonde foreste innevate della Russia in inverno alle regioni della giungla tropicale dell’Indonesia. Sono esseri eccezionali.

Il maxi-progetto

Oggi come oggi, l’habitat della tigre copre, in Asia, il 5% dell’area originaria. Nel 2010, durante l’ultimo Anno della Tigre, la comunità internazionale si era impegnata in un summit a San Pietroburgo, in Russia, a raddoppiare la popolazione di tigri entro dodici anni. Un progetto importante, che ha richiesto sforzi enormi da parte dei Paesi firmatari. Allo stato attuale sappiamo che le tigri in libertà sono meno di 4mila. Si stima che ce ne siano circa 20mila in tutto il mondo nei cosiddetti allevamenti di tigri, presso allevatori privati, nei parchi di divertimento, negli zoo o nei circhi: cinque volte il numero di tigri che vivono in piena libertà. I tredici Paesi "tigre" includono Bangladesh, Bhutan, Cina, India, Indonesia, Malaysia, Myanmar, Nepal, Russia e Thailandia. Inoltre, anche se non vi sono state registrate tigri selvatiche per dieci anni, Cambogia, Laos e Vietnam. La speranza di questi tre ultimi Paesi è quella di riuscire a reintrodurre il maestoso felino.

Negli ultimi dodici anni, infatti, sono state avvistate solo un paio di tigri in Vietnam e Laos, mentre in Cambogia – dove è stata dichiarata ufficialmente estinta – quest’anno si darà il via a un progetto ambizioso per reintrodurre la tigre. In un Paese dove la guerra, la povertà e le mine avevano reso praticamente impossibile il suo ritorno, oggi si può iniziare a sperare. Ma ovunque la distruzione dell’habitat e la mancanza di prede, il bracconaggio e il cambiamento climatico continuano a minacciare la sopravvivenza della specie in natura.


La tigre, maestosa

Perché l’India conta le sue tigri?

L’India ospita dunque il 60% di tutte le tigri in libertà e perciò il monitoraggio dei suoi esemplari è di vitale importanza. Non solo: la stima della popolazione di tigri di un’area definisce le misure di conservazione che il Wwf India va ad adottare in collaborazione con le comunità locali e il Dipartimento forestale dello Stato. Il Wwf, infatti, in questo Paese lavora in prima linea con l’obiettivo di far aumentare la popolazione. Il governo indiano effettua la stima delle tigri di tutta l’India ogni quattro anni per determinare il numero di esemplari che vagano nelle sue foreste. Queste indagini sono fondamentali per tracciare le tendenze della popolazione di tigri, documentare storie incoraggianti di successo ed evidenziare le aree di preoccupazione dove le popolazioni sono in declino. In alcune aree, il bracconaggio illegale costa la vita a numerosi esemplari. Questo è l’Anno della Tigre e il dodicesimo anniversario del primo Summit Globale della Tigre nel 2010. A settembre di quest’anno, la Russia ospiterà il secondo Global Tiger Summit durante il quale verrà pubblicata una nuova stima della popolazione di tigri. L’India, come tutti gli altri Paesi dell’areale delle tigri, sta contando le sue per fornire una stima aggiornata della popolazione. Dipenderà da questi nuovi dati il modo di procedere nei prossimi anni. In India si era partiti con 9 riserve e si è passati a 50 riserve naturali per le tigri: è il Paese che ha effettuato il più grande sforzo per salvare questo maestoso felino.


Fototrappola

Le fototrappole

Dalle giungle dense all’Himalaya, le tigri sono una specie sfuggente, difficile da trovare e da contare. Ma, grazie all’uso di trappole fotografiche – meglio conosciute come fototrappole – è migliorato il modo di controllare e valutarne i movimenti e i comportamenti. Seguire gli spostamenti di questi felini attraverso le trappole fotografiche è diventato il metodo standard per i Paesi coinvolti nel progetto che punta a contare le rispettive tigri. E anche l’India sta attualmente utilizzando lo stesso importante strumento. Questo Paese, infatti, ospita oltre il 60% della popolazione mondiale di tigri, il che rende i suoi sforzi di conteggio il più grande esercizio di camera-trapping del mondo. Prima di posizionare le trappole, le squadre esaminano l’area, sperando di trovare tracce di tigre e in contemporanea esaminano la presenza di altri animali. Se esiste un numero accettabile di animali che sono le prede preferite delle tigri, allora la probabilità di immortalare una mamma con i propri cuccioli o un giovane esemplare solitario è maggiore. Le squadre si dirigono quindi verso questi luoghi. Le telecamere sono caricate con una scheda e batterie e poi attaccate a un albero o a un palo dove saranno lasciate per due o tre mesi prima di essere recuperate. Appena un animale finisce nel raggio infrarosso, la telecamera registra video o scatta fotografie. Dopo aver recuperato le schede, la squadra analizza i dati. Non è raro ricevere migliaia di foto e video da passare al setaccio! Le telecamere sono disposte a coppie per catturare entrambi i lati della tigre. Bisogna visionare tutte le strisce sul suo manto, che per una tigre sono come un’impronta digitale umana: uniche per ogni individuo. Questo aiuta gli esperti a identificare e contare le tigri in un’area e assicurarsi di non contare due volte la stessa tigre.

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