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© Sanchez & Lope / WWF
I ranger del WWF Romania hanno avvistato il primo vitello di bisonte del 2020
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20.07.20 - 06:000

Nasce il primo vitello di bisonte

Notizie magnifiche arrivano dai Carpazi meridionali

Notizie magnifiche arrivano dai Carpazi meridionali: i ranger hanno avvistato il primo vitello di bisonte del 2020. Questi animali possenti e maestosi fanno parte della fauna dei Carpazi e mantengono intatto il fragile equilibrio della zona. Sono importanti per la biodiversità e per il benessere di tutti noi. Il successo di un programma di reinsediamento dipende da molti fattori, ma il più importante rimane la nascita di una nuova vita. Da quando è stato dato il via al programma di reinsediamento di bisonti – avvenuto nel 2014 grazie al WWF Romania – sono nati venti piccoli. Non solo: oltre al nuovo arrivato, i ranger hanno identificato otto nuovi piccoli bisonti, nati l’anno scorso sui monti Tarcu. Così tante nascite non si erano mai viste da queste parti. I nostri esperti continueranno a monitorare la situazione, con la speranza che questi piccoli crescano e diventino forti. “Potrebbero esserci altri vitelli, ma contarli non è facile, perché scompaiono rapidamente nella foresta sotto lo sguardo vigile delle mandrie di appartenenza. Le madri e gli adulti più vecchi li tengono ben nascosti dietro ai propri corpi enormi non appena sentono l’odore di esseri umani”, dice il ranger Daniel Hurduzeu, del WWF Romania.

Alla scoperta del Poncione d’Arzo

Il Poncione d’Arzo si situa all’interno del comprensorio del San Giorgio, iscritto nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d’importanza nazionale (IFP) e patrimonio dell’UNESCO. Da un punto di vista geologico la montagna è caratterizzata dalla presenza di dolomia, quindi un substrato tipicamente calcareo, che unito alle caratteristiche detritiche, la rende unica nel suo genere in Svizzera e questo si riflette anche nella sua straordinaria flora. Per questo motivo, WWF e Alleanza Territorio e biodiversità, con il prezioso sostegno finanziario della Fondazione Blue Planet Virginia Böger X.X., stanno sostenendo gli sforzi della Società cacciatori del Mendrisiotto per la valorizzazione di alcuni habitat situati sul Poncione d’Arzo. I primi interventi sono stati eseguiti negli anni 2016 e 2017 presso le radure di Scargnora e Bagno, situate sui pendii est e nord-est del Poncione d’Arzo, di fronte al villaggio di Meride, dove era segnalata un’importante presenza di gladiolo piemontese (Gladiolus imbricatus), scomparso però tra gli anni 2001 e 2010. La specie è fortemente minacciata e localizzata in pochi prati semiaridi e a umidità fortemente variabile del Sottoceneri, in particolare sul Monte San Giorgio. Questo gladiolo è legato a una gestione tradizionale del territorio (sfalcio annuale) e soffre particolarmente in condizioni di agricoltura intensiva, abbandono (imboschimento) e concorrenza di altre specie erbacee (p. es. la felce aquilina). Il comprensorio del Poncione d’Arzo, dove la specie è ancora presente con piccole popolazioni, è quindi di notevole importanza per la conservazione di questa specie prioritaria. Gli interventi eseguiti a Scargnora e Bagno hanno permesso di ricreare le condizioni ideali per il gladiolo piemontese, riaprendo le radure, valorizzando gli ecotoni (margini boschivi) e ricreando porzioni di bosco luminoso Inoltre, si è potuta garantire la gestione agricola estensiva delle radure, condizione indispensabile per mantenere nel tempo l’habitat ideale. Gli interventi hanno avuto un successo che va oltre qualsiasi più rosea aspettativa e in tempi brevissimi. Già nel giugno 2017, appena ultimati i lavori, abbiamo documentato (si veda foto sopra) una straordinaria fioritura di gladiolo piemontese. A Scargnora, nel 2001, era stata pure riscontrata la presenza di gladiolo italico, specie in seguito scomparsa in Svizzera. La speranza è di poter rivedere in futuro anche questa specie sui pendii del Poncione d’Arzo. L’interesse botanico del Poncione d’Arzo non si limita ai gladioli. Di grande interesse è ad esempio la presenza dell’Iris graminea (vedi articolo a lato) e del salice dell’Appennino (Salix apennina), una specie particolarmente rara e minacciata che trova il limite settentrionale del suo areale di distribuzione proprio nel Canton Ticino. Lo troviamo di norma in corrispondenza di sorgenti, sui pendii anche moderatamente umidi e sulle sponde di torrenti. Vegeta su qualsiasi tipo di terreno, anche con scarso humus, a pH da leggermente acido a neutro. Il prossimo intervento è previsto presso il Gerun da Merat, presso la sommità del Poncione d’Arzo, dove oltre al gladiolo piemontese e al salice dell’Appennino sono presenti specie rare legate ai prati e pascoli secchi.

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