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29.01.22 - 05:00

Le mangrovie e la crisi climatica

Le zone umide, essenziali per la sopravvivenza

di Susanna Petrone
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Zone umide in Madagascar

Il cambiamento climatico è la più grande minaccia che il nostro mondo deve affrontare. Stiamo già assistendo a un sorprendente scioglimento dei ghiacci nell’Artico, all’innalzamento del livello del mare che minaccia le comunità costiere e a eventi meteorologici più estremi tra cui incendi boschivi, tempeste invernali, inverni secchi e cicloni tropicali in tutto il mondo. Il WWF è impegnato a ridurre le emissioni di CO2 e in azioni di adattamento al riscaldamento globale insieme ai suoi preziosi partner, utilizzando una serie di strumenti. Uno di questi strumenti è la mangrovia. Tra qualche giorno, il 2 febbraio, si celebrerà in tutto il mondo la Giornata mondiale delle Zone Umide e per questo motivo abbiamo scelto questi straordinari alberi. Ci sono più di 60 specie diverse di mangrovie, tutte specializzate a crescere lungo le coste inondate nelle regioni tropicali e sub-tropicali. Nonostante siano relativamente sconosciute, sono un incredibile gruppo di piante. Non solo hanno una capacità unica di prosperare in ambienti di acqua salata, ma il loro forte e complesso sistema di radici protegge anche le comunità costiere e i paesaggi da eventi meteorologici estremi, come gli uragani.

Comunità e mangrovie

Uno dei maggiori punti di forza delle mangrovie sta nella loro capacità di catturare e immagazzinare carbonio. Il terreno fangoso in cui vivono le mangrovie è estremamente ricco di carbonio, che viene trattenuto. Con una gestione sostenibile, le mangrovie forniscono molte opportunità di sostentamento per le comunità locali che possono aiutare a mantenere intatti questi preziosi ecosistemi costieri. La raccolta di molluschi, la pesca e l’apicoltura sono alcune di queste opportunità di cui le comunità che vivono accanto alle mangrovie possono beneficiare con una foresta di mangrovie fiorente. Le mangrovie generano anche un reddito indiretto per le comunità. Questi alberi e i loro vasti sistemi di radici servono da rifugio protettivo per tutte le giovani vite marine ancora vulnerabili mentre crescono e maturano, compresi i giovani squali, cernie e pesci pappagallo che poi nuotano verso le barriere coralline una volta che sono cresciuti abbastanza. Questo ciclo di vita supporta sia la biodiversità che i mezzi di sostentamento della comunità attraverso il turismo di barriera condotto in modo sostenibile e la pesca d’altura.

Le mangrovie forniscono anche altri benefici alle comunità locali, il più vitale dei quali è la protezione dalle tempeste. La crescita serrata delle radici e dei rami delle mangrovie interrompe l’innalzamento dell’acqua e le grandi onde, proteggendo così le persone, le case e le infrastrutture commerciali dalle potenti mareggiate, un beneficio che diventerà sempre più importante con il continuo peggioramento degli eventi meteorologici estremi a causa del cambiamento climatico.

Le zone umide

Una zona umida è un luogo dove la terra è coperta dall’acqua, sia salata che dolce o una via di mezzo. Paludi e stagni, le rive di un lago o la costa di un oceano, il delta alla foce di un fiume, aree che si allagano frequentemente: queste sono tutte zone umide. La distruzione delle zone umide è tra i problemi più grandi che stiamo affrontando, perché sono alcuni degli habitat più produttivi del pianeta. Spesso sostengono alte concentrazioni di animali, compresi mammiferi, uccelli, pesci e invertebrati, e servono come vivai per molte di queste specie. Le zone umide sostengono anche la coltivazione del riso, un alimento base nella dieta di metà della popolazione mondiale. E forniscono una serie di servizi ecosistemici di cui beneficia l’umanità, tra cui il filtraggio dell’acqua, la protezione dalle tempeste e il controllo delle inondazioni. Senza le zone umide, le città devono spendere più soldi per trattare l’acqua per i loro cittadini, le inondazioni sono più devastanti per le comunità costiere, le mareggiate degli uragani possono penetrare nell’entroterra, gli animali devono essere spostati in zone idonee o muoiono, e le forniture di cibo vengono interrotte, insieme ai mezzi di sussistenza. Il WWF, i governi e altre organizzazioni hanno perseguito gli sforzi per conservare e proteggere le zone umide per più di 40 anni attraverso la Convenzione di Ramsar, l’unico trattato internazionale dedicato a un singolo tipo di ecosistema. Più di 476’000 acri di zone umide sono stati protetti attraverso questo trattato, salvando loro e i loro servizi per le generazioni future.

Cosa sta facendo il WWF

Le mangrovie sono regolarmente indicate come una “soluzione basata sulla natura”, un termine spesso usato in riferimento all’affrontare la crisi climatica. Una soluzione basata sulla natura sfrutta i punti di forza che già esistono in natura per mitigare o adattarsi agli impatti del cambiamento. Il WWF sta lavorando attivamente in tutto il mondo per il ripristino e la conservazione delle mangrovie. Con il supporto del Bezos Earth Fund, stiamo implementando il progetto “Mangrovie per le comunità e il clima”, lavorando con comunità, governi e altri partner in Messico, Madagascar, Fiji e Colombia. La sovvenzione quinquennale mira a proteggere, ripristinare e rafforzare la gestione di 2,47 milioni di acri di mangrovie, salvaguardando così circa 2 miliardi di tonnellate di carbonio e proteggendo 300’000 persone che vivono accanto a queste foreste costiere. Complessivamente siamo attivi in più di 20 Paesi nel mondo. Questo include i recenti sforzi a fianco del governo del Belize, altre ONG, gruppi di ricerca e comunità interessate per incorporare le mangrovie come una soluzione basata sulla natura negli impegni dei Paesi che hanno siglato l’Accordo di Parigi. Il WWF è anche uno dei fondatori della Global Mangrove Alliance; una rete collaborativa di più di due dozzine di ONG, gruppi di ricerca e organizzazioni filantropiche tutte impegnate ad aumentare l’area globale dell’habitat delle mangrovie e a proteggere la foresta esistente attraverso un cambiamento politico globale e un progresso scientifico nei prossimi dieci anni. Si stima che la quantità di carbonio immagazzinata sotto questi alberi sia fino a quattro volte maggiore di quella immagazzinata da altre foreste tropicali, rendendo queste foreste costiere estremamente preziose nella lotta contro il cambiamento climatico.

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